Social housing, a Torino si inaugura “San Salvario House…profumi e sapori di casa” per dare uno spazio di autonomia ai giovani

Giovedì 26 giugno, alle ore 12, a Torino ci sarà l’inaugurazione dell’Housing Sociale – “San Salvario house – Un angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa” – della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Torino.  Interverranno il Vescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia (94º arcivescovo metropolita di Torino)Don Mauro Mergola (incaricato salesiano della struttura)Assessore Schellino (Segreteria Assessore alla Salute, Politiche Sociali ed Abitative) ed un rappresentante di Compagnia di San Paolo. 

Nato attraverso un bando della Compagnia di San Paolo – Programma Housing – al quale ha partecipato la parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino, ottenendo cosi un contributo per avviare i lavori, il progetto è stato anche sostenuto da un contributo della CEI – Conferenza Episcopale Italiana – e di Fondazione Magnetto.

 “San Salvario House – Un angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa“ prevede il recupero e restauro della casa canonica della Parrocchia Santi Pietro e Paolo, situata in via Saluzzo nel quartiere di San Salvario, a pochi passi dal centro della città di Torino. La zona è  caratterizzata da un tessuto sociale e culturale molto vario, fonte di contatto e arricchimento reciproco tra culture diverse, oltre ad essere nota soprattutto per la movida notturna che in essa si svolge.

Il Social Housing nasce dalla volontà di dar vita ad uno spazio in cui giovani italiani e stranieri tra i 18 e i 39 anni, studenti, lavoratori e neo maggiorenni usciti da percorsi di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, possano sperimentare la vita “di convivenza”, acquisendo maggiore autonomia nella gestione di uno spazio “di casa”, e (con l’aiuto di figure qualificate) acquisire tutte le condizioni necessarie per far si che ogni giovane ospite possa rendersi autonomo per una vita all’interno della società.

La progettazione combinata è intesa non solo in un senso “dualistico” ovvero solo tra il singolo ospite e il coordinatore educativo, ma altresì in un senso “comunitario”, ovvero attraverso una modalità di confronto in piccoli gruppi. Tale metodo di lavoro permette ai destinatari, ospiti dell’housing, da un lato di acquisire una maggiore capacità di collaborazione nell’affrontare le sfide di un ambiente domestico condiviso, dall’altro di essere protagonisti della propria maturazione personale all’interno della società.