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Italia – Riunione della Commissione Regionale per la Formazione della Regione Mediterranea

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Torino) – Nei giorni dal 23 al 27 ottobre scorsi si è tenuto a Torino-Valdocco l’incontro della Commissione Regionale per la Formazione (CRF) della Regione Mediterranea. A questo incontro, convocato dal Settore per la Formazione della Congregazione, hanno partecipato il Consigliere Generale per la Formazione, don Ivo Coelho, collegato da Israele; don Francisco Santos Montero, del medesimo Dicastero, e don Juan José Bartolomé, Coordinatore Regionale per la Formazione; e i membri della CRF.

Il lavoro intenso della Commissione è stato suddiviso in due momenti: il primo è stato dedicato all’analisi e alla riflessione, a cura del Settore Formazione, sulla situazione della formazione nella Regione; la seconda parte, invece, ha visto la Commissione impegnata nell’aggiornamento del Regolamento della CRF e nel fare delle proposte di attuazione concreta del Progetto Regionale di Formazione 2020-2026.

Nei giorni 24-26 mattina la Commissione ha lavorato sui temi formativi comuni a tutte le Regioni. Ogni tema preso in esame, elaborato precedentemente dalle Ispettorie della Regione, ha avuto un’attenta riflessione da parte della Commissione, per giungere alla formulazione di proposte concrete. Don Coelho, aiutando tutti a rendere grazie a Dio per il dono dei giovani salesiani, ha ricordato la responsabilità che si ha nell’accompagnargli. Per questo è importante interrogarsi continuamente su cosa si può fare per migliorare.

Le comunità internazionali, ha sostenuto don Coelho, non sono solo una necessità del tempo, ma soprattutto un “luogo teologico” salesiano: la Congregazione è una famiglia e di conseguenza l’internazionalità e l’interculturalità sono una ricchezza che fa parte dell’identità più profonda.

Nell’ultimo giorno, oltre all’aggiornamento del Regolamento della CRF, si è riflettuto a lungo sulle scelte concrete da vivere insieme come Regione, come servizio di accompagnamento alle comunità e ai singoli salesiani, per il rafforzamento dell’identità salesiana consacrata. Le quattro aree tematiche del Progetto – Identità salesiana consacrata nella missione condivisa; Formazione congiunta nella missione condivisa; Formazione in missione; e Formati per formare – l’accompagnamento – hanno permesso di scegliere diverse strategie e interventi concreti da realizzare come Regione.

Molto belli sono stati i momenti di preghiera e di fraternità vissuti congiuntamente, per tutti coloro che erano presenti, sui luoghi di Don Bosco. Toccante e suggestivo è stato il pellegrinaggio al Santuario di Sant’Ignazio di Loyola a Lanzo Torinese, dove per tre decenni Don Bosco visse i suoi esercizi spirituali annuali. È stato per tutti un momento d’intensità spirituale e di entusiasmo carismatico, pensando al vissuto di Don Bosco. La Commissione ha concluso i suoi lavori celebrando l’Eucarestia nella Chiesa di San Francesco di Sales.

Don Tomë Mihaj, SDB

Segretario della CRF – Mediterranea

La Scuola di Accompagnamento salesiano in visita al Santuario di Sant’Ignazio Sopra Lanzo

Prosegue il percorso della Scuola di Accompagnamento salesiano iniziato lo scorso 16 agosto e che terminerà il 17 settembre. Per i 17 partecipanti provenienti dalle varie case salesiane del mondo, oltre a vivere l’avvio del percorso a Valdocco, hanno potuto soffermarsi in alcuni altri luoghi, tra cui il Santuario di Sant’Ignazio Sopra Lanzo.

La Scuola di Accompagnamento salesiano è l’attuazione di una delle linee di azione adottate nel documento del 2019 “Giovani Salesiani e Accompagnamento: Orientamenti e linee guida”. Durante il mese di Scuola, i partecipanti sono aiutati a prestare attenzione all’operare dello Spirito nella propria vita, seguendo la raccomandazione di Papa Francesco che “le guide spirituali siano esse stesse guidate e che accompagnino i fratelli sulla base della propria esperienza di accompagnamento”.

Di seguito l’articolo pubblicato lo scorso 23 agosto a cura dell’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito alla visita del santuario di Sant’Ignazio Sopra Lanzo.

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I partecipanti alla Scuola di Accompagnamento salesiano, che si sta svolgendo a Valdocco dallo scorso 16 agosto, hanno visitato il 19 agosto il santuario di Sant’Ignazio Sopra Lanzo, a circa 40 km a nord-ovest di Torino.

La Scuola conta 17 partecipanti provenienti da Italia, Perù, Portogallo, Etiopia, RD Congo, Slovenia, Guinea Equatoriale, Angola, Siria, Croazia ed Ecuador. L’equipe è composta da don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, don Silvio Roggia, don Francisco Santos Montero, Raymond Callo e altre otto persone.

