CNOS-Fap Genova, la Engineering pronta ad assumere 200 giovani: il sistema di rete con le aziende funziona

Si è svolto il 21 marzo a Genova, nell’opera di Sampierdarena, il convegno “Un ponte per il futuro” – organizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale CNOSFAP, e con il patrocinio di Regione Liguria e del Comune di Genova – per accendere i riflettori su “giovani, formazione e mondo del lavoro”. La metafora del ponte che collega il mondo della formazione giovanile con quello del lavoro richiama la tragedia del 14 agosto 2018: il crollo del ponte Morandi divide in maniera tragica la storia di Genova in un prima e un dopo ma allo stesso tempo rilancia l’idea che la fragilità dell’uomo e del suo operato possa trasformarsi nello stimolo ad affrontare le sfide contemporanee. In particolare, l’insicurezza giovanile, verso la quale l’Opera Don Bosco si rivolge, se adeguatamente elaborata può rappresentare la fonte di nuove energie costruttive da immettere nella società.

Al convegno hanno partecipato Mons. Nicolò Anselmi, della Diocesi di Genova, don Mario Tonini, Direttore amministrativo del CNOS-FAP Nazionale, Roberto Cingolani, Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Marco Bentivogli, Segretario generale della Federazione Italiana Metalmeccanici CISL, don Fabio Attard, Delegato mondiale della Pastorale giovanile, il sindaco di Genova Marco Bucci, gli assessori regionali Ilaria Cavo e Giovanni Berrino,  Giovanni Mondini, Presidente di Confindustria di Genova. Infine, Paolo Pandozy A.D. di Engineering; Roberto Cavanna di RINA, Irma Belardi di Ansaldo Energia e Marco Beltrami di AMT.

Proprio Paolo Pandozy ha annunciato che la sua azienda, che “assume tre persone al giorno, abbiamo un grandissimo bisogno di tecnici informatici”, a Genova potrebbe assumere 200 giovani usciti dai corsi con un accordo con Comune di Genova e Regione Liguria, purché formati adeguatamente. Sui numeri della formazione ha risposto don Fabio Attard: “Abbiamo 830 centri in tutto il mondo, formiamo 30mila ragazzi all’anno in Africa, lo stesso numero in Italia. Finiti i corsi la percentuale di occupati è di 85 su 100: a quattro anni, il 65% risulta ancora impiegato nella stessa azienda”. Anche la Regione Liguria, con l’assessore alla Formazione, Ilaria Cavo dice: “Dobbiamo utilizzare sempre di più gli enti di formazione come cinghia di trasmissione tra le risorse che formiamo e le aziende, per andare a intercettare le loro reali esigenze. Avere un’azienda come Engineering che oggi dice ‘abbiamo bisogno di 200 persone in Liguria’ e ha già avuto un contatto con il CNOS per fare un accordo vuol dire che il sistema può funzionare”.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *