Roma, l’istituto Pio XI diventa “House of life”

Pubblichiamo da ANS

In occasione del 75° della Liberazione di Roma dall’occupazione nazifascista, e nel 90° della fondazione dell’Istituto Salesiano “Pio XI”, venerdì 18 ottobre la Fondazione Internazionale “Raoul Wallenberg” (IRWF) ha consegnato ai responsabili del centro educativo salesiano la targa che identifica l’Istituto Pio XI come “House of Life” (Casa di Vita), essendo stato luogo di rifugio e di salvezza di diversi cittadini ebrei ingiustamente perseguitati durante la seconda guerra mondiale. Nell’occasione è stata presentata anche la docu-fiction “LO SCUDO DELL’ALTRO – La Memoria del Dovere”, realizzata in collaborazione con l’Istituto Storico Salesiano (ISS), la “Senape Production”, la “Madriland Art” e il “Centro Cooperazione Culturale”.

Roma, autunno del 1943. La città è sotto l’assedio nazista. Non si guarda più l’altro come un fratello, ma come a un nemico. In un clima di paura e di sconforto si apprende del rastrellamento al ghetto ebraico da parte della milizia nazi-fascista, ma è solo la punta dell’iceberg e la speranza della fine della guerra, è appesa a un filo sottilissimo.

Ma alcuni baluardi di giustizia e umanità, nascosti agli onori della cronaca del tempo, fanno ancora riflettere su quanto può davvero fare l’uomo: scegliere di agire. Don Armando Alessandrini e don Francesco Antonioli, sono rispettivamente l’Economo e il Direttore dell’Istituto Salesiano “Pio XI” di Roma, una scuola e un convitto religioso del quartiere Appio-Latino. È da questi due uomini, prima che sacerdoti, a nascere l’idea di rendere l’istituto un “rifugio sicuro”, una casa che accoglie e che dà speranza a circa 70 ragazzi ebrei, sfuggiti alla Judenaktion – la persecuzione anti-ebraica. Nascosti e confusi tra tutti gli studenti della scuola, questi ragazzi, a volte bambini, hanno imparato canti, preghiere e usanze cristiane e in cambio hanno trovato fratellanza, accoglienza, vita.

L’Istituto Salesiano restò fermo in quell’inferno, le porte del suo colonnato aperte come delle braccia che accolgono: “Non abbiamo fatto che il nostro dovere” dissero a guerra finita, quando furono ringraziati e infine, anni dopo, riconosciuti come “Giusti fra le Nazioni”. Erano riusciti a vincere la sfida più grande dell’epoca: essere “l’uno lo scudo dell’altro”.

Ad oltre 75 anni di distanza Roma, anzi il mondo intero, non ha dimenticato quanto questo faro di speranza abbia illuminato la più profonda oscurità di un momento cruciale della storia dell’uomo, sentendo ancora il dovere di fare memoria di quel coraggio, di quel bene che immutato arriva fino a noi, ai giovani di oggi, accolti, come ieri, dal medesimo abbraccio.

Per questo, venerdì 18 ottobre, si è realizzato l’omaggio della consegna della targa di “House of Life” all’Istituto Pio XI. A fare gli onori di casa sono stati l’Ispettore per l’Italia Centrale (ICC), don Stefano Aspettati; il Direttore dell’Istituto, don Gino Berto, ed il Preside dell’Istituto prof. Marco Franchin.

Hanno poi preso la parola Uriel Perugia, Segretario generale dell’Unione delle Comunità Ebraiche d’Italia (UCEI); mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma per il settore Est, Silvia Costantini, Vicepresidente della IRWF, ed Elena Colitto Castelli, Responsabile per l’Italia del progetto “Houses of Life”.

La cerimonia è poi proseguita con la presentazione della docu-fiction già citata, interpretata dagli allievi che oggi frequentano il “Pio XI”, i quali sono stati chiamati a mettersi, letteralmente, nei panni dei ragazzi di allora, per rivestirsi delle loro emozioni, della paura, della fame e del freddo e infine della gioia per la liberazione tanto attesa e infine avvenuta.

Il cortometraggio – realizzato nell’ambito del Piano Nazionale “Cinema per la Scuola”, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) – è stato poi completato dalle interviste ai protagonisti di allora ed ha ottenuto la sua forma definitiva grazie al sapiente lavoro di ricostruzione storica di don Francesco Motto, dell’ISS, alla progettazione e al coordinamento del “Centro di Cooperazione Culturale”, e agli interventi dei responsabili di oggi: il Direttore e il Preside del “Pio XI”, don Berto e il prof. Franchin.

Nell’occasione, un grazie ulteriore è andato al drammaturgo Roberto Russo, che durante il passato anno scolastico ha guidato un laboratorio di scrittura con gli studenti degli ultimi anni del liceo; alla “Madriland Art”, l’associazione di allievi ed exallievi che da 12 anni porta avanti con grande generosità un laboratorio teatrale; e a Gloria Giordani (Regista) e Simone Andriollo (Direttore della Fotografia), entrambi della “Senape Production”.

Si segnala, infine, che alla realizzazione dell’evento, lo scorso 18 ottobre, hanno partecipato anche il Maestro Stefano Mhanna che ha emozionato tutti suonando, in un assolo di violino, brani simbolo delle vicende della seconda guerra mondiale; gli attori Adriano D’Amico (che interpreta don Antonioli), Claudio Panzironi (che interpreta don Alessandrini), e Riccardo Polizzy Carbonelli (che interpreta un gerarca fascista); e il giornalista Rai Marco Lollobrigida, che a partire dal vicende legate al tifo calcistico ha fatto riflettere i giovani su quanto alcuni temi, seppure legati ad una determinata epoca storica siano ancora di grande attualità e preoccupazione, come il rispetto della dignità umana, principio cardine della società civile e cristiana.

La manifestazione si è conclusa con la scoperta e la benedizione della targa-ricordo affissa nell’atrio dell’Istituto.

Assemblea MGS Italia, lo stile sinodale per pensare la prossima proposta pastorale

Nelle giornate dal 25 al 27 ottobre 2019, si sono riuniti a Santeramo In Colle i giovani del Movimento Giovanile Salesiano di tutta l’Italia, con i delegati, le delegate, le Associazioni dei Salesiani Cooperatori, CGS, TGS, il Ciofs/FP, il Ciofs/scuola, la PGS, il Vides e l’ufficio di Comunicazione Sociale dei Salesiani in Italia. Sessanta persone si sono confrontate con lo stile sinodale per pensare insieme le linee guida Pastorali per la prossima triennalità. Riconoscere –  lasciarsi toccare dalla situazione concreta dei giovani che vivono la loro esistenza in questo tempo -, interpretare – cosa Dio sta chiedendo alla Chiesa, alle nostre comunità educativo-pastorali e a ciascuno di noi personalmente -,  e scegliere – si tratta di prendere delle decisioni concrete, attraverso scelte reali che coinvolgono e ci mettono in azione.

Lo spazio per la preghiera personale, per il silenzio, i lavori divisi per gruppo e la condivisione in assemblea, hanno fatto sì che venisse consegnata alla Segreteria MGS una lista di parole chiave che saranno il canovaccio dal quale partire per produrre la proposta pastorale dei prossimi tre anni.

CGS-TGS, weekend di formazione per giovani animatori e dirigenti: FormarsiXFormare

Si terrà a Roma dall’1 al 3 novembre 2019, la nuova edizione del Week-end di formazione per giovani animatori e dirigenti organizzato dalle Associazioni CGS – Cinecircoli Giovanili Socioculturali e TGS – Turismo Giovanile e Sociale.

Vista la positiva esperienza vissuta lo scorso anno, viene riproposta la formula di collaborazione tra le nostre due Associazioni, che mettono in pratica il carisma salesiano e offrono orizzonti di impegno ai giovani attraverso le proprie proposte culturali e i propri settori di attività.

Il week-end, rivolto a giovani animatori e dirigenti locali dai 18 anni in su, prevede una parte dedicata ai temi comuni tra le due Associazioni (proposta educativa – pastorale e progettazione) e una parte specifica nei settori di attività di ciascuna, attraverso lezioni teoriche e laboratori pratici tenuti da formatori esperti. È un’occasione unica di confronto e di conoscenza con altri giovani che desiderano dedicare del tempo alla propria crescita personale e culturale, per mettersi a servizio della propria realtà associativa locale, con l’obiettivo di FormarsiXFormare #lìdovesei, in sintonia con la proposta pastorale salesiana per l’anno 2019/20.

Il week-end si svolgerà presso la Casa per ferie “Madre Nazarena”, Circonvallazione Appia n. 160, 00179 Roma (metro A, fermata Ponte Lungo).

Italia Centrale, parte la Scuola di Mondialità sul tema del consumo e dell’economia

Iniziano anche per l’anno 2019-2020, secondo un calendario differenziato per ogni zona, le Scuole di Mondialità: un’iniziativa di animazione missionaria pensata per la formazione dei giovani, ordinariamente maggiorenni, sensibili a temi di carattere missionario.

Il percorso prevede l’approfondimento del tema del consumismo e dell’economia.

Dopo aver affrontato lo scorso anno il tema dei conflitti, si è deciso di dedicare la riflessione di questo anno al consumismo. Non si tratta solo di una problematica che riguarda l’uomo che usa e consuma beni materiali presenti nel nostro ecosistema comune, ma di un argomento che intercetta diverse e molteplici dimensioni dell’umano: l’uomo in relazione con l’ambiente, i diritti umani, la fruizione dei prodotti virtuali, il mondo del lavoro e delle relazioni, il consumismo nell’ottica del Vangelo.

​La partecipazione alla Scuola di Mondialità è richiesta a tutti quei giovani che desiderano fare un’esperienza missionaria e di servizio durante la prossima estate 2020.

La Scuola è aperta anche a tutti i giovani che vogliono formarsi sul tema.

calendari delle varie zone sono in fase di elaborazione e saranno presto scaricabili.

È già disponibile quello della zona Lazio-Umbria che inizierà con il primo incontro di formazione il 16 novembre alle ore 16:00 presso l’istituto Maria Ausiliatrice delle salesiane di Don Bosco in via Marghera, 59 a Roma.

Cnos Fap, in Belgio la visita alle Istituzioni Europee del comitato direttivo

Riportiamo la notizia, pubblicata su infoans.org, riguardo la visita del comitato direttivo del CNOS-FAP, che è avvenuto venerdì 4 ottobre, alle istituzioni Europee a Bruxelles per iniziare ad impostare una strategia di internazionalizzazione e nuove prospettive sul futuro della formazione professionale nell’Unione Europea.

(ANS – Bruxelles) – Venerdì 4 ottobre il comitato direttivo del “CNOS-FAP”, l’ente che coordina la Formazione Professionale (FP) dei salesiani in Italia, ha visitato alcune istituzioni europee a Bruxelles, guidato dal “Don Bosco International”. Questa visita ha fornito al CNOS-FAP ulteriori idee per la propria strategia di internazionalizzazione e nuove prospettive sul futuro della formazione professionale nell’Unione Europea.

La visita è iniziata con un incontro presso la Direzione Generale su Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea, dove il comitato del CNOS-FAP è stato ricevuto da Joao Santos, Vicedirettore dell’unità Formazione Professionale, Tirocini e Formazione degli Adulti. Santos ha illustrato la prospettiva della Commissione europea sulla FP e le iniziative per promuovere i centri di eccellenza del settore in tutta l’UE.

La seconda riunione della giornata si è svolta presso la Rappresentanza Permanente dell’Italia presso l’UE, presieduta da Germana Viglietta, Addetta agli Affari Sociali. In quest’occasione sono state condivise le prospettive europee, nazionali e regionali, evidenziando la struttura multidimensionale della formazione professionale nell’UE.

Nel pomeriggio il gruppo ha visitato la sede della COMECE, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, dove Alessandro Di Maio, Responsabile della Comunicazione, ha spiegato lo scopo dei lavori della COMECE a Bruxelles. Il gruppo ha poi avuto il tempo di celebrare la Messa nella Cappella della COMECE, nella giornata del Patrono d’Italia, san Francesco d’Assisi.

La visita si è conclusa con un triplice incontro con i rappresentanti delle imprese e della società civile. Quest’ultimo appuntamento è iniziato con Tommi Raivio, Responsabile dei Progetti delle rete “CSR Europe”, il quale ha offerto molte riflessioni sul futuro del lavoro dal punto di vista di questa federazione di grandi imprese che lavorano sulla responsabilità sociale all’interno dell’UE. Poi, Giulia Meschino ha animato un dibattito sulle nuove sfide della FP in Europa, in qualità di manager esecutivo e di sviluppo di “EVTA”, una rete europea di fornitori di formazione professionale. Infine, Andrea Lapegna, Responsabile della comunicazione della “Lifelong Learning Platform” (Piattaforma di Apprendimento Permanente), ha discusso le opportunità future del programma “Erasmus+” per i giovani nell’UE.

“CNOS-FAP” è presente in 16 delle 20 regioni italiane, con 55 Centri di Formazione Professionale che educano circa 26.000 giovani; e non è solo nella rete europea degli enti salesiani che offrono FP. Incontri di questo tipo, svoltisi recentemente a Bruxelles con il sostegno di “Don Bosco International”, sono quindi di grande aiuto per rafforzare questa rete, aprire nuove prospettive per i suoi membri e nuove opportunità per i giovani in Europa.

“Testa, cuore, mani”: l’UPS ha inaugurato il suo 80° anno accademico

Il 17 ottobre, l’Università Pontificia Salesiana ha inaugurato l’anno accademico, l’80° dalla sua fondazione, con la partecipazione del Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime, Gran Cancelliere dell’UPS. La prolusione è stata invece affidata a Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani.

“Testa, Cuore, Mani vengono considerati in modo olistico. La nostra è una antropologia e pedagogia di promozione integrale dove non sempre si comincia dalla testa per arrivare al cuore e da lì alle mani, perché si tratta di un tutto intrecciato”. Sono queste le parole pronunciate da don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani e Gran Cancelliere dell’UPS nell’Omelia della messa di apertura del nuovo Anno Accademico 2019/20 dell’Università Pontificia Salesiana, l’80° dalla sua fondazione. “Testa, cuore, mani. Integrare i saperi fornendo ai giovani gli spazi per una migliore cultura” è il filo conduttore non solo della cerimonia di inaugurazione, tenutasi il 17 ottobre presso l’Aula Paolo VI dell’Università, ma anche dell’intero Anno Accademico.

Il Rettore Magnifico dell’Universitàprof. don Mauro Mantovani, ha aperto l’Atto Accademico sottolineando l’impegno nel “superare riduzionismi e autoreferenzialità per attivare le dimensioni fondamentali che appartengono alla persona e metterle “in gioco”, in una dinamica di dialogo aperto e arricchimento reciproco”. E ha proseguito: “Facciamo così della nostra Università un laboratorio di nuovi stili di studio, ricerca, didattica, lavoro e relazione», evidenziando che «la vera sfida è perseguire un “sapere umano e umanizzante”. In merito al “Patto Educativo Globale”, lanciato da Papa Francesco lo scorso settembre, il Rettore ha riferito che l’intera comunità accademica ha accolto questo appello che “va dritto” al centro della nostra identità e missione universitaria e rende ancora più affascinante l’impegno quotidiano» al servizio dei giovani e della formazione.

All’intervento del prof. Mantovani ha fatto seguito la Prolusione, dal titolo “Studiare a Roma”, affidata alla dottoressa Barbara JattaDirettore dei Musei Vaticani. La dott.ssa Jatta ha sottolineato l’importanza di studiare a Roma, “un valore aggiunto” per quanti si impegnano nella ricerca e nella vita accademica: “Roma è una città con potenzialità indiscutibili in cui la stratificazione di arte, di storia e di fede si sovrappongono”. L’educazione al bello, la centralità della conservazione, la promozione del patrimonio artistico e culturale: sono queste le tematiche su cui si è soffermata la dott.ssa Jatta, ripercorrendo la sua esperienza professionale, nutrita dall’amore per l’arte. “Per il raggiungimento dei propri obiettivi – ha concluso – ciascuno di noi dovrebbe coltivare la passione, la curiosità e la determinazione”.

Riforma del Terzo Settore, Salesiani per il Sociale APS organizza un corso di formazione

Dal 23 al 25 ottobre, all’istituto Sacro Cuore di Roma, si svolgerà il seminario di formazione “La riforma del terzo settore il codice del terzo settore ed i profili civilistici, fiscali ed organizzativi”, organizzato da Salesiani per il Sociale APS.

L’obiettivo, vista la recente riforma del settore del non profit in Italia è acquisire una maggiore ed adeguata conoscenza con focus specifico sul D. Lgs. 117/2017 e successive modifiche per poter essere in grado di orientare le scelte organizzative più adeguate per le proprie organizzazioni. Possedere gli strumenti adatti per un maggiore e proficuo posizionamento nell’ambito del lavoro sociale per dare risposte ai bisogni dei territori rinnovando l’agire salesiano.

Contenuti:

  • aspetti civilistici codice terzo settore (associazioni riconosciute e non, fondazioni, impresa sociale,…) 
  • aspetti fiscali codice terzo settore (attività commerciali e non commerciali, regimi fiscali agevolati)
  • aspetti organizzativi codice terzo settore: RUNTS, decreti attuativi
  • bilancio sociale: cosa è e come va redatto

Programma:
23 Ottobre 2019
10.30 – 12.00 A che punto è la Riforma del terzo Settore e l’interlocuzione con il Governo e Regioni – Maurizio Mummolo

12.00 – 13.00 La Riforma nel suo complesso e decreti attuativi – Monica Poletto

13.00 – 14.30 Pausa pranzo

14.30 – 16.30 Aspetti civilistici del Codice Terzo Settore: gli ETS, le APS, le ODV –  Monica Poletto

17.00 – 19.00 Aspetti civilistici del Codice Terzo Settore: l’impresa sociale – Monica Poletto

24 Ottobre 2019
09.00 – 11.00 Aspetti fiscali del Codice Terzo Settore: regime fiscale per gli ETS – Monica Poletto

11.30 – 13.30 Aspetti fiscali del Codice Terzo Settore: specificità per ODV e APS e la fiscalità dell’impresa sociale – Monica Poletto

13.30 – 15.00 Pausa pranzo

15.00 – 17.00 Le erogazioni liberali e il cinque per mille alla luce della riforma – Corrado Colombo

17.30 – 19.30 Obblighi contabili per gli ETS  – Corrado Colombo

25 Ottobre 2019
09.00 – 11.00 Obblighi contabili degli ETS – Corrado Colombo

11.30 – 13.30 Il bilancio e il bilancio sociale degli ETS – Corrado Colombo

13.30 – 15.00 Pausa pranzo

15.00 – 16.00 Ricadute organizzative interne a livello nazionale, regionale e locale – Don Roberto Dal Molin e Andrea Sebastiani

I docenti

Maurizio Mummolo
Direttore Generale Forum Nazionale Terzo Settore

Monica Poletto
Laureata in Economia e Commercio presso l’Università di Torino, è Dottore Commercialista. È socio dello studio Triberti Colombo e Associati, presso il quale si occupa di consulenza tributaria per società ed enti non profit. Dal 2010 è Vice Presidente dell’associazione Compagnia delle Opere, che riunisce imprese, enti di Terzo Settore e professionisti, in Italia e all’estero (https://www.cdo.org/). Dal 2009 a marzo 2019 è stata Presidente dell’associazione CDO Opere Sociali, associazione di secondo livello che riunisce associazioni, fondazioni, cooperative sociali (http://www.cdooperesociali.org/). Per la stessa associazione, oggi ha la delega alla rete internazionale.  Dal 2010 è membro del tavolo legislativo del Forum Nazionale del Terzo Settore e dal 2015 è membro del suo Coordinamento; ne coordina altresì il Tavolo Tecnico Legislativo. Dal 2018 è membro del Consiglio Nazionale del Terzo Settore, organi di consultazione sulle politiche relative al Terzo Settore italiano. È autrice di alcuni libri e altre pubblicazioni in materia di enti non profit. Ha svolto docenze in diritto degli enti non profit presso master universitari in Italia e in materia di gestione di enti non profit all’estero.

Corrado Colombo
Laureato con lode all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Economia e commercio nel luglio 1984. È iscritto all’ Albo dei Dottori Commercialisti sotto la giurisdizione del Tribunale di Milano dal 1985; è iscritto al Registro dei Revisori contabili. Socio fondatore dal 1991 dello Studio Triberti Colombo e Associati, si occupa in particolare di consulenza fiscale e societaria, di valutazioni di azienda e operazioni straordinarie, e di assistenza ad Enti non commerciali. Partecipa a Collegi Arbitrali. Ricopre la carica di Sindaco e revisore in società di capitali e fondazioni, nonché di membro di Organismi di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001, è relatore a Convegni e docente a Master Universitari in materia tributaria e del non profit. E’ stato presidente della Commissione Non Profit dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano.

Scuola, comunicato stampa sul decreto legge “Salva precari”

Riportiamo il comunicato stampa sul decreto legge “salva precari” a firma di:
GIANCARLO FRARE – Presidente AGeSC
MARCO MASI – Presidente CdO Opere Educative
PIETRO MELLANO – Presidente CNOS Scuola
MARILISA MIOTTI – Presidente CIOFS scuola
GIOVANNI SANFILIPPO – Delegato per le Relazioni Istituzionali FAES
VIRGINIA KALADICH – Presidente FIDAE
LUIGI MORGANO – Segretario Nazionale FISM

***

Il decreto-legge salva precari, approvato il 10 ottobre, autorizza il Miur a bandire un concorso straordinario abilitante per l’assunzione di 24.000 docenti nella scuola secondaria statale di I e II
grado per l’anno scolastico 2020/2021. Nonostante le ben note necessità delle scuole paritarie, che la legge 62/2000 obbliga ad avvalersi di docenti abilitati (pena la chiusura), riconosciute anche nel testo dell’intesa firmata lo scorso 11 giugno dal precedente Governo, lo Stato, cui spetta il diritto-dovere di abilitare i docenti, ha deciso di non includere nel concorso i docenti non abilitati che insegnano nelle paritarie. Ribadiamo: non se ne comprendono le ragioni!

Tale scelta, che contrasta palesemente con i principi e le finalità della succitata Legge di Parità scolastica, parrebbe manifestare una deliberata volontà di danneggiare il comparto delle scuole non statali, rendendo ancora più difficoltosa la possibilità per le famiglie di esercitare la libertà di educazione già prevista dalla nostra Costituzione. Va a ledere, inoltre, i diritti dei lavoratori delle scuole paritarie, che risultano pesantemente discriminati rispetto ai colleghi delle scuole statali. Non capiamo per quale ragione, i tanti giovani insegnanti che con grande entusiasmo e passione si
stanno dedicando alla formazione delle nuove generazioni nelle scuole paritarie, debbano essere considerati (in barba alla definizione “paritaria”) lavoratori di serie B! Eppure essi rappresentano una straordinaria risorsa per l’intera scuola italiana e per il Paese.

Le scriventi associazioni chiedono pertanto al Ministro Fioramonti che sia urgentemente convocato un tavolo di confronto sul tema, che permetta di chiarire le ragioni di tale gravissima esclusione e di cercare soluzioni condivise, per il bene dei lavoratori, degli alunni, delle loro famiglie e dell’intero sistema di istruzione nazionale.

Roma, 15 ottobre 2019

 

“Voci fraterne”: la rivista degli Exallievi di Don Bosco compie 100 anni

Essere “buona stampa” per continuare a promuovere la libertà e il rispetto dei valori irrinunciabili di vita, famiglia e educazione. Con questo scopo gli Exallievi di Don Bosco danno il via alle celebrazioni per il centenario di “Voci Fraterne”. Rivista, apparsa per la prima volta nel giugno del 1920, che si è fatta strumento per diffondere non solo notizie relative alle attività nei centri locali diffusi in tutta Italia, ma soprattutto per fornire alla società tutta quegli spunti di formazione permanente tanto amati da Don Bosco e tanto raccomandati ai suoi figli che hanno operato, negli anni, come “buoni cristiani e onesti cittadini”.

Il patrimonio di “Voci Fraterne” – con all’attivo circa mille numeri e oltre 20mila pagine – sarà al centro di un evento dedicato venerdì 8 novembre, dalle ore 10 in poi, nella sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma.

Apre l’appuntamento la prolusione sulla comunicazione nel pensiero di Papa Francesco di Andrea Tornielli, che parteciperà anche alla successiva tavola rotonda sullo stato di fatto e sul futuro della stampa cattolica insieme a Vania De Luca, Vincenzo Morgante e Carlo Verna. Le conclusioni saranno affidate a don Bruno Ferrero. Ospite della giornata di approfondimento sarà Marcello Cirillo, già nei panni di Don Bosco nel musical a lui dedicato. L’attore leggerà brani di Don Bosco.
Introdurrà i lavori Giovanni Costanza, presidente della Federazione Italiana Exallievi ed Exallieve di Don Bosco; l’evento, infine, sarà condotto da Valerio Martorana, direttore della rivista.

Andrea Tornielli attualmente ricopre l’incarico di direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione presso la Santa Sede; Carlo Verna è il presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti;  Vania De Luca è la presidente nazionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana; Vincenzo Morgante è direttore di Tv2000 e di Radio InBlu; don Bruno Ferrero, sdb, è il direttore del Bollettino Salesiano.

Sinodo speciale, il Rettor Maggiore: “Investiamo sui giovani per salvare l’Amazzonia”

Dal sito dei Salesiani Piemonte- Valle d’Aosta

Si riporta l’articolo pubblicato da La Voce e il Tempo a cura di Marina Lomunno con l’intervista al Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime sul Sinodo Speciale sull’Amazzonia indetto da Papa Francesco.

Don Ángel Fernández Artime, classe 1960, spagnolo originario delle Asturie, dal 2014 è il Rettore maggiore dei salesiani, il 10° successore di don Bosco. È alla guida della seconda congregazione più diffusa nel mondo presente in 132 nazioni dei cinque continenti, con 14.614 confratelli, di cui 128 Vescovi e 430 novizi.

Lo abbiamo incontrato nei giorni scorsi a Valdocco, in occasione della 150a spedizione missionaria salesiana, alla vigilia dell’avvio del Sinodo sull’Amazzonia dove sono presenti molte opere salesiane: era l’11 novembre 1875 quando nella Basilica di Maria Ausiliatrice don Giovanni Bosco benediceva i primi 5 missionari, guidati da don Giovanni Cagliero, primo vescovo e cardinale salesiano con destinazione Patagonia. Da allora i salesiani che hanno ricevuto la croce missionaria nella Basilica di Maria Ausiliatrice sono 9.553. Dall’Argentina i figli di don Bosco si diffusero negli stati più a Nord dell’America Latina dove ancora oggi sono una presenza importante nelle missioni in Amazzonia.

Don Artime, nella 150a spedizione missionaria lei ha consegnato la croce a 36 confratelli, 9 dei quali verranno inviati nelle vostre opere in Amazzonia (Brasile, Ecuador, Perù e Venezuela). Lei ha visitato molte volte quei Paesi anche di recente. Quali sono i problemi più urgenti soprattutto per i giovani?

Noi siamo una congregazione riconosciuta nella Chiesa per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani, questa è la nostra identità carismatica. Allo stesso tempo don Bosco è stato un grande missionario: lui stesso ha inviato i primi confratelli in Patagonia. Per questo ci riconosciamo come una congregazione missionaria. In America Latina abbiamo opere destinate a 63 popoli originari, nessun’altra congregazione è accanto a tanti nativi come lo siamo noi. Il primo beato del Sud America è un giovane salesiano laico argentino, Zeffirino Namuncurá, della tribù dei Mapuce, un popolo amerindo dell’Argentina del Sud.

Parlando e ascoltando i miei confratelli che vivono lì, molti hanno dedicato tutta la loro vita, emerge che il problema più grave è l’abbandono dell’Amazzonia da parte dei giovani nativi per emigrare nelle grandi città. Così i popoli originari perdono le nuove generazioni e nello stesso tempo la propria identità perché nella foresta rimangono solo gli anziani.

In questo contesto la Chiesa come può fare sentire la propria voce?

In Brasile, per esempio, abbiamo fatto una scelta di congregazione: non abbandoneremo mai la nostra presenza tra i popoli originari e in secondo luogo cerchiamo di sostenere con l’educazione i giovani nativi in modo che servano il loro popolo e non lo abbandonino. Un segno di questo impegno è la nostra Università a Campogrande, la capitale dello Stato del Mato Grosso, in Brasile, frequentato da più di 12 mila giovani, tra cui 100 giovani delle popolazioni originarie, tra cui i Chavante, inviati dalle nostre opere e sostenuti negli studi a nostre spese sia per la formazione che per l’alloggio. Questo è un modo per tener fede alla nostra missione, è un investi- mento sui giovani nativi per il futuro e la sopravvivenza dei popoli dell’Amazzonia. Ma non solo in Amazzonia siamo impegnati sul fronte dell’educazione, come per esempio in Bolivia e ad Haiti con le esperienze delle scuole popolari frequentate da migliaia di ragazzi che senza le nostre opere non potrebbero ricevere nessun tipo di istruzione. In tutto il mondo abbiamo 58 Università salesiane dove, sulle orme di don Bosco, chiedo come Rettore Maggiore di garantire studi gratuiti ad una percentuale di ragazzi tra i più poveri. L’altro tema è l’ambiente: certamente anche noi siamo preoccupati, non soltanto dal punto divista ecologico, per la cura del Creato in pie- na sintonia con la Chiesa e in modo particolare con Papa Francesco a partire dai contenuti dell’enciclica Laudato si’.

Continuate a scommettere sull’educazione…

Certamente è così in Amazzonia, in India dove abbiamo molti college, e in Africa dove stiamo facendo i primi passi. È un grande sforzo perché i docenti vanno pagati e occorre mantenere le strutture ma è una scelta di congregazione che ci pare – e lo diciamo con molta umiltà – un contributo essenziale per dare futuro ai giovani più fragili e per contribuire alla sopravvivenza dei popoli originari. Come stiamo facendo, ad esempio in Paraguay con il popolo Ayioreo, nel Gran Chaco: qui, quando sono arrivati i primi salesiani 60 anni fa, abbiamo iniziato a investire sulla scuola e sulla formazione professionale. Sono stato di recente in visita ai miei confratelli e alla loro gente che vive lungo il fiume Paraguay. Oggi parecchi giovani Ayioreo frequentano la nostra università: il maestro del popolo ha studiato nelle nostre scuole così hanno fatto altri nativi. Crediamo molto nell’educazione: il Papa nel 2015, quando è venuto a Valdocco in occasione del Bicentenario di don Bosco, ha invitato i salesiani ad essere persone concrete sulle orme del loro fondatore che cerca- va di risolvere i problemi dei giovani che gli venivano affidati. Credo che stare accanto ai giovani nativi dell’Amazzonia per noi significhi anche investire sulla loro educazione e formazione scolastica perché possano avere gli strumenti per fare sentire presso le sedi opportune la loro voce.

Cosa si aspettano i suoi confratelli che vivono in Amazzonia e le chiese locali da questo Sinodo offuscato dagli incendi che devastano il polmone del mondo con la complicità di un capo di Stato che sostiene che la foresta amazzonica è solo del Brasile?

Io credo che attendano da tutta la Chiesa una parola evangelica, coraggiosa. I mei confratelli salesiani si aspettano prima di tutto vicinanza come Chiesa e come congregazione, vicinanza a questi popoli che spesso non hanno voce o hanno una voce troppo flebile. E poi da noi come Chiesa hanno bisogno di coerenza e non soltanto di parole «politicamente corrette»: non prendere posizione è spesso una tentazione anche per noi. In questo senso noi salesiani ci sentiamo pienamente in linea con la parola profetica e coraggiosa di Papa Francesco che ha indetto questo Sinodo: oggi e come ha fatto don Bosco anche noi diciamo «Siamo con il Papa».

Il Sinodo dell’Amazzonia cade proprio nei giorni in cui milioni di ragazzi e ragazze sono scesi in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia del Pianeta. Cosa avrebbe detto don Bosco a questi giovani che, seguendo anche l’invito del Papa, stanno diventando protagonisti del loro futuro?

Io sono convinto che don Bosco avrebbe senza dubbio incoraggiato i suoi giovani a difendere l’ambiente invitandoli a preservare la bellezza della Creazione, avrebbe sottolineato l’azione di Dio nel Creato, li avrebbe incoraggiati a diffondere presso i loro coetanei e gli adulti questa sensibilità perché è evidente che custodire il dono della creazione è un dovere per tutti, significa assicurare futuro alle nuove generazioni. E don Bosco ha fatto esattamente questo: la sua vita per i giovani. Sono spaventato dalla mancanza di una visione in prospettiva di tanti politici e governanti: una mancanza colpevole non perché non ritengano che sia un tema importante ma perché non è utile al loro «potere». Per questo sono convinto che, come credenti nel Signore Gesù, non pos- siamo essere neutrali: sulla cura del Creato non ci può essere neutralità, non è possibile.

Il Papa fin dall’inizio del suo Pontificato invita tutti a stare accanto agli scartati della terra: i suoi appelli, la sua voce – spesso l’unica – si è levata spesso invitando i giovani «a non farsi rubare il futuro». Le stesse parole contenute nella Laudato si’ sono quelle che spingono milioni di giovani a scendere in piazza per salvare il pianeta. Eppure anche tra i credenti – anche in questi giorni in cui si celebra il Sinodo non mancano le polemiche – ci sono frange di insofferenza nei confronti del magistero di Francesco…

La storia della Chiesa ci insegna che anche i più piccoli segni profetici non sono mai stati accettati in modo pacifico. Per questo dobbiamo pregare per questo Sinodo perché – e lo dico perché ho avuto la fortuna di partecipa-re al Sinodo precedente sulla famiglia – ho la sensazione che saranno lavori complessi sia per i temi dell’organizzazione delle comunità cristiane dei popoli originari, sia perché la pressione sociale e di alcuni Governi sui temi dell’ambiente è molto forte. Lasciamo che lo Spirito Santo possa veramente guidare i lavori e la riflessione dei sinodali, viviamo questo tempo nella fede. Non lasciamoci spaventare dagli attacchi: non sarà tutto facile ma sono convinto che da questi grandi eventi ecclesiali nascono sempre luce e nuove opportunità per favorire i credenti e le chiese che vivono nelle zone di frontiera come l’Amazzonia affinché possano sentirsi sostenuti, rafforzati, ascoltati. Questa è la grande ricchezza del Sinodo.

Marina LOMUNNO

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