Articoli

CEI – Sport4Joy – Percorso di formazione 2021

Dal sito dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero turismo e sport il percorso di formazione che ha costruito per questo nuovo anno pastorale.

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Un tempo per riflettere è la proposta che l’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport ha costruito per questo nuovo anno pastorale.

Una proposta per aiutare gli incaricati regionali e diocesani, ma anche i nostri enti, i nostri organismi e le nostre associazioni sportive, a formare competenze per il futuro che ha tre attenzio­ni particolari: la formazione, l’accessibilità e la collabo­razione con gli altri Uffici e Servizi della CEI.

LA FORMAZIONE.

Cogliamo l’attimo di questo “disagio globale” per stare per un attimo fermi a con­dividere riflessioni e pro­spettive, approfittando per formare a livello regionale e diocesano dei collaboratori che aiutino gli incaricati re­gionali e diocesani a mettere in atto una bella pastorale dello sport.

L’ACCESSIBILITÀ.

La pandemia che stiamo attraversando ha messo in evidenza quanto è brutto non poter fare qualcosa. Pensiamo a quanto è bello poter pensare i nostri mon­di accessibili, perché tutti possano vivere esperienze trasfiguranti.

LA COLLABORAZIONE.

Diventa sempre più urgente e necessario intraprende­re la strada della pastorale integrata  e lo sport può essere un laboratorio dove misurarla e allenarla. Attraverso queste tre parole vivremo un anno intenso, se­gnato da appuntamenti che non hanno il senso dell’im­pegno, ma dell’appuntamen­to possibile, per accorda­re ancora meglio il nostro cammino e il nostro servizio particolare nelle Chiese che sono in Italia.

Le riflessioni raccolte potrebbero essere raccolte in due volumi da uti­lizzare nella formazione delle equipe regionali e diocesane della pastorale sportiva.

 

CEI, convegno Nazionale Vocazioni 2021

Dal sito della CEI – Pastorale delle vocazioni.

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I materiali del Convegno Nazionale Vocazioni 2021 sono disponibili online alla sezione ‘Convegno’ del sito della rivista Vocazioni.

Il tema del Convegno Nazionale Vocazioni 2021 è la tematica dell’anno 2020/2021
La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due‘ (GE 141).

Le relazioni del Convegno sono inserite all’interno di Schede di lavoro con ulteriori esercizi, approfondimenti di articoli,
materiali video e suggerimenti di letture.


Schede di lavoro sulla Relazione di Giovanni Cesare Pagazzi
‘Fratelli necessari’
‘La paura’
‘L’abbandono e la consolazione


Scheda di lavoro sulla Relazione di Mons. Erio Castellucci
La vocazione: scoperta o invenzione?


Scheda di lavoro sulla Relazione di 
p. Gaetano Piccolo
Il discernimento in comune
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Schede di lavoro sulla Relazione di Sr. Samuela Rigon

Divento io di fronte al tu
‘La chiamata all’amore’
‘Per chi sei tu?’


Veglia di preghiera
‘La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due’


Schede di lavoro sulla Relazione di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti

‘Salvezza e sicurezza’
Libertà, relazione e responsabilità
‘Potenza, fragilità e cura
‘Desiderio, speranza, protensione’

Film realizzato per il 44° Convegno Nazionale Vocazioni
Insieme per generare il meglio

Il sussidio liturgico-pastorale CEI per la Quaresima e la Pasqua

Si segnala di seguito il Sussidio liturgico-pastorale per la Quaresima e la PasquaCristo, mia speranza, è risorto” proposto dalla Conferenza Episcopale Italiana e il relativo articolo pubblicato ieri sul sito ufficiale.

“Mentre l’esperienza del buio, dell’oscurità, del peccato e della morte tendono ad avvolgere la nostra vita, la Quaresima è il «tempo favorevole» per prenderne coscienza ma soprattutto per lasciarci afferrare da Cristo, il Crocifisso Risorto che ci prende per mano, ci strappa al peccato e alla morte e ci riconsegna alla Vita”.

Lo ricorda Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, nella presentazione del Sussidio liturgico-pastorale per la Quaresima e la Pasqua, intitolato “Cristo, mia speranza, è risorto”.

“Se la situazione sanitaria sembra non darci tregua, l’impegno di tanti fratelli e sorelle e la loro testimonianza di carità aprono il cuore alla speranza”, aggiunge Mons. Russo sottolineando che “le parole e i gesti profumati di amore ci ricordano che la morte non è l’ultima parola, che la speranza non può morire; essi annunciano che la Vita vince la morte: è la forza e la bellezza dell’annuncio pasquale”.

Il Sussidio si articola in tre parti: la prima contiene due riflessioni sul cammino quaresimale attraverso le Prime Letture della Liturgia della Parola e le Collette delle domeniche; una presentazione delle Orationes super populum per il tempo di Quaresima, una delle novità della terza edizione del Messale Romano; e un approfondimento sul canto della sequenza pasquale. La seconda sezione offre invece alcune schede – che saranno disponibili sul sito dell’Ufficio Liturgico Nazionale – per le celebrazioni domestiche e la preghiera della famiglia nelle domeniche di Quaresima. Per favorire, mediante l’ascolto, la meditazione sono indicati anche alcuni canti con le tracce audio. La terza parte propone infine gli schemi per una celebrazione comunitaria nel tempo di Quaresima, per la Via Crucis e per una Veglia della luce nel tempo di Pasqua.

Sussidio CEI Quaresima e Pasqua 2021

Bologna, solidarietà e riscatto col il progetto “Liberi di partire, liberi di restare”

A tre anni dal lancio della campagna Cei «Liberi di partire, liberi di restare», Avvenire pubblica un viaggio tra le realtà bolognesi che hanno sostenuto e offerto integrazione: tra questa, il Cnos Fap Emilia Romagna di Castel de’ Britti. L’articolo è di Luca Tentori.

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Donne liberate dalla tratta della prostituzione, assistenza di minori non accompagnati,  formazione al lavoro. Sono alcuni esempi di come il progetto «Liberi di partire, liberi di restare» è entrato concretamente nel riscatto di molti migranti. L’iniziativa della Conferenza episcopale italiana, sovvenzionato con i fondi dell’8Xmille, ha chiuso la sua campagna la scorsa settimana a Roma e ha tirato le somme con un primo bilancio. Per la diocesi di Bologna  la Caritas italiana ha istituito un tavolo di progetto a partire dal 2018, che ha coinvolto quattro realtà già operanti sul territorio: l’associazione Albero di Cirene, l’associazione papa Giovanni XXIII, l’Associazione Cnos Fap Emilia Romagna presente a Castel de’ Britti con i salesiani, e il Ceis Arte – cooperativa sociale che gestisce dal 2001 in convenzione con Asp Bologna, il servizio di Pronta Accoglienza per minori maschi in stato di bisogno, attraverso la comunità di pronta emergenza «Il Ponte» al Villaggio del fanciullo.

«Questo tipo di esperienza  – spiega Elisabetta Cecchieri, responsabile della Caritas diocesana per il progetto “Liberi di partire, liberi di restare”- ci ha permesso di lavorare e ragionare insieme su soluzioni concrete  e di conoscerci ancora meglio. Abbiamo voluto creare una cabina di regia per investire al meglio sul nostro territorio i 60.000 euro ricevuti dal progetto». Nel dettaglio l’Albero di Cirene, che ha attività di aiuto sulla strada, ha scelto di creare percorsi di formazione per i giovani volontari e ha implementato la capacità di accoglienza per le donne che uscivano dalla tratta. Al Villaggio del fanciullo, che ospita casa di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, hanno promosso una scuola di cultura italiana come servizio per una maggiore accoglienza e integrazione. Ben due i progetti attivati anche al centro salesiano di formazione professionale Cnos- Fap di Castel de’ Britti, fra i quali un corso per saldatori. Il progetto si è svolto fra l’aprile del 2018 e il marzo di quest’anno, per una durata totale di circa 50 ore, alle quali vanno aggiunte quelle dedicate alla formazione sulla sicurezza sul lavoro.

