ILE, avviata causa di beatificazione di don Silvio Galli

Il 12 giugno 2019, VII anniversario della nascita al cielo di don Silvio Galli, è stato ufficialmente presentato al vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, il Supplex libellus, cioè l’istanza ufficiale con la quale la Congregazione Salesiana chiede l’apertura dell’Inchiesta diocesana sulle virtù, la fama di santità e di segni di don Silvio Galli, Sacerdote Professo della Società di san Francesco di Sales. (fonte ANS)

La cerimonia si è svolta a Chiari, con la presenza del Postulatore generale don Perluigi Cameroni. Essa fa seguito alla richiesta del nostro Ispettore, don Giuliano Giacomazzi e alla delibera del Rettor Maggiore, don Angel Fernandez Artime, datata 9 giugno 2019:

Essendomi consultato con don Pierluigi Cameroni, nostro Postulatore Generale, e avendo ricevuto conferma che ci sono le condizioni, anche dietro tua richiesta, ti comunico che la nostra Società Salesiana di san Francesco di Sales si costituisce Attore della Causa di Beatificazione e di Canonizzazione Silvio Galli, assumendone le responsabilità morali ed economiche sia presso la competente Diocesi di Brescia che presso la Congregazione delle Cause dei Santi in Roma.

Nell’Omelia della Messa, il Postulatore Generale ha riportato, tra le altre, la testimonianza di mons. Foresti, che presenta un incisivo ritratto di don Silvio:

Ho incontrato don Silvio nel periodo del mio episcopato bresciano (1983-1998) per lo più durante le mie visite nella grande casa-scuola San Bernardino. Mi ha colpito subito il suo atteggiamento umile, quasi dimesso; la sua parola più un sussurro d‘anima che il contenuto di un insegnamento, il suo ritmo di vita teso alla santificazione del tempo; l’esercizio di una diaconia verso i poveri nella carne (Luca) e i poveri nello spirito (Matteo) coniugate come per una sponsalità spirituale trasparente.

So che è passato dall’insegnamento scolastico alla prassi esclusiva della carità corporale e spirituale. Visto con gli occhi miei deve essere stato facile per i superiori riconoscere il singolarissimo dono dello Spirito Santo operante in lui.

Anche all’esterno della casa religiosa ho avuto modo di ammirare la sua presenza non invasiva, ma preziosa, nelle iniziative di carità: ad es. presso la Fraternità di Ospitaletto.

Ho ricevuto molte confidenze di quelle persone che, già di presto mattino, componevano la lunga fila di chi lo voleva avvicinare per un consiglio o per partecipare alla sua celebrazione eucaristica.

Un suo giovane confratello mi confidava: volendo confessarmi da lui dovevo alzarmi troppo presto. Avendo chiesto di concedermi un orario più comodo, mi concesse un quarto d’ora di sconto…

In giornate di fortunata ospitalità al S. Bernardino, mi mettevo a tavola verso il limite della tavolata: lo vedevo arrivare in leggero (?) ritardo e consumare in fretta il pranzo mescolando tutto in un piatto unico.

Ebbi la fortunata occasione di visitare quell’angolo dell’Istituto occupato dall’attività caritativa; ciascuno doveva ‘contendersi’ uno spazio, come ape in un alveare.

Benedetta la decisone dei superiori di costruire l’ambiente dell’Auxilium, dove lo spirito del suo fondatore continua a manifestarsi.

In questo nostro mondo di contese e di stranezze, quella comunità operosa accende la luce della speranza. Oso pensare che ai tanti studenti salesiani vicini – nel nome di don Silvio – essa rivolga l’esortazione a educarsi contemporaneamente nella scienza e nella carità.

Per fare avere testimonianze è bene rivolgersi alla dottoressa Zanet:
Cell. 339 6969339‬
E-mail  lzanet@sdb.org

ISI, la Famiglia Salesiana di Catania/Cibali ha istituito borse di studio per giovani

La Famiglia Salesiana dell’Istituto S. Francesco di Sales di Catania/Cibali (Salesiani consacrati, Salesiani Cooperatori, Exallievi, Associazione Maria Ausiliatrice), nella fedeltà al carisma di Don Bosco che impone una particolare attenzione ai ragazzi poveri, ha deciso di istituire delle BORSE DI STUDIO per studenti meritevoli ma economicamente disagiati, per offrire  l’opportunità di compiere i loro studi e la loro formazione presso la scuola cattolica paritaria di 1° e 2° grado, gestita dai salesiani di Catania/Cibali.

Tale scuola è stata voluta 130 anni fa da Don Bosco e realizzata 3 anni dopo dal suo successore Don Michele Rua: 127 anni di preziosa presenza a Catania che vanta numerosissimi ex allievi che occupano tuttora posti di responsabilità in diversi settori della vita sociale, a Catania e altrove.

A tale scopo si è stata creata da Salesiani consacrati, Salesiani Cooperatori, Exallievi e Associazione Maria Ausiliatrice l’APS “Alberto Marvelli” sezione locale di Catania/Cibali S. Francesco di Sales ed è stato istituito il “Fondo Don Bosco” ( IBAN: IT30W0502916900CC0020012267) su cui confluiranno donazioni liberali e contributi vari.

IME, convegno di Pastorale Giovanile sulla Santità giovanile

Dal 30 agosto all’1 settembre 2019, presso l’Hotel “San Gerardo” di Materdomini, si terrà l’annuale convegno di Pastorale Giovanile al quale sono convocati tutti i salesiani e i laici delle Comunità Educativo-Pastorali dell’Ispettoria Salesiana Meridionale.

La proposta della Pastorale Giovanile nazionale per l’anno 2019-2020 sulla Santità giovanile (puoi essere santo #lìdovesei) farà da sfondo alla riflessione dell’intero convegno. La Lectio Divina di Fra VIncenzo Ippolito e l’intervento dello psicoterapeuta Ezio Aceti ispireranno i lavori di 7 laboratori tematici nei quali si approfondiranno le possibili declinazioni quotidiane di spiritualità giovanile.

Borgo Ragazzi Don Bosco, da 71 anni presenza “provvidenziale” a Roma

Il 18 luglio di ben 71 anni fa, veniva ufficialmente inaugurato il Borgo Ragazzi di don Bosco (questa la sua denominazione originaria) di Roma, nel quartiere Prenestino.

Come si legge dalle cronache della casa:
“5 – 10 luglio 1948: preparativi per la festa dell’inaugurazione del Borgo, che avrà luogo il 18 del c.m. I confratelli sono letteralmente oberati di lavoro. L’assistenza continua sfibbra. Ciò nonostante lavorano serenamente. Siamo appena 8 confratelli della Casa. Ma per fortuna il Sig. Ispettore ci ha inviato confratelli volenterosi dallo studentato teologico e filosofico, che ci daranno man forte per tutto il periodo delle Colonie. E a dir il vero le attività che saranno svolte in tutto questo tempo svariatissime. tutti i nostri giovani beneficeranno comodamente di questa assistenza provvidenziale.

18 luglio 1948: Solenne inaugurazione del “Borgo Ragazzi di Don Bosco”. La cerimonia semplice ma commovente. Sono arrivati nel pomeriggio alle ore 16 S. E. il Cardinal Pizzardo, il Sindaco di Roma On. Rebecchini, Monsignor Caroll Abbing e molti rappresentati di Enti Assistenziali. Anche il Governo ha il suo rappresentante in S. E. Cossu. Monsignor Caroll Abbing, a nome dell’ “Opera per il Ragazzo della Strada“, consegna ufficialmente ai Salesiani il Borgo, con parole di sentita riconoscenza ai Salesiani e di ammirazione per Don Bosco. Risponde con parola commossa l’Ispettore Don Berta che dichiara di accettare appunto in nome di Don Bosco e dei Superiori Maggiori la nuova Opera.

Canti, recitazioni, declamazioni dei nostri ragazzi hanno coronato la riuscitissima cerimonia. Tutte le Autorità presenti, fra le quali figura anche S. E. il Principe PacelliS. E. Doria Pamphili, sono rimasti presi dallo spettacolo di questa infanzia innumerevole che qui al Borgo continuamente riceve assistenza materiale e morale”.

Christian Summer Night: giovani riuniti per testimoniare la forza dello Spirito

Diocesi di Nola e di Napoli insieme con i salesiani di Torre Annunziata: preghiera e gioia condivisa nella Christian Summer Nights. L’articolo uscito sul sito “Lo strillone”: 

All’oratorio dei Salesiani di Torre Annunziata è andato in scena l’evento organizzato dai giovani della diocesi di Nola e di Napoli in collaborazione con i giovani dell’oratorio salesiano. La serata ha visto un centinaio di ragazzi divisi in squadre, gialli, blu, arancioni e verdi, per affrontare dei momenti di gioco alternati a momenti di preghiera e riflessione. Momenti di preghiera vissuti con canti gioiosi, in pieno stile salesiano e del rinnovamento nello Spirito Santo.

L’evento ha visto la testimonianza di due ragazzi del gruppo del Rinnovamento nello Spirito di Torre Annunziata, due giovani che nei loro momenti tragici della vita hanno visto la salvezza in Dio. Il Rinnovamento nello Spirito Santo è un Movimento ecclesiale nato a conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II nel gennaio 1967, come libera iniziativa dello Spirito Santo. Esso ha operato nella vita dei singoli fedeli e della Chiesa stessa attraverso l’esperienza personale di una rinnovata effusione dello Spirito Santo, che ha suscitato un rinnovamento spirituale, causa di una trasformazione radicale nella vita di milioni di persone.

Il momento emblematico della serata è stato il momento in cui hanno ringraziato lo Spirito Santo e Dio con un cerchio tenendosi per mano e pregando, dopo momenti di silenzio hanno sigillato la ritrovata forza in Dio con un abbraccio tra loro, abbraccio tra le lacrime a testimonianza della forte emozione che stavano vivendo in quel momento. Incominciare ad avere la fede e darsi forza gli uni con gli altri.

Il Christian Summer Nights precede l’evento nazionale estivo Christian Summer Youth Fest, che si terrà dal 1 al 4 agosto presso Materdomini (AV) per i giovani dai 14 ai 30 anni “per affrontare le proprie ferite e non scappare da esse, – commenta Umberto Fiorentino – questo è il segreto affrontare faccia a faccia le proprie ferite per poter trovare l’amore e la gioia”. Un evento che si inserisce nella serie di iniziative di “Estate Giovani” che si sta svolgendo nei salesiani. La serata, oltre che a offrire una vetrina sugli eventi estivi, punta a presentare le iniziative in corso di svolgimento in oratorio.

La serata si è conclusa con il lancio di palloncini con appiccicati dei post-it, affidando a dei palloncini il compito di far arrivare i loro sogni più grandi a Dio.

IUSVE, nuova partnership con il Consorzio di tutela del prosecco superiore

Nuova partnership dello IUSVE per il master “Food & wine 4.0”: il Consorzio di tutela del prosecco superiore con le sue aziende apriranno le porte agli studenti dell’istituto universitario salesiano.

Lo scrive “Gente Veneta”

“Le colline del prosecco” di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Una bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica che gli studenti IUSVE nel prossimo anno accademico studieranno da vicino. Da quest’anno infatti il Consorzio di tutela del prosecco superiore  sarà partner dell’Università salesiana e le aziende delle bollicine apriranno le porte ai suoi studenti.

Si comincia con Carpenè Malvolti, storica azienda del prosecco, fondata nel secolo scorso da Antonio