L’equipe resterà con la Scuola per tutto il tempo fino alla sua fine prevista per il 17 settembre. La Scuola di Accompagnamento Salesiano è attualmente al Colle Don Bosco, mentre i primi quattro giorni sono stati a Valdocco. In queste settimane ci sono state visite alla chiesa di Francesco d’Assisi e al convitto ecclesiastico, al Museo Casa Don Bosco e, appunto, al Santuario di Sant’Ignazio Sopra Lanzo.

La seconda parte di questa Scuola di Accompagnamento Salesiano è iniziata ieri al Colle con un ritiro guidato di 8 giorni. Poi ci saranno altri input salesiani: visite ai luoghi di Don Bosco, al Colle e dintorni, con momenti di riflessione e condivisione, incontri di formazione alla direzione spirituale e alle competenze connesse come l’ascolto.

La Scuola di Accompagnamento Salesiano è una formazione esperienziale. Seguendo l’esperienza e la prassi apostolica di Don Bosco, aiuta i partecipanti a prendere coscienza di se stessi, a crescere come persone e come salesiani, e a imparare ad essere attenti agli altri e ad aiutarli a crescere nella loro vocazione.

Il responsabile di questa Scuola Salesiana di Accompagnamento è un salesiano coadiutore, Raymond Callo, che fa parte del Dicastero della Formazione. Ha compiuto una formazione in accompagnamento spirituale e ha molta esperienza nella guida di candidati e religiosi, compresi i salesiani. Appartiene all’ispettoria FIS.

È interessante sapere che, come preparazione, ad ogni partecipante è stato chiesto di rispondere ad un questionario, e di leggere alcuni libri: tra questi, uno di William A. Barry e William J. Connolly su “La pratica della direzione spirituale” e l’altro di Buccellati (Appunti per una storia spirituale del sac. Giò Bosco). Come condizione, si suppone che ogni partecipante faccia un’esperienza continua di accompagnamento spirituale: non solo dare ma anche ricevere l’accompagnamento spirituale.

Il santuario visitato dai partecipanti alla Scuola ha avuto un ruolo molto importante nella vita e nel ministero di Don Bosco. Fu proprio qui infatti che Don Bosco concepì l’idea di fondare una congregazione religiosa (MB III,536-37). La visita al Santuario rientra dunque nell’itinerario formativo rivolto ai partecipanti alla Scuola di Accompagnamento.

La prima volta che Don Bosco fece gli Esercizi Spirituali a Sant’Ignazio Sopra Lanzo fu nel 1842, al termine del suo primo anno al Convitto Ecclesiastico, come da Regolamento del Convitto. Continuò a tornarvi per più di 30 anni, anche quando, nel 1866, la giovane Congregazione Salesiana iniziò a fare i propri Esercizi Spirituali a Trofarello. Smise solo nel 1874, quando il santuario passò sotto una nuova gestione e Don Bosco si rese conto di non essere più il benvenuto.

Il santuario è oggi a un’ora di macchina da Torino. Don Bosco, però, faceva tutta la strada a piedi, partendo da Valdocco alle 3 del mattino e arrivando un po’ prima di pranzo; e questo non solo per i propri Esercizi Spirituali, ma anche ogni volta che Cafasso gli chiedeva di dare una mano per gli Esercizi dati al clero e ai laici (MB II,142; III,536-37).

La visita al santuario da parte dei confratelli che partecipano alla Scuola di Accompagnamento Salesiano fa parte del metodo adottato. La visita è stata preceduta, infatti, da un intervento di Giuseppe Buccellato sugli Esercizi Spirituali nella vita e nel ministero di Don Bosco. Al santuario stesso, dopo una breve visita, c’è stato un tempo di riflessione, di preghiera e di condivisione in gruppo.

Il bellissimo e suggestivo santuario di Sant’Ignazio Sopra Lanzo è un potente simbolo di ciò che gli Esercizi Spirituali rappresentavano nella vita e nel ministero di San Giovanni Bosco. Egli stesso faceva gli Esercizi ogni anno, nella forma ignaziano-alfonsiana prevalente nel Convitto. Offriva dunque l’esperienza ai suoi “ragazzi di strada” già nel 1847, il secondo anno della sua permanenza nella Casa Pinardi. E la predicazione degli Esercizi Spirituali fu uno dei cinque obiettivi dichiarati della Congregazione Salesiana fino al Capitolo Generale Speciale del 1971.

Proposte per far conoscere “Animazione e governo della comunità – Il servizio del direttore salesiano”

Pubblichiamo dall’agenzia salesiana ANS il video di presentazione del consigliere generale per la Formazione, don Ivo Coelho, del materiale offerto a tutte le comunità salesiane.

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(ANS – Roma) – Don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, in un breve video di 3 minuti presenta il materiale di animazione che viene offerto alle comunità salesiane e a tutti i confratelli, per accompagnare la lettura e la condivisione comunitaria su “Animazione e Governo della comunità – Il servizio del direttore salesiano”.