«Hanno partecipato sia ragazzi minorenni che maggiorenni, fra i quali alcuni segnalato dall’Asp, per un totale di nove persone – spiega Lucia Mele, del Cnos-Fap -. Per l’abilitazione alla professione di saldatore è necessario il possesso di un patentino che, a seconda della tipologia di lavoro, necessita di un aggiornamento e il cui costo si aggira intorno ai 1.500 euro. I nostri ragazzi nella maggioranza dei casi non posseggono questa somma. Avendo però una formazione, in parte svoltasi proprio in azienda, possono comunque invogliare i datori di lavoro ad assumerli. Sarà poi il datore di lavoro a provvedere al patentino». Una tipologia di assunzione che ha già dato i suoi frutti, portando all’occupazione diversi ragazzi nell’ultimo periodo. Il cardinale Zuppi è intervenuto la scorsa settimana a Roma alla chiusura di questa campagna triennale della Cei. Nel suo intervento ha offerto alcune riflessioni sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza: «Il fenomeno della migrazione è da considerarsi alla stregua di “una pandemia, perché la tragedia continua e non ci sono risposte forti e adeguate». Il suo intervento integrale è sul sito della diocesi. La campagna è un segno della Chiesa italiana, perché cresca la consapevolezza delle storie dei migranti, si sperimenti un percorso di accoglienza, tutela, promozione e integrazione dei migranti che arrivano tra noi, non si dimentichi il diritto di ogni persona a vivere nella propria terra. 

 

Avvenire – Sussidio pastorale per la scuola. La Cei: studiare, per cercare un senso nella vita

Il nuovo documento della Commissione CEI per l’educazione cattolica, nel giorno di riapertura delle scuole, incoraggia tutti a “testimoniare, discernere e servire”. Di seguito l’articolo pubblicato da Avvenire a cura di Enrico Lenzi.

Da «una pastorale “della” scuola» a «una pastorale “per” la scuola». Sta tutto in questo cambio di preposizione il senso del nuovo sussidio che lunedì 14 settembre, nel giorno di riapertura ufficiale delle scuole in Italia, viene pubblicato dalla Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università. Si tratta di un documento che in qualche modo si pone al termine del decennio che la Chiesa italiana ha voluto dedicare al tema dell’educazione (gli Orientamenti pastorali 2010/2020 sull’Educare alla vita buona del Vangelo), ma che al tempo stesso intende rivolgere il proprio sguardo al futuro, come sottolinea nella sua presentazione il vescovo Mariano Crociata presidente della stessa Commissione Cei.

Del resto, ribadisce il sussidio – intitolato significativamente «Educare, infinito presente» -, per «la Chiesa la scuola è una realtà da amare in cui stare con passione e competenza, contribuendo alla costruzione del progetto scolastico».

Ma se la presenza e l’attenzione della comunità cristiana al tema della scuola ha radici lontane, quello che deve cambiare secondo il documento della Commissione episcopale, è la modalità di approccio e lo stile di presenza. Un cambio al quale sono chiamati tutti: dai docenti ai genitori, dagli studenti al personale, fino alle realtà educative e alle stesse parrocchie. Insomma «l’attenzione alla scuola deve diventare una responsabilità di tutta la comunità». Proprio per questo, riflettono i vescovi della Commissione, non si può continuare a procedere «a compartimenti stagni», cioè con pastorali che prendano in considerazione solo un unico aspetto senza mettersi a confronto con altre che hanno come destinatari gli stessi ragazzi e giovani.

Il documento della Cei (nella versione integrale) – che si suddivide in tre parti più una quarta che riporta testi, interventi, discorsi sul tema della scuola e dell’educazione – offre una analisi e una osservazione sull’esistente, a cominciare «dalla difficile esperienza vissuta nei primi mesi del 2020 con l’improvvisa e prolungata chiusura delle sedi scolastiche a causa della pandemia». E se il ricordo alla didattica a distanza «ha permesso di limitare le conseguenze sulla crescita e l’apprendimento degli alunni», ha anche «fatto affiorare interrogativi di fondo sul ruolo della scuola nella società, sul valore insostituibile della relazione educativa, sull’apporto integrativo delle tecnologie nella didattica». Secondo il sussidio Cei, infatti, alla base di qualsiasi intervento nella scuola, «non può dimenticare che la relazione educativa è il suo cuore», in un «patto di corresponsabilità che lega in primo luogo insegnanti e alunni, ma si estende anche all’interno del corpo docente, alle famiglie e alle forze vive del territorio in un dialogo che riconosce a ciascuno le proprie responsabilità specifiche e pone tutti in rapporto di rispettosa collaborazione». Proprio la collaborazione è l’approccio auspicato da quel cambio di preposizione – “per” – che il documento propone. Il tutto per «ridare senso alla routine dello studio, perché lo studio serve a porsi domande, a non farsi anestetizzare dalla banalità, a cercare senso nella vita».

Un obiettivo proposto alla scuola e a tutte le sue componenti (a cui il testo riserva singoli spazi), richiamando tutti e ciascuno ai valori della «testimonianza, del discernimento e del servizio». Ovviamente i vescovi italiani indicano questo cammino in primo luogo alle comunità cristiane (parrocchie, associazioni, gruppi professionali e altro), pur ribadendo che nella crescita completa di una persona «non può mancare la dimensione religiosa», che la Chiesa offre con la presenza dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) anche nella scuola statale.

Questo coinvolgimento di tutti vuole portare al superamento «della frammentazione all’integrazione dell’azione pastorale», che vuol dire «realizzare un modo di pensare e un agire pastorale davvero unitario e centrato sulla persona. I giovani hanno bisogno di essere aiutati a unificare la vita» e la «pastorale per la scuola può essere un prezioso banco di prova per sviluppare un agire più integrato e aperto a diverse presenze». Anche per questo il sussidio ribadisce l’importanza di un Ufficio nazionale della scuola e quello dell’Irc, il Centro studi della scuola cattolica e il Consiglio nazionale della scuola cattolica. E un capitolo è dedicato proprio alla scuola cattolica e ai corsi di formazione professionale di area cattolica che «hanno un ruolo primario di promozione e di riferimento nella pastorale per la scuola».

Il sussidio Cei offre a tutta la scuola – cattolica e paritaria – anche alcuni esempi progettuali da mettere in campo: da momenti religiosi offerti alla scuola alla Settimana dell’educazione che diverse diocesi realizzano da qualche anno; dal sostegno allo studio all’attenzione vero l’orientamento, per citarne alcuni.

CEI

Avvenire

Sussidio Educare

Borse di studio CEI a.s. 2020/21

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito di erogare fino a 20mila sussidi di studio del valore di 2.000 euro ciascuno a studenti iscritti per l’anno scolastico 2020/21 a una scuola paritaria secondaria di I o II grado, come misura di sostegno alle famiglie degli alunni più in difficoltà, di fronte alla crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria.

Per l’assegnazione dei sussidi verrà seguito il criterio della situazione economica familiare, mediante l’indicatore ISEE.

Le domande vanno presentate, con gli allegati richiesti, preferibilmente tramite la scuola di iscrizione, che provvede a inoltrarle alla CEI tramite un format elettronico.

La piattaforma di inserimento dei dati da parte delle scuole è accessibile a questo link.

L’inserimento dei dati sarà possibile fino al 31 luglio 2020.

In allegato il bando e il modulo da compilare a cura dei richiedenti.

Per informazioni, scrivere a sussidiodistudio2020@chiesacattolica.it

Bando sussidi CEI 2020

Domanda sussidi CEI 2020

Piattaforma inserimento dati

“Alzati e va’ verso il mezzogiorno”: master di accompagnamento relazionale dei giovani

La Provincia picena San Giacomo della Marca dei Frati Minori, in collaborazione con il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della CEI organizza la seconda edizione del master di accompagnamento spirituale – relazionale per l’accompagnamento dei giovani. Tutte le informazioni, i costi e i contatti nel depliant da scaricare:

 

Scarica qui

Anche l’oratorio di San Donà di Piave quest’estate sarà “Aperto per ferie”

Pubblichiamo l’articolo di Renzo Rossetto uscito su La vita del Popolo nel quale si presentano le attività estive dell’oratorio di San Donà di Piave.

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Con la fine del lockdown, si è conclusa anche l’iniziativa dell’oratorio a distanza, lanciata dai salesiani dell’oratorio don Bosco di San Donà, per non abbandonare e tenere compagnia ai giovani del sandonatese durante il periodo di quarantena: è stata un’esperienza significativa nella sua originalità e unicità come scrive nella sua testimonianza Giandomenico Odorisio (vedi box). E con le nuove riapertura previste a partire dal 15 giugno scorso, tra cui quelle dei cinema e dei centri estivi, poteva forse mancare all’appello l’oratorio Don Bosco di San Donà di Piave? Certamente no, e infatti anche l’oratorio salesiano sandonatese è pronto a riaprire.

Aderendo al progetto “Aperto per ferie” della Conferenza episcopale italiana e dell’ispettoria salesiana del Triveneto, in osservanza alle vigenti disposizioni per la gestione dell’emergenza da Covid-19, anche quest’anno “l’oratorio più bello del mondo”, come si è autodefinito, è pronto per partire con la Proposta estate ragazzi (Per2020). La Proposta estate ragazzi organizzata dall’oratorio don Bosco è un’attività di animazione educativa, ricreativa e culturale che si ispira a una visione cristiana della vita e al metodo educativo di don Bosco, aperta a chiunque ne condivida le finalità educative.

Quest’anno le attività della Per si svolgeranno in due sedi diverse: le elementari (dalla terza terminata alla quinta) in casa Saretta (via Pralungo 12). Le medie, invece, nella sede dell’oratorio, in via XIII Martiri. Le attività si svolgeranno a piccoli gruppi seguiti da educatori e animatori dedicati. Il calendario prevede due pacchetti distinti: dal 29 giugno al 14 luglio e dal 16 al 31 luglio. Si potrà aderire a uno solo dei due periodi. Le terze medie potranno iscriversi solo nel secondo periodo. Questo per garantire un regolare svolgimento mantenendo le disposizioni di sicurezza in fatto di distanziamento e per dare la possibilità a un maggiore numero di ragazzi di poter partecipare alla Per. Il costo del pacchetto è di 55 euro, le eventuali uscite sono escluse. La settimana si svolgerà dal lunedì al venerdì secondo i seguenti orari: dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.30. Durante la giornata sono previste attività manuali ed espressive, giochi e tornei, momenti formativi, compiti per le vacanze, momenti di preghiera, uscite fuori porta e tutto quello che si potrà organizzare mantenendo il rispetto delle norme anti-Covid. Una volta raccolte tutte le richieste di partecipazione verrà elaborata una graduatoria per accogliere le iscrizioni, che terrà conto dei seguenti criteri: famiglie che già partecipano alle attività educative (Ads, Scout, scuola calcio, Dopo la campanella, corso di teatro, banda musicale, catechismo in casa Saretta), nuclei monoparentali con genitore lavoratore, entrambi i genitori lavoratori senza supporto parentale. “A causa delle restrizioni fanno sapere i salesiani – quest’anno il numero degli iscritti sarà ridotto. Ci scusiamo fin d’ora se non riusciremo ad accogliere tutte le domande. Confidiamo nella vostra comprensione e speriamo di poterci rivedere tutti l’anno prossimo”.

Scuole paritarie, la solidarietà e l’appello della CEI

Pubblichiamo l’appello e la solidarietà della Presidenza Cei alle scuole paritarie.

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana torna a rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza.
Le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità.
Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio – in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta.
Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico.
Tra l’altro, le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro.
Come Presidenza della CEI chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie. A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio CEI del 2020. Si tratterebbe di circa 20mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico.
Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere.
La Presidenza della CEI

Dal 18 maggio celebrazioni con la presenza dei fedeli

Pubblichiamo l’articolo di Vatican News in cui si riporta la notizia della firma del protocollo per riaprire le celebrazioni alla presenza dei fedeli.

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Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

“Ciascuno ha fatto la propria parte con responsabilità”. Così il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha commentato la firma, questa mattina a Palazzo Chigi, del Protocollo che dà il via libera alla ripresa delle celebrazioni con la presenza del popolo a partire dal 18 maggio, ribadendo l’impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto. Il testo  – fa sapere la Conferenza episcopale italiana – giunge a conclusione di un percorso che ha visto la collaborazione tra i vescovi, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno – nello specifico il Prefetto del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, e il Capo di Gabinetto, Alessandro Goracci – e il Comitato Tecnico-Scientifico.

Nel rispetto della normativa sanitaria disposta per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, il Protocollo indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche; l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti; le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti; la comunicazione da predisporre per i fedeli, nonché alcuni suggerimenti generali. Queste misure- ha spiegato il premier Conte – esprimono i contenuti e le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo avvenga nella maniera più sicura.

Nello specifico si parla di accessi ai luoghi di culto ordinati e contingentati con l’aiuto dei volontari, e di presenze di fedeli  ammessi solo con l’uso di mascherine e rispettando le distanze di sicurezza per “almeno un metro laterale e frontale”. A coloro che presentano sintomi influenzali/respiratori, con febbre uguale o superiore ai 37,5 gradi o che sono state in contatto con persone affette da coronavirus, è vietato l’ingresso ai luoghi di culto. Ingressi e uscite dovranno essere quanto più possibile distinti e si dovranno prevedere luoghi appositi per l’accesso dei disabili. Gli ambienti saranno igienizzati al termine di ogni cerimonia così come tutti gli oggetti utilizzati. Vuote le acquasantiere e omesso lo scambio del gesto di pace. Per i riti della Comunione sono richiesti al celebrante l’igienizzazione delle mani e l’uso di guanti e mascherina, vietato venir in contatto con le mani dei fedeli.

Per ragioni di sicurezza sanitaria è ridotta al minimo la presenza di concelebranti e Ministri, è omesso il coro come la presenza di sussidi per il canto o altro, mentre è prevista la possibilità della presenza di un organista.

Le regole valgono per tutti i tipi di celebrazione oltre quella Eucaristica. Nello specifico il Protocollo fa riferimento anche al sacramento della Penitenza da svolgersi solo in luoghi ampi e areati e il rinvio della celebrazione del sacramento della Confermazione.

Ove il luogo non sia idoneo al rispetto di queste norme  – che devono essere affisse all’ingresso delle Chiese insieme al numero dei fedeli ammessi in base alla capienza massima del luogo – l’Ordinario può valutare la possibilità di celebrare all’aperto.

Nel predisporre il testo si è puntato – spia la Cei – a tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale. Il Protocollo – firmato dal dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – entrerà in vigore da lunedì 18 maggio 2020. Dal governo il grazie alla Conferenza episcopale  per il sostegno morale e materiale che sta dando all’intera collettività nazionale in questo momento difficile per il Paese”. “Fin dall’inizio – ha affermato il Ministro Lamorgese – abbiamo lavorato per giungere a questo Protocollo : il lavoro fatto insieme ha dato un ottimo risultato. Analogo impegno abbiamo assunto anche con le altre Confessioni religiose”.

Scarica il decreto