Progetto UsAid: tablet e pc contro le disuguaglianze scolastiche

Pubblichiamo il comunicato stampa di Vis, Salesiani per il Sociale APS e Cnos Fap sulla prima distribuzione di tablet al CFP del Pio XI di Roma, nell’ambito del progetto UsAid.

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Problemi di connettività (44,7%), di mancanza di strumenti (42%) e limitata capacità di utilizzo del software necessario (25,9%) sono tra le cause che, secondo una recente ricerca, hanno aumentato le disuguaglianze tra gli studenti durante la didattica a distanza.
C’è una categoria di alunni per cui la dad rappresenta una sfida doppia: sono gli oltre 512mila studenti degli istituti di formazione professionale presenti in Italia. Per loro fare dad significa non solo seguire le materie teoriche tramite un pc o tablet a disposizione, ma anche cercare di esercitarsi nelle attività di laboratorio.

Per questo motivo con il supporto degli USA e in partnership con Salesian Missions, il progetto “La risposta del VIS, Salesiani per il sociale Aps e CNOS-FAP all’emergenza COVID-19 in Italia – Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19” prevede la distribuzione in 16 Regioni italiane di 470 dispositivi tra tablet per studenti vulnerabili, di cui 350 andranno ai centri di formazione professionale.

Tra gli studenti che beneficeranno subito di questa iniziativa, anche le ragazze che studiano al primo anno per diventare estetiste al Centro di formazione professionale salesiano Pio XI di Roma, parte di quegli oltre 35mila giovani che studiano nei centri di formazione professionale in Lazio. Oggi hanno ricevuto un tablet per poter seguire fin da subito le materie teoriche a distanza e per prepararsi a usarlo anche per i laboratori di onicotecnica, trucco e massaggi. Le materie pratiche, infatti, sono al momento le uniche ancora possibili in presenza, ma potrebbero in caso di nuove restrizioni essere svolte in dad, come è avvenuto nella scorsa primavera.

Il progetto “La risposta del VIS, Salesiani per il sociale Aps e CNOS-FAP all’emergenza COVID-19 in Italia – Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19” finanziato da USAID (agenzia governativa di sviluppo che opera in oltre 100 Paesi del mondo) punta a mitigare le conseguenze educative, sociali ed economiche della pandemia e coinvolgerà più di 24.000 destinatari totali tra studenti, insegnanti, famiglie, migranti e rifugiati in 16 Regioni italiane per tutta la durata del progetto, 15 mesi.
Nella seconda fase del progetto, saranno sperimentate in alcune scuole nuove modalità di insegnamento per le materie laboratoriali attraverso l’utilizzo della realtà virtuale.
Ad oggi, gli Stati Uniti hanno impegnato 60 milioni di dollari in assistenza all’Italia, attraverso l’esercito statunitense e USAID, per sostenere la risposta italiana alla pandemia e costruire la resilienza per il futuro

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Il progetto è realizzato da:
VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Ong salesiana che si occupa di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale in Italia e in 40 Paesi del mondo e promuove attività di sensibilizzazione, educazione e formazione alla cittadinanza globale.
Salesian Missions, organizzazione non profit statunitense che supporta progetti di aiuto in tutto il mondo a favore di giovani in condizione di povertà, emarginazione e sfruttamento.
CNOS-FAP Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale, ente che coordina 60 centri salesiani d’Italia che promuovono un servizio pubblico nel campo dell’orientamento, della formazione e dell’aggiornamento professionale con lo stile educativo di Don Bosco.
Salesiani per il Sociale Aps, organizzazione non profit costituita nel 1993 dai Salesiani d’Italia come strumento civilistico a sostegno della dimensione pastorale del disagio e della povertà educativa. Opera in tutto il territorio nazionale con case famiglia, comunità di accoglienza, centri diurni e altri servizi, ispirandosi al metodo educativo di Don Bosco.

“Il liceo scientifico dei Salesiani è come una casa”: la testimonianza di una ex allieva di Treviglio

Per lanciare gli open day online, l’istituto salesiano di Treviglio si è affidato alla testimonianza di una sua ex allieva, pubblicando un articolo e un video su Bergamo News.

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Nella tradizione educativa dei Salesiani di Treviglio al centro sta il singolo studente con la sua personalità unica e irripetibile, esprimendo liberamente ciò che è e valorizzando le potenzialità che ognuno porta dentro di sé, come racconta Chiara, che si è diplomato al Liceo Scientifico nel 2018.

