Notte Nazionale del Liceo Classico: iniziative a Villa Sora e al liceo Valsalice

Spettacoli teatrali, musica, dibattiti, cineforum, degustazioni a tema ispirate al mondo antico e quant’altro la fantasia e l’energia di studenti e docenti saprà mettere in atto: venerdì 11 gennaio, dalle ore 18 fino alla mezzanotte, in 433 Licei classici in ogni parte d’Italia prenderà vita la quinta edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. Si tratta di uno degli eventi più innovativi ideati dalla scuola per promuovere il valore della cultura umanistica e l’attualità del suo studio.

Per la scuola salesiana saranno due i licei classici a partecipare: Villa Sora a Frascati (ICC) e il liceo Valsalice (ICP).

Per Villa Sora, l’appuntamento è venerdì 17 gennaio: le aule del centenario istituto salesiano “Villa Sora” si animeranno di laboratori e attività per la celebrazione del patrimonio del mondo classico a cui attingono le radici della nostra cultura. La Notte nazionale del liceo classico sarà inaugurata alle ore 18,00 da un intervento di grande prestigio: la presentazione dell’ultimo libro di Giulio Ferroni, L’Italia di Dante. Le celebrazioni procederanno con gallerie di lavori artistici, la premiazione del concorso letterario, attività proposte dagli studenti che sono i protagonisti assoluti della serata.

Al liceo Valsalice, sempre il 17 gennaio, dalle ore 18.30 inizierà un programma di attività che avrà come tematica principale: “Io e l’altro. Il liceo classico al centro del dialogo tra noi e lo straniero”. Ospite lo scrittore Enrico Remmert.

Il Card. Bassetti ha inaugurato l’anno accademico del San Tommaso di Messina

Da “Insieme”, il notiziario dell’Ispettoria Sicula

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Il 13 dicembre 2019 alle ore 15:00, giorno della festa liturgica di Santa Lucia, Sua Eminenza il Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è stato accolto presso l’Istituto Teologico San Tommaso di Messina da una delegazione di studenti, docenti e membri della Famiglia Salesiana per inaugurare l’Anno accademico 2019-2020 con la solenne Prolusione sul tema “Incontro agli uomini – il futuro del Mediterraneo”.

Alle 16:15 ha avuto inizio la diretta streaming che ha visto prima un brevissimo momento di preghiera presso l’aula Magna don Conti e poi i saluti di Don Giovanni D’Andrea (Ispettore dei Salesiani di Sicilia e Tunisia), di Mons. Giovanni Accolla (Arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela), di don Giovanni Russo (direttore della Scuola Superiore di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia), e di don Giuseppe Cassaro (direttore della Comunità Salesiana “San Tommaso” e Preside dell’Istituto).

Diverse le autorità governative, civili ed ecclesiastiche convenute alla manifestazione. Fra le tante ricordiamo S. E. Rev. Mons. Guglielmo Giombanco (Vescovo di Patti), S. E. Rev. Mons. Cesare Di Pietro (Vescovo ausiliare di Messina), Fra Antonio Catalfamo (Ministro Provinciale dei Frati Minori di Sicilia), Mons. Maurizio Aliotta (Preside presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania), S. E. Dott.ssa Maria Carmela Librizzi (Prefetto di Messina), Avv. Alessandra Calafiore (Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Messina – in rappresentanza del Sindaco), Dott. Nicola Mazzamuto (Presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina) e il Prof. Filippo Grasso (Delegato alle iniziative scientifiche del settore del Turismo dell’Università di Messina – in rappresentanza del Magnifico Rettore).

Dopo i rispettivi saluti vi è stato un intermezzo musicale eseguito dalla corale dell’Istituto Teologico San Tommaso composta da diversi studenti provenienti dal Giappone, Ecuador, India, Kenya, Tanzania, Angola, Congo, Haiti e ovviamente dall’Italia. Le parole del ritornello ricalcano questa espressione “Ogni germe di vita e ogni segno di pace ci parla di Te“. Parole che emozionano il Cardinale e lo riportano indietro nel tempo per ricordare la propria vita e la presenza di Dio che ha accompagnato il suo cammino in ogni luogo e in ogni tempo.

Il Cardinale dopo un breve momento di ringraziamento per l’accoglienza e il respiro internazionale, espresso dalle voci del coro, ha aperto la sua conferenza sul tema di una umanità concreta situata nel tempo e nello spazio: gli uomini del mediterraneo oggi. Ha sottolineato altresì la modalità dello sguardo che deve possedere ciascun cristiano: lo sguardo di Gesù che permette a tutti noi di vedere il senso pieno della vita donataci, nel suo senso compiuto.

“La purezza del cuore ha permesso a Gesù di Nazareth di contemplare l’umanità” così asserisce il Cardinale aggiungendo che Gesù stesso era un uomo e cittadino, come noi, della zona mediterranea capace di offrire qualcosa di più di un semplice stile di vita. L’esistenza concreta di Gesù ci insegna a vivere il contesto odierno. Regno di Dio già presente sulle sponde del nostro Mare.
Il cardinal Bassetti, nella terza parte della riflessione, ha concluso facendo accenno al futuro e lo ha presentato come “donato” e “affidato alla responsabilità degli uomini”, arricchito della presenza discreta dello Spirito Santo, accessibile e presente già davanti ai nostri occhi resi capaci di mirarlo. Un futuro che chiede che il presente sia abitato con fiducia e responsabilità, un presente che è esplosivo e dinamico e che chiede a noi cristiani mediterranei l’impegno di costruire e mettere in atto la volontà del Padre.

Alla termine del suo intervento Sua Eminenza è rimasto di fronte l’ingresso dell’aula per salutare ciascun convenuto all’evento. Un gesto di condivisione e comunione di una Chiesa aperta al dialogo e sempre accogliente.

La Famiglia Salesiana del Lazio festeggia Don Bosco con la buonanotte di Madre Yvonne

La festa di don Bosco che liturgicamente cade il 31 Gennaio viene celebrata in ogni realtà locale, ma celebrarla insieme come Famiglia Salesiana è un segno di unità, di comunione e di riconoscenza al padre comune San Giovanni Bosco che ci ha carismaticamente generati.
Per questo il 26 gennaio 2020 alle ore 15,30 presso il teatro Viganò di Roma Santa Maria della Speranza tutti i gruppi della Famiglia Salesiana del Lazio si ritroveranno per esprimere un segno di comunione e di gratitudine a San Giovanni Bosco.
Il programma prevede una breve preghiera iniziale, il musical molto bello su Zeffirino Namuncurà “Il principe della Patagonia” che raccontando l’affascinante storia di questo beato del sud dell’Argentina mette in evidenza come il carisma di don Bosco sia fecondo nella società, nella cultura e nella Chiesa in ogni parte del mondo.
Al termine, la buonanotte di madre Yvonne darà un respiro mondiale al nostro celebrare la festa di Bosco.

Ispettoria meridionale, al via la Scuola di formazione per salesiani e laici

Pubblichiamo un articolo dal sito dell’Ispettoria Meridionale – Don Bosco Al Sud

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In una realtà territoriale caratterizzata da molteplici esperienze di animazione salesiane, spesso variegata, vista la conformazione geografica e la differenza delle culture, diventa sempre più necessario uno stile progettuale ed operativo che si ispiri alla teologia di comunione e della ministerialità del Vaticano II e con carisma salesiano con riferimento al CG 27 che riafferma con forza e determinazione il bisogno di una più esplicita condivisione del PEPS, insieme SDB e Laici, e nell’assunzione reciproca di corresponsabilità nella missione salesiana.

Questo orizzonte ispirativo e orientativo esige una improcrastinabile responsabilità per una formazione congiunta ai fini di un carisma salesiano nelle terre del Sud. In questo territorio del meridione d’Italia, dell’Albania Kosovo e di Zurigo la suddetta rinnovata professione della vocazione alla comunione e ministerialità nello stile dell’animazione e della relazione, per noi appare come un dono e una profezia da vivere al servizio dei giovani.

La Formazione è“la disponibilità di mente e di cuore per permettere a lasciarsi educare dalla vita e lungo tutta la vita… Tale disponibilità non s’improvvisa né nasce dal nulla: sorge dalla nostra vocazione educativa” (QdR pag. 125) espressa ordinariamente col metodo dell’animazione. L’educatore in stile di animazione vive la Formazione che “mira ad una multipla conversione del cuore, della mente e dell’azione pastorale” (QdR pag.124).

Nella identificazione dei Destinatari ci riferiamo agli adulti presenti nelle nostre Opere, affascinati dal Carisma educativo e salesiano che danno la loro disponibilità ad iniziare un cammino più cosciente di “vocazione al servizio”.