Come dice don Coelho nel video, il testo è ora disponibile nelle 6 lingue principali usate in Congregazione. “È il frutto del cammino di insieme delle 7 regioni, di tanti gruppi di direttori e confratelli, di due seminari internazionali e di una gestazione paziente e condivisa del testo finale”.

Approvato dal Rettor Maggiore e dal suo Consiglio nell’aprile 2019, il documento è stato presentato ai membri del CG28, nelle varie lingue e già nella sua veste tipografica finale. Alcune modifiche e aggiunte presentate durante i lavori del Capitolo sono state integrate, giungendo così alla edizione definitiva.

Mentre stanno iniziando le operazioni di stampa secondo le indicazioni numeriche date dagli Ispettori, dopo i rallentamenti causati dalla pandemia, vengono offerti dei sussidi on-line per facilitare l’utilizzo di questo nuovo strumento per la formazione permanente delle comunità durante questo primo anno dopo il Capitolo.

Continua don Coelho: “Ci sarà un video intervista con il Rettor Maggiore che presenta il processo nel suo insieme. E poi tre video di introduzione ad ognuna delle tre parti, con PowerPoint, schede e altro materiale. Avremo così quattro unità di materiali che aiutano la lettura e la condivisione in comunità. Li manderemo pian piano, ogni unità a un intervallo di circa tre mesi l’una dall’altra”.

Riferendosi a quanto afferma il Rettor Maggiore nell’introduzione, don Coelho insiste sul fatto che è un dono ed insieme proposta di cammino per ogni confratello, non solo certo per i Direttori.

“Questo testo è solo il punto di partenza. Quel che conta, cari confratelli, è quello che avviene da qui in poi, casa per casa, per tutti, per ogni confratello nella Congregazione. … È il cammino di crescita che vogliamo fare insieme, grazie anche a questo strumento”.

La terza parte, soprattutto, dal titolo “Il direttore e la missione salesiana condivisa”, riguarda l’intera comunità educativa pastorale, dove Direttore e religiosi sono al fianco dei membri di altri gruppi della Famiglia Salesiana e di tante altre persone che condividono in forme diverse la missione di Don Bosco.

Questo testo si apre su un orizzonte molto ampio; incoraggia e orienta la presenza salesiana nella Chiesa, sul territorio, tra la gente di così tante culture e anche tradizioni religiose diverse, dove le comunità salesiane nel mondo sono oggi presenti.

 

“Formazione, Solidarietà e Prevenzione”: la lettera del Consigliere Generale per la Formazione per affrontare COVID-19

Riportiamo la lettera di don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, pubblicata dall’agenzia di informazione salesiana ANS sull’emergenza COVID-19.

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In poche settimane la vita di tutti noi è cambiata a causa di un virus che dilaga sempre più velocemente e che, nel mondo, affligge tantissime persone. È un’emergenza globale che sta cambiando le nostre abitudini e che, inevitabilmente, riguarda anche tutti i prenovizi, novizi e salesiani nelle comunità di formazione in Italia. A loro, don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, ha indirizzato una lettera con alcune raccomandazioni e con l’invito a coltivare la comunione nello spirito “con intensità tanto più grande in questo tempo”.

“Vi scrivo anzitutto per esprimere la vicinanza e solidarietà del Rettor Maggiore, del Consiglio e degli altri confratelli che vivono qui, in condizioni che qualche settimana fa sarebbero state impensabili”, scrive don Coelho, prima di porre l’attenzione sulle misure igieniche che sono state prese nella comunità del “Sacro Cuore” e, indubbiamente, in tutte le case di formazione in Italia: si seguono dei turni, vengono usati ambienti diversi per la preghiera e per i pasti e sono stati installati distributori con liquido igienizzante per le mani.

“Non è un eccesso di prudenza – prosegue don Coelho –. È un dovere di cittadinanza in linea con la Strenna di quest’anno e, ancor più, in solidarietà con lo sforzo immane che si sta facendo nei nostri Paesi per contenere la diffusione del virus”.

Il Consigliere Generale per la Formazione, ricordando che COVID-19 si è diffuso anche all’interno di alcune case di religiose a Roma, contagiando praticamente tutti i membri di quelle comunità, invita quindi alla prudenza, soprattutto per non aggravare un sistema sanitario che si trova già ai limiti delle proprie capacità.

Tuttavia, prosegue la lettera, in questo tempo durante il quale gli spostamenti di tutti sono limitati, la vita comunitaria non deve fermarsi e “la carità e il sostegno reciproco possono trovare nuove forme”.

Don Coelho spiega infatti che nella comunità del Sacro Cuore sono state ideate nuove forme “digitali” per partecipare alla Messa, che ogni giorno viene video-trasmessa via internet, e che viene seguita sia dall’Italia, sia dall’estero.

A conclusione della lettera il Consigliere Generale per la Formazione invita a prepararsi alla Pasqua restando tutti uniti e sostenendosi a vicenda con la preghiera e, soprattutto, vivendo questo tempo come un tempo di “Passione e Resurrezione, unico nel suo genere rispetto a tutti gli anni precedenti”.