Per prendere visione dei curricoli e dei vari ambienti, vi aspettiamo ai nostri Open Day, che si terranno ON-LINE, nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19. Maggiori informazioni sul link https://openday.salesianitreviglio.it/

Pubblichiamo anche un breve video di presentazione del Liceo Scientifico

Ed ora lasciamo la parola a Chiara.

Sono passati ormai dieci anni da quando ho varcato per la prima volta quel cancello di via Zanovello che così tante volte avrei nuovamente attraversato respirando sempre quell’aria di casa e di famiglia della quale erano impregnati i cortili e ogni altro ambiente della bella casa salesiana di Treviglio. In tutta sincerità, se penso a quel lunedì 13 settembre 2010, il primo aggettivo che mi viene in mente per definire il mio stato d’animo non è propriamente entusiasta, anzi tutt’altro. Iniziavo la nuova avventura delle medie in una classe che non conoscevo, mentre le mie amiche avrebbero frequentato tutte la scuola del paese; dovevo alzarmi prima delle 7 quando avrei potuto cadere dal letto e arrivare in classe, se fossi rimasta a Trezzano Rosa dove abitavo, senza contare che era una scuola di preti, e poi questo Don Bosco, del quale il nonno mi parlava sempre, non capivo proprio cosa avesse di tanto speciale. Dopotutto per fare scuola bastano i professori, una lavagna e qualche banco: valeva davvero la pena stare due ore al giorno seduta in pullman per andare dai salesiani? Sì vi dico, e ringrazio quel giorno in cui i miei genitori decisero di farmi frequentare quella che negli anni si è trasformata ai miei occhi da “cosa” come un’altra a casa come nessun’altra. Don Bosco diceva che la prima felicità dei ragazzi è sapersi amati. Quanto posso dire di aver sempre sperimentato l’affetto grande dei compagni, dei professori, dei salesiani, degli educatori e perfino dei portinai, quanto posso affermare con sicurezza di aver vissuto otto anni vivendo davvero quell’allegria salesiana, contagiosa, semplice, duratura.

Quanto soffro adesso che sono studentessa universitaria quelle relazioni da “Freccia rossa” che la contraddistinguono, così rapide e instabili, con tanta gente che sale nella tua carrozza, condivide con te un tratto di viaggio più o meno lungo e poi va via, semplice passeggera dello stesso treno della quale conserverò probabilmente solo lo sbiadito ricordo del volto. Nella casa di Don Bosco non c’è ragazzo che non sia conosciuto e chiamato per nome, quasi per ricordarti che tu non sei uno tra tanti, non sei uno che passa per caso per questo corridoio, ma sei atteso, sei cercato.  Non sei il quattro che hai preso nello studio di funzioni o nella prova di ascolto di inglese; nonimporta quanto tu ti senta sotto le aspettative, l’importante è che tu ti senta aspettato sempre, quando arrivi carico al massimo per aver passato l’esame di patente e quando entri in classe a testa bassa perché hai litigato con un’amica.

L’educazione è cosa di cuore, Don Bosco lo sapeva bene, e il mio per una buona parte è rimasto tra quei cortili nei quali ho imparato l’amicizia vera, in quelle aule che mi hanno avviata alla vita, in quell’angolo di terra trevigliese che così tanto sapeva di cielo.

Cnos Fap Perugia, da 40 anni incoraggia i giovani “a una vita degna di essere vissuta”

Il 20 novembre il CNOS-FAP Don Bosco Perugia, ricorda i 40 anni del primo giorno di lezione (20 novembre 1980). Anni che senza dubbio hanno lasciato una traccia profonda nel territorio umbro e perugino ma soprattutto nei cuori di tante generazioni di allievi. È un’occasione per ricordare, ringraziare e gioire.

Grazie alle tantissime persone, ai Salesiani, alle istituzioni regionali, a tutti i formatori, alle aziende che collaborano alla nostra formazione, a tutti gli allievi che hanno scelto e frequentato i nostri corsi.

Condividiamo ora, i ricordi di uno degli “iniziatori” della formazione professionale salesiana a Perugia, quelli dell’attuale direttore generale del CNOS-FAP Umbria Elvisio Regni.

“Prima di diventare direttore del Centro ho fatto il formatore per 17 anni. I ragazzi hanno lasciato una traccia profondissima in me, donandomi moltissime soddisfazioni. Il rapporto con loro è un’esperienza insostituibile sia durante la formazione, sia dopo. Vederli crescere, maturare, trasformare, avviarsi nella vita mi ha sempre riempito immensamente di gioia.

I 40 anni di formazione professionale salesiana hanno sicuramente inciso sul territorio perugino e umbro in genere. Basta andare nelle aziende, nei cantieri per vedere quanti exallievi si sono già inseriti nel mondo del lavoro, che si sono fatti una famiglia, una posizione e restano riconoscenti al Don Bosco per l’educazione ricevuta. Tra gli exallievi abbiamo tantissimi piccoli imprenditori, persone ora di successo, pur essendo stati ragazzi che venivano da situazioni molto difficili.

Il Don Bosco ha veramente seminato tanto. Alcuni anni fa, fu fatta una ricerca “Dai valori ai lavori” e venne fuori che circa il 10% dei ragazzi che erano usciti dal nostro centro avevano aperto un’attività in proprio. Questo è un dato estremamente importante e incoraggiante. Il nostro centro è rimasto fedele al carisma di Don Bosco, perché sempre ci siamo dati questo obbiettivo, riportare i ragazzi ad una vita degna di essere vissuta. Alcuni probabilmente non avevano bisogno di noi, ma tanti li abbiamo veramente salvati. Sono convinto che Don Bosco ci abbia messo la mano.

Quale è il mio desiderio per il futuro? Il mio desiderio è che diminuiscano i problemi in modo che le attività si svolgano più serenamente e che cessi la precarietà che stanca tutti. Vivendo questa realtà così difficile dentro di me dico: “ma tu pensa a quello cha ha fatto Don Bosco! Pensa ai problemi che ha affrontato e io mi lamento dei miei problemi? Non ha minimamente senso.

Certamente la cosa che mi ha sostenuto in tutti questi anni è stato l’ambiente salesiano e il sostegno della comunità educativa, ispirata ai valori universali di Don Bosco. Grazie a tutti voi per il sostegno e la collaborazione”.

Elvisio Regni, Direttore generale

 

TGS Nazionale presenta il programma della Formazione on line 2020/2021

Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione di Promozione Sociale TGS (Turismo Giovanile e Sociale) ha presentato una serie di incontri on line riservati ai soci TGS di tutta Italia che si terranno dal mese di novembre 2020 al mese di giugno 2021 utilizzando la piattaforma Google Meet.
Questa iniziativa nasce spontaneamente da una idea iniziale della “Commissione giovanile TGS Nazionale” che raccoglie giovani soci TGS da tutta Italia. La proposta è stata successivamente fatta propria dal Consiglio Direttivo Nazionale che il mese scorso ha avviato un sondaggio tra tutti i gruppi locali per definire nel dettaglio contenuti e modalità della formazione on line.
Il programma di formazione strutturato e articolato in collegamento remoto, seguendo l’esempio di analoghe iniziative di coinvolgimento dei soci “on line” dei mesi scorsi, come la rubrica “Viaggiando da casa” del blog TGS Nazionale, intende dare continuità alla formazione dei volontari e degli animatori nel territorio locale e, al contempo, rafforzare la rete associativa a livello nazionale, creando così momenti di incontro e confronto tra TGS Nazionale e gruppi locali. È importante sottolineare che si tratta di un percorso di formazione e di crescita nell’appartenenza associativa.
L’associazione salesiana TGS risponde in questo modo all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e al conseguente annullamento delle occasioni di incontro in presenza per tutto il 2020: l’Assemblea Nazionale, inizialmente prevista a Mogliano Veneto, si è svolta on line lo scorso mese di aprile, mentre il Weekend Formativo assieme a CGS (Cinecircoli Giovanili Socioculturali), previsto a Torino a fine ottobre, è stato rinviato al prossimo anno. 
Il programma di “Formazione TGS Nazionale on line 2020/2021” risponde non solo ad una esigenza pratica e concreta di contatto e sostegno ai gruppi locali in questo periodo storico, ma anche e soprattutto a un desiderio di apprendimento e condivisione espresso dagli stessi soci TGS di tutta Italia. Inoltre questo programma prefigura una possibile modalità di approfondimento delle tematiche legate al turismo giovanile e sociale che, in caso di riscontro positivo, potrebbe essere riproposta negli anni a venire, a complemento e integrazione della più tradizionale formazione in presenza.
Gli incontri della Formazione TGS Nazionale on line 2020/2021 si terranno con due appuntamenti mensili il lunedì sera, dalle 21.00 alle 22.00, seguendo tre percorsi distinti ma complementari tra loro:

  • Ambito carismatico: identità, senso di appartenenza e vita associativa
  • Ambito comunicazione: raccontarsi e saper raccontare l’associazione
  • Ambito gestionale: nuove competenze per guidare l’associazione

Il programma di incontri alterna sessioni di studio proposte dai diversi membri del Consiglio Direttivo TGS Nazionale, interventi di relatori provenienti da altre realtà salesiane quali Salesiani per il Sociale, momenti di confronto e condivisione tra i gruppi TGS locali di tutta Italia. 
Nella sezione “Proposte, progetti e idee per il futuro: il dialogo con altre esperienze e realtà diverse” saranno presenti illustri ospiti: Don Gionatan De Marco, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della CEI; Roberto Cavallo, fondatore della cooperativa Erica (Educazione, Ricerca, Informazione e Comunicazione Ambientale) ed esperto di turismo sostenibile; Maurizio Testa, Presidente di Artès ed esperto di turismo esperienziale; Anna Rastello, viaggatrice, blogger ed esperta di scienze umane.
Alla pagina “Formazione On Line” del blog TGS Nazionale è disponibile il programma costantemente aggiornato nonché i link ai moduli d’iscrizione per ciascuna sessione.

 

La FP del futuro prossimo. Un’occasione straordinaria per pensare in grande

Pubblichiamo un articolo scritto dal prof. Dario Nicoli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, sulla sfida della Formazione professionale in questo momento di crisi sanitaria.

1. Una situazione paradossale
La pandemia non ha imposto solo la questione sanitaria, ma ha messo in moto anche il tema strategico. La prima consiste in un cambio dei costumi che, richiedendo l’adozione dei dispositivi di protezione e distanziamento, sollecita l’assunzione di un’etica del rispetto degli altri, come affermato giustamente dal Presidente Mattarella: «Talvolta viene evocato il tema della violazione delle regole di cautela sanitaria come espressione di libertà. Non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà. Naturalmente occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita, evitando di confondere la libertà con il diritto di far ammalare altri».

Sul piano culturale, si tratta di una svolta di non poco conto se pensiamo che il Covid-19 ci ha colti nel pieno della stagione del soggettivismo, ponendo l’ “io” in relazione con il “noi”, ovvero al fatto che siamo radicalmente costituiti di legami ed appartenenze. Il secondo è l’effetto sulle istituzioni politiche, con particolare riferimento all’Unione Europea che, portandosi dietro una debolezza di visione ideale e di unità, risvegliata dal suo stato di semi paralisi dalle tre successive crisi dell’immigrazione, economica e pandemica, ha reagito con un soprassalto di consapevolezza e di coraggio, decidendosi – in riferimento a quest’ultima – per una sorta di “Piano Marshall europeo” avente come scopo non solo la ripartenza, ma anche l’indirizzo del Vecchio continente verso un tipo di sviluppo umano e sostenibile. Ciò ha reso disponibile una quantità impressionante di investimenti, di cui l’Italia, che ha dovuto subire l’impatto più grave della crisi pandemica, risulta il principale Paese beneficiario, secondo una misura che supera i suoi contributi al bilancio europeo. In questo momento l’intera società è alle prese con la sfida sanitaria, cui dedica la totalità delle proprie energie, in particolare il sistema educativo che è divenuto per la prima volta – a causa di ciò – un tema di interesse nazionale, ma con un’attenzione unilaterale che sembra dimenticare la questione della qualità dell’educazione e della formazione, come se quest’ultima rappresentasse un elemento secondario e quindi non collocato sullo stesso piano rispetto all’emergenza pandemica. È necessario che poniamo la giusta attenzione su questo fenomeno, che potrebbe avere conseguenze rilevanti nel futuro: il lockdown, oltre ad evidenti esiti positivi legati alla riscoperta della centralità della relazione educativa ed alla campagna formativa di massa circa l’uso delle tecnologie digitali, ha anche portato ad una riduzione del raggio dell’azione della didattica limitato alle relazioni dirette docente-studente, oltre ad una quasi completa scomparsa delle attività formative reali, quelle che si svolgono in contesti operativi su compiti autentici: laboratori, progetti, stage formativi, service ed eventi.

 

 

I Salesiani in Italia rispondono all’emergenza Covid-19. Un aiuto da parte di USAid a VIS, Salesiani per il Sociale APS e CNOS Fap

Sull’edizione di oggi, martedì 10 novembre, dell’inserto “Buone Notizie” del Corriere della Sera, si parla del progetto Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to Covid-19, finanziato da UsAid e portato avanti in Italia da VIS, Salesiani per il Sociale APS e Cnos-Fap. 

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La cooperazione internazionale? Si fa (anche) a casa nostra. Lo sa bene il Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), che fino a ottobre 2021 sarà impegnato come capofila di Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to Covid-19, il progetto finanziato da UsAid (U.S. Agency for International Development), l’agenzia che gestisce il programma di assistenza economica e umanitaria degli Stati Uniti in più di 80 Paesi del mondo.

L’organizzazione non governativa salesiana – che dal 1986 si occupa di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale in Italia e in altri 40 Paesi del mondo – è stata scelta per rispondere e affrontare le conseguenze economiche, sociali ed educative della pandemia. Sedici le regioni italiane interessate; 24.480 le persone che verranno raggiunte, appartenenti a categorie vulnerabili; 380 le famiglie che riceveranno aiuti alimentari. E ancora, 249mila i dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel, guanti); 7.500 i kit didattici e 470 i supporti informatici che saranno distribuiti.

Sensibilizzazione

Il progetto è sviluppato su tre componenti: risorse digitali (kit didattici, corsi online, video con lettura delle fiabe de «L’orizzonte alle spalle», il libro realizzato dal Vis sui racconti dei migranti) per promuovere percorsi di formazione rivolti a ragazzi, famiglie e insegnanti (#restiamoattivi ); sostegno a studenti vulnerabili che hanno subito una sospensione dei loro corsi salesiani di formazione professionale, perché anche a distanza possano proseguire i loro studi ( FormAzione per la ripresa ); infine, con #noicis(t)iamo , distribuzione di protezioni individuali e beni di prima necessità a famiglie bisognose (con una card per fare la spesa da soli e scegliere cosa acquistare, accompagnati da un’azione di sensibilizzazione sui consumi responsabili e sul riciclo) e sostegno a migranti e rifugiati nei centri della Sicilia.

«I salesiani di tutto il mondo si sono mobilitati fin da marzo per cercare di essere accanto ai più bisognosi, anche nei mesi del lockdown», spiega Nico Lotta, presidente di Vis: «Abbiamo convertito i nostri progetti in corso nel Sud del mondo per cercare di rispondere ai nuovi bisogni emersi con la pandemia. Allo stesso tempo ci siamo sentiti chiamati a intervenire in modo urgente anche in Italia». Per questo «ci siamo uniti ad altri tre enti salesiani, Salesiani per il Sociale Aps , Salesian Missions e CNOS-FAP , in un progetto che potesse rispondere alle conseguenze dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese», aggiunge, richiamando quello che dalle origini è il focus di tutti gli interventi portati avanti: «Secondo il carisma di don Giovanni Bosco operiamo nella convinzione che solo attraverso l’educazione si possano promuovere i diritti, superare le disuguaglianze e combattere alla radice le cause della povertà. Per questo, ad esempio, anche nei progetti che riguardano più in generale l’ambiente o il contrasto alla migrazione irregolare, c’è sempre una componente legata alla formazione che permette una vera autonomia e un reale sviluppo delle persone e della comunità», conclude.

Innovazione

Non è, quindi, un caso se tra gli 83 progetti di cooperazione internazionale portati avanti si trovano anche Ghana Greenhouse , volto a introdurre le serre come strumento innovativo per permettere ai contadini di coltivare in un ambiente protetto anche piante non autoctone; Etiopia Since , destinato a mitigare il fenomeno migratorio creando opportunità di impiego per giovani tra i 18 e i 35 anni in condizioni di vulnerabilità, potenziali migranti e migranti di ritorno; o Palestina Nur , che vuole favorire l’impiego di fonti rinnovabili e l’autonomia energetica della Palestina con corsi di formazione e il posizionamento di pannelli solari negli edifici pubblici.

Lo spirito che anima questi progetti è ben sintetizzato nel motto «Insieme, per un mondo possibile» e nella spiga e nel ramoscello di ulivo nel logo del Vis, simbolo del diritto al cibo e a un’esistenza serena per ogni bambino e giovane sulla terra.

 

Quali Salesiani per il giovani di oggi? Il percorso di formazione per approfondire il CG28

Papa Francesco nella lettera al CG 28 ha richiamato il carisma della presenza per mostrare che l’educatore pone la sua fiducia nell’azione del Signore. La presenza del salesiano, in particolare si riferisce al coadiutore, è gratuita e gioiosa in mezzo ai giovani. Inoltre, come quella di mamma Margherita e delle donne dei nostri ambienti, è una presenza reale, effettiva ed affettiva che si declina come ospitalità e come casa. 

Nasce da qui il ciclo di incontri organizzato dalla CISI Settore Formazione in collaborazione con il Centro Studi Opera Tabernacoli Viventi e rivolto ai salesiani che vuole approfondire il CG 28 come occasione di formazione permanente.

Il Rettor Maggiore nel discorso finale e nelle linee programmatiche per il sessennio pone l’apice delle sfide nella profondità carismatica, il cui fondamento è la relazione con Gesù Cristo, e nel vivere il “sacramento salesiano” della presenza. 

Il CG 28 al n° 37 ha indicato nella sinodalità missionaria la via per la conversione del cuore e della mente, la direzione della pastorale giovanile e la modalità per realizzare negli uomini e nelle donne di comunione la costruzione dello spirito di famiglia e la condivisione della missione. Al n° 3 ha inoltre indicato nel campo dell’affettività con tutte le questioni legate al genere e all’identità sessuale una sfida alla nostra visione antropologica.  

Obiettivo

Approfondire l’identità carismatica a partire dal “sacramento salesiano della presenza” nella forma della sinodalità missionaria con una sottolineatura della dimensione affettiva 

Modalità

Attraverso incontri di formazione on line nello stile dell’intervista (35’- 40’) e con la possibilità di sviscerare il tema mediante domande in chat dei partecipanti (30’). Gli incontri potranno anche essere registrati e rivisti in un altro momento.

Destinatari

Tutti i salesiani in formazione iniziale e permanente che desiderano vivere un approfondimento carismatico a partire dal CG 28.

Tematiche, relatori, date

  1. L’Antropologia della santità salesiana (intervista a Lodovica Zanet, collaboratrice della Postulazione Generale SDB): Sabato 14 novembre (h 9-10,15)
  2. Il “sacramento salesiano della presenza” (intervista a don Angel Fernandez Artime, Rettor Maggiore): Sabato 5 dicembre (h 9-10,15)
  3. Il sacramento della presenza eucaristica: approfondimenti teologici e spirituali (dialogo con padre François-Marie Léthel O.C.D.): Sabato 23 gennaio (h 9-10,15)
  4. La sinodalità missionaria verso i giovani più poveri in chiave eucaristica (intervista con don Roberto Carelli SDB): Sabato 20 febbraio (h 9-10,15)
  5. Affettività ed Eucarestia: per un itinerario di educazione all’amore (dialogo con don Andrea Bozzolo SDB): Sabato 20 marzo (h 9-10,15)
  6. Il “sacramento della presenza” nell’esperienza di due donne salesiane cooperatrici: Alexandrina Da Costa e Vera Grita (dialogo con Maria Rita Scrimieri, coordinatrice Centro Studi “Opera dei Tabernacoli Viventi”) Sabato 17 aprile (h 9-10,15)

La proposta di formazione potrebbe sfociare, per chi lo desidera, in un momento di formazione più specifico sull’Opera dei Tabernacoli Viventi di tre o quattro giorni in estate per approfondirne i contenuti e i risvolti per la propria vita salesiana.

Gli incontri verranno trasmessi in streaming sulla Pagina Facebook di Salesiani Don Bosco Italia 

 

 

 

 

Incontro delegati di PG d’Europa: la rilettura pastorale dell’emergenza Covid-19

Il Dicastero di PG della Congregazione ha incontrato oggi, 5 novembre, i 36 delegati di PG d’Europa. Tutti presenti i 6 italiani. E’ una forma di accompagnamento e di formazione molto apprezzata in un momento di emergenza sanitaria che rende difficile la prosecuzione delle attività pastorali e provoca l’interruzione di tanti percorsi educativi.
Il programma ha visto oggi una rilettura pastorale dell’emergenza Covid. Don Miguel Ángel Garcia e don Tarcizio Morais del Dicastero non hanno solo elencato elementi problematici ma hanno evidenziato la necessità di essere “pro-attivi”, reagendo con creatività e cogliendo alcune imprevedibili opportunità di questo tempo come un mettere maggiormente a fuoco le fragilità giovanili, un recupero della reciprocità nella costruzione delle comunità educative, il primato delle relazioni, l’imparare a cambiare senza illudersi di lasciare le cose come stanno, la fiducia nelle potenzialità dei giovani, la dinamicità a cui la complessità chiama, l’interdipendenza che la vulnerabilità fa scoprire.
La raccolta di esperienze nel confronto a gruppi di questa mattina lascerà domani spazio alla Programmazione post-capitolare per il prossimo sessennio.
Come Salesiani vogliamo così che allo smarrimento subentri un cuore rinnovato che sa trovare nuove forme per testimoniare e portare la vicinanza di Dio ai giovani.

Cnos Scuola, tutti gli istituti in Italia sono pronti a fronteggiare

All’inizio del mese di ottobre si è svolto il consiglio direttivo del Cnos-Scuola, anche per fare il punto sulla situazione di emergenza sanitaria che riguarda il comparto scolastico in Italia. L’offerta scolastica salesiana è stata scelta da tante famiglie in più quest’anno, segno di un credito per la capacità di reazione nella cura educativa. L’attenzione ai più poveri è costante, si stanno facendo molti sforzi per agevolazioni di rette in modo da permettere a chi “sceglie don Bosco” di poter accedere senza ostacoli economici.

Tutte le scuole salesiane (98 Istituti scolastici in Italia) si sono attivate per assicurare la prosecuzione dell’offerta scolastica anche se con modalità non in presenza. Lo hanno constatato tutti gli Incaricati Ispettoriali e membri dell’Ufficio Scuola apprezzando il sacrificio e la creatività dei docenti da un lato, la pazienza e la tenacia delle famiglie e degli allievi dall’altra.

Gli webinar permettono offerte formative per i docenti in collaborazione con le nostre università e sono in allestimento ulteriori proposte formative organiche perché in tempo di crisi l’investimento in formazione e in educazione è importante tanto quanto il pane quotidiano.

Parrocchie-Oratori, il punto dell’ufficio nella situazione di emergenza

Gli Incaricati Ispettoriali dell’Ufficio Parrocchie-Oratori si sono incontrati il 20 ottobre a Roma, ricevendo anche il saluto di don Miguel Garcia Morcuende, nuovo Consigliere Generale per la PG.

Durante l’incontro è stato presentato il report delle ispettorie, sul fronte degli oratori, al quale emerge una buona reazione alla crisi pandemica in atto. Si sono registrate buone esperienze di collaborazione con il territorio, le istituzioni e la Chiesa locale. Si è riscontrata una buona risposta e un bel senso di riconoscenza da parte dei ragazzi e delle famiglie. Ove presenti, i percorsi catechistici si sono attivati un po’ ovunque. C’è stato un buon apprezzamento per il Protocollo sicurezza elaborato dall’ufficio per gli oratori, è stato apprezzato e assunto anche da alcune diocesi del Piemonte.

Rispetto al seminario dello scorso anno, svolto a Palermo, in alcune ispettorie si erano organizzati dei momenti formativi precedenti al convegno. In altre si erano programmati incontri o per piccole commissioni o con gruppi più
ampi di confratelli e laici. Si è fatto poco, anche a motivo della pandemia in atto. Si è fiduciosi che l’imminente pubblicazione degli atti possa rilanciare il lavoro e permettere, così come auspicato da don Giovanni D’Andrea, una declinazione locale dei contenuti elaborati durante il seminario.

Per quanto riguarda il seminario/convegno in programma nel 2022, e il tavolo si è visto concorde sull’idea che tale momento formativo dovrà essere di largo respiro carismatico senza tralasciare i problemi quotidiani burocratici e amministrativi con i quali le ispettorie sono chiamate a confrontarsi quotidianamente.