In questo primo anno di lancio di questa Scuola di Formazione per Salesiani e Laici, si intende proporre una “esperienza formativa”, più che semplicemente comunicare contenuti. Il percorso infatti non prevede solo le classiche “lezioni frontali”, ma in ciascun weekend si intende prevedere una pluralità di proposte attraverso cui veicolare contenuti. Tutto ciò sarà vissuto con particolare attenzione alla dimensione relazionale e allo scambio esperienziale tra i partecipanti.

Il percorso è articolato in tre weekend residenziali che si terranno a Santeramo in Colle. Ciascun appuntamento sarà caratterizzato da una delle tre parole chiave che l’ispettore ci ha consegnato durante il convegno di PG di inizio anno: RACCONTARSI, DESIDERIO e GIOIA. Attorno a queste tre parole chiave si sono “addensati” una serie di contenuti che fanno riferimento al quadro concettuale e formativo presente nel progetto: Salesiani e Laici, che è in via di redazione.

Con Salesiani per il Sociale 1.157 giovani pronti all’esperienza del Servizio Civile Universale

Sono 1.157 i giovani che da metà gennaio vivranno l’esperienza del volontariato con il servizio civile con Salesiani per il Sociale, l’ente non profit dei Salesiani in Italia che coordina il Servizio Civile Universale in Italia e all’Estero.

Tra Italia ed estero sono 90 i progetti che vedranno impegnati i giovani: 64 progetti ordinari di servizio civile in Italia per 752 posti disponibili; 20 progetti con misure aggiuntive di servizio civile in Italia per 365 posti disponibili (progetti con misure aggiuntive che consentiranno ai giovani di collaudare alcune novità  introdotte dalla recente riforma del servizio civile universale. Si tratta, nello specifico, di un periodo di tutoraggio, fino a tre mesi, finalizzato a facilitare l’accesso al mercato del lavoro dei volontari; di misure che favoriscono la partecipazione dei giovani con minori opportunità ).

Il 15 gennaio partiranno 71 progetti per 971 volontari, mentre il 20 febbraio 13 progetti per 146 volontari.

Per l’estero ci sono tre progetti in Spagna, Francia e Romania: i 30 volontari dal 15 al 21 gennaio saranno impegnati nella  formazione residenziale a Roma al Borgo Ragazzi Don Bosco. I progetti per l’estero verranno svolti negli oratori, nei convitti, nelle scuole e nella case famiglia. Le attività invece riguardano tempo libero, sostegno allo studio, educazione, laboratori creativi, sportivi, di lingua e musica. A febbraio partiranno altri due progetti del VIS in Angola, Ghana, Etiopia e Palestina con otto volontari.

L’ADMA a L’Aquila: “La Madonna ci chiama e noi rispondiamo”

Dal sito della Circoscrizione Italia Centrale, don Kamil Podorski direttore dell’opera, racconta la nascita del gruppo ADMA

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Tutti conoscono la storia della nostra città. Ancora oggi dopo oltre 10 anni se ne parla, perché le ferite sono ancora aperte, ma si parla poco di quanto sia stato fatto per rinascere, di quanto gli Aquilani abbiano lottato e ancora lottano per ritrovare quel tessuto sociale, quella serenità, quei luoghi, quella pace che ci sono stati strappati.

E’ vero che in fondo al tunnel c’è sempre una luce, che invita ad andare avanti, e così è stato fatto dalla famiglia salesiana, dai confratelli presenti dal 2009 in poi, da noi, delle famiglie legate a quell’ambiente, che non abbiamo mai abbandonato l’idea di ritrovare e ricostruire la bellezza del passato, ma con uno scopo ben preciso, non vivere di ricordi, ma ricominciare da capo.

Anno zero.  Si rinasce.

Ci si riappropria della nostra casa. I direttori si susseguono; le loro idee, i loro progetti vengono messi sul tavolo di lavoro per poter essere realizzati.

Don Kamil Podorski, direttore dell’opera, ci parla dell’Adma.

Cos’è, chi sono gli aderenti, qual è il programma?

Associazione di Maria Ausiliatrice. È tutto chiaro, la Madonna ci chiama e noi che l’amiamo da anni, che da anni ci rivolgiamo quotidianamente a lei, noi che siamo già sotto il suo manto, rispondiamo.

E’ il 24 maggio 2017. Anche a L’Aquila si formalizza il gruppo Adma. Una ventina di persone pronunciano la loro promessa impegnandosi a partecipare alla vita liturgica, a vivere e diffondere la devozione alla nostra Madonna, a coltivare un ambiente cristiano di accoglienza, a collaborare alla missione di don Bosco.

I nostri volti sono già noti, i nostri nomi rimbombano da anni tra queste mura. Siamo stati scouts, ex allievi, cooperatori, educatori ed ora associati Adma; ma qualcuno di nuovo c’è, che si unisce a noi veterani dell’ambiente e ci porta una ventata di novità.

Una famiglia nella grande famiglia salesiana che vive in simbiosi con l’oratorio, che partecipa a tutte le attività, una comunità di fratelli e sorelle che si amano.

Cosa ci ha spinto ad aderire? L’amore per Maria Ausiliatrice e per don Bosco.

Il cammino dell’Adma è un cammino di famiglia salesiana, come voleva il nostro fondatore, un cammino di formazione cristiana. Di fronte alle tante difficoltà e delusioni delle vite personali, di fronte alle tragedie della società, non vogliamo rinunciare alla speranza di un mondo più umano e più sereno. Chi riconosce i valori della vita trova qui il tempo per la preghiera, il dialogo, la carità, il colloquio, l’amicizia, la collaborazione.

Stare insieme per noi è diventata una necessità, pregare insieme è trovare pace per le nostre anime, far festa insieme è gioire del dono della vita.

Strenna del Rettor Maggiore 2020: Buoni cristiani e onesti cittadini

L’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS rende disponibile il nuovo video dedicato alla Strenna 2020 del Rettor Maggiore.

Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6,10)

BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI

STRENNA 2020

– PREMESSA –

Quando ho pensato alla Strenna di quest’anno, insieme ad altri confratelli salesiani, ho percepito chiaramente quanto il tema fosse importante ed affascinante. Semplice nel titolo, però ampio e complesso da sviluppare. Dopo il lavoro di queste settimane l’ho percepito ancora più chiaramente. Mi sembra un tema affascinante, utile e complesso.
Credo sinceramente che abbiamo bisogno, nella nostra Famiglia Salesiana, in ciascuno dei nostri gruppi, nelle diverse nazioni in cui ci troviamo, e con le opere più svariate, di rivolgere lo sguardo su quegli aspetti che hanno a che vedere con la formazione del cristiano e del cittadino.

→ Dobbiamo rendere sempre più esplicito il messaggio che la nostra missione è Evangelizzatrice e Catechizzante. Senza questo, non siamo Famiglia Salesiana. Possiamo essere ‘fornitori di servizi sociali’, ma non apostoli di bambini, bambine, adolescenti e giovani.

→ Allo stesso tempo è più che evidente che nella nostra missione di educatori non possiamo ‘vivere in un limbo’, senza che nulla abbia a che vedere con la vita, la giustizia, l’uguaglianza di opportunità, la difesa dei più deboli, la promozione di una vita civile ed onesta. Questa dimensione è oggi più urgente che mai, dal momento che le società in cui viviamo non credono molto in questi valori. Noi, quando educhiamo, da che parte stiamo? Proprio in forza di questa domanda è così attuale e necessaria la riflessione della Strenna di quest’anno.

→ A tutto ciò si aggiunge un nuovo ostacolo. Il binomio educativo di Don Bosco, quello stesso binomio che lo orientava nell’Italia dell’Ottocento, si può ritenere ancora valido in un “mondo salesiano” in cui la Famiglia di Don Bosco può trovare casa in paesi con diverse religioni o con una maggioranza non-cristiana, o in società post-cristiane, o addirittura in nazioni ufficialmente laiche o antireligiose?

Per ciò che concerne questo ultimo aspetto, ovvero una Strenna in cui parlare di come essere Buoni Cristiani in società non cristiane, mi sono giunte domande da alcune di queste regioni; ve le presento, contengono indubbiamente una grande sensibilità pastorale. Eccone alcune.

Nelle Ispettorie con una grande maggioranza non-cristiana (altre religioni, agnostici o indifferenti), questa Strenna sarà ben accolta nella misura in cui riuscirà ad offrire qualche spazio di riflessione e qualche idea per l’azione educativa in ambienti “non cristiani” o “postcristiani”. Come si potrebbe presentare il binomio educativo di Don Bosco in modo che anche i nostri laici e giovani non-cristiani possano accettarlo, comprenderlo, seguirlo e metterlo in pratica?

Ai tempi di Don Bosco, nel contesto di una società a maggioranza cristiana, l’utilità sociale era segno di autentica religiosità.
Oggi invece, nei 134 paesi del mondo in cui si è diffuso il carisma, sentiamo piuttosto il bisogno di mantenere l’equilibrio in un atteggiamento di apertura e di inclusione nel processo educativo “per e con” i giovani e i laici non-cristiani, partendo dal primo annuncio del Vangelo di Gesù Cristo attraverso il Sistema Preventivo che crea le relazioni, un clima di famiglia dove si educa e dove la fede viene trasmessa per osmosi.

Bisogna tenere conto degli ambienti pluri-culturali e multi-religiosi delle 40 Ispettorie salesiane che vivono nelle Chiese minoritarie tra le grandi religioni del mondo, soprattutto in Asia e in Africa.

Non basta ripetere quanto Don Bosco ha fatto nell’Ottocento. Possiamo imparare dalle esperienze dei Salesiani che vivono oggi il Sistema Preventivo in paesi a maggioranza non cristiana. Sicuramente hanno tante ricche esperienze di vita, hanno saputo interpretare il pensiero di Don Bosco in contesti multi-religiosi e multi-culturali che il nostro Padre neppure avrebbe potuto immaginare.

Buoni cristiani e onesti cittadini in ambienti a maggioranza non-cristiana o post-cristiana. Ci facciamo alcune domande precise:

• Come mettere in pratica il binomio di Don Bosco tra i giovani e i laici collaboratori non cristiani?
• Come mantenere l’equilibrio tra l’apertura ai non cristiani e il primo annuncio del Vangelo?
• Come tradurre il concetto di ‘buon cristiano’ per la maggioranza dei collaboratori laici non cristiani?
• Come mettere in pratica il pilastro della ‘Religione’ nei contesti multi-religiosi nei quali ci troviamo?
• Come educare i giovani e i laici ai tre pilastri della Spiritualità del Sistema Preventivo di Don Bosco: Ragione –Religione- Amorevolezza?
• Come tradurre nella vita quotidiana i ‘buoni cristiani’ di Don Bosco nella missione condivisa con tanti non cristiani?
• Il Rettor Maggiore crede che il Sistema Preventivo di Don Bosco possa essere pienamente vissuto e messo in pratica anche dai laici collaboratori di altre religioni?
• Come includere i non cristiani nella Comunità Educativo Pastorale (CEP)?
• Cosa dicono gli stessi non cristiani che sono coinvolti nella missione educativa salesiana?
• Quali sono le espressioni più attraenti della pratica del Sistema Preventivo di Don Bosco? Credo che durante lo sviluppo della Strenna si potranno trovare indicazioni che rispondono in un modo o in un altro a questi quesiti, ovviamente più che legittimi, che mi sono stati fatti pervenire.

Il Rettor Maggiore nella sua presentazione, realizzata alla presenza di Madre Yvonne Reungoat, Madre Generale delle FMA, con il suo Consiglio, di don Filiberto González, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, e di altri membri della Famiglia Salesiana, ha esordito ricordando i tanti modi e le espressioni diverse con cui Don Bosco esortava a formare dei giovani che sapessero essere lievito di un mondo più giusto e più umano.

La Strenna 2020 verrà poi illustrata ulteriormente e approfondita con i responsabili della Famiglia Salesiana nell’ambito delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana che si terranno a Torino-Valdocco a gennaio 2020.

IUSVE, tutto “green” il nuovo anno accademico

Pubblichiamo l’articolo di Venezia Today a firma di Sabrina Zuccato sull’inaugurazione dell’Anno Accademico dello IUSVE

Sarà all’insegna del green il nuovo anno accademico che Iusve (Istituto Universitario Salesiano Venezia) ha inaugurato, il 20 dicembre scorso, puntando su una vera e propria rivoluzione verde: convegni e incontri dedicati all’importanza di uno stile di vita ecologico. È in fase di costituzione una Commissione per l’Ecologia integrale e i nuovi stili di vita, in cui verranno impegnati studenti e docenti. «Vorremmo arrivare a formulare una proposta formativa interdisciplinare in questo campo, con l’introduzione di un corso dedicato all’Ecologia in tutti i corsi di laurea», spiega Christian Crocetta, segretario Iusve e coordinatore della Commissione Green. Durante l’inaugurazione del nuovo anno accademico, insieme al lancio del progetto triennale, anche la consegna dei premi al merito agli studenti dei Baccalaureati e delle Licenze.

Si faranno azioni concrete che coinvolgeranno l’ateneo in una rivoluzione che riguarderà la vita di tutti i giorni ma anche una ricerca nazionale sul tema dell’ecologia e convegni e incontri tra studenti e docenti sul tema. Il 2020 per lo Iusve sarà l’anno della svolta green. «Anche la consegna agli studenti delle borse di merito e quella alla memoria di don Walter Cusinato – spiega don Nicola Giacopini direttore Iusve – esprimono il nostro essere al servizio dei giovani e del territorio». «L’apertura dell’anno è il momento di massima espressione della comunità accademica – spiega Arduino Salatin, preside Iusve uscente – studenti, docenti, personale tecnico amministrativo e ausiliario insieme ai responsabili, laici e salesiani, esprimono la mission e la vision universitaria: rispondere alle sfide più attuali con contributi culturali, scientifici e di sviluppo di comunità».

Il vicepresidente del CSM e Maurizio Sarri a scuola insieme a Figline Valdarno: “Vorremmo rilanciare l’esperienza dell’oratorio”

Riportiamo l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera venerdì 27 dicembre (a firma di Lorenzo Bettoni),nel quale il vicepresidente del CSM David Ermini racconta gli anni delle scuole elementari condivisi con il tecnico della Juventus Maurizio Sarri a Figline Valdarno, paese dove sono cresciuti e dove vorrebbero rilanciare l’esperienza dell’oratorio salesiano.

 

Avviata la causa di beatificazione della Salesiana Cooperatrice Vera Grita

Domenica 22 dicembre 2019, 50° anniversario della nascita al cielo di Vera Grita (1923-1969), è stata ufficialmente avviata la Causa di beatificazione e canonizzazione della Salesiana Cooperatrice laica.

La procedura è stata ufficialmente presentata dal Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, don Pierluigi Cameroni, SDB, al vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino, il Supplex libellus, con il quale si chiede l’apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù, la fama di santità e di segni di Vera Grita, laica, Salesiana Cooperatrice.

Vera Grita, insegnante e salesiana cooperatrice, dopo aver contratto una malattia cronica ai polmoni fu chiamata dal Signore a essere nella Famiglia salesiana e nella Chiesa “voce- del Dio vivente”. Gesù Eucaristia, attraverso il dono delle locuzioni interiori, le dettava l’Opera dei tabernacoli viventi- per la salvezza delle anime. Morì il 22 dicembre 1969, a 46 anni, in una cameretta dell’ospedale dove aveva trascorso gli ultimi sei mesi di vita in un crescendo di sofferenze accettate e vissute in unione a Gesù Crocifisso. “L’anima di Vera – scrisse don Borra, Salesiano, suo primo biografo – con i messaggi e le lettere entra nella schiera di quelle anime carismatiche chiamate ad arricchire la Chiesa con fiamme di amore a Dio e a Gesù Eucaristico per la dilatazione del Regno”.

Di seguito, le parole del Salesiano don Silvio Roggia ai propri confratelli in una email invitata oggi proprio riguardante la vita di Vera Grita:

Vorrei condividere solo qualcosa della sua esperienza di vita, tanto semplice, come maestra di scuola elementare nell’entroterra ligure, cooperatrice salesiana, provata da gravi problemi di salute, e tanto straordinaria, grazie al modo in cui la sua fede, speranza e carità sono diventate un “a tu per tu” con il cielo, di cui abbiamo una eco fedele nei 13 quaderni che ha scritto per obbedienza. È stato il suo “compito a casa”, alla scuola del Maestro, la cui presenza è diventata per lei più reale e tangibile di qualunque altra cosa al mondo, soprattutto nell’eucaristia.

Verrebbe da dire: cosa c’è di nuovo? È dai tempi del cenacolo, otto imperatori prima del Traiano che ha condannato a morte Ignazio, quando a Roma comandava ancora Tiberio e il suo procuratore a Gerusalemme si chiamava Pilato, che chi continua a seguire fino alla croce chi nascerà a Betlemme dopodomani, continua anche a dire AMEN, quando si ripetono le parole dell’ultima cena: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. AMEN = sei proprio tu, corpo e sangue, qui e adesso.

Per saperne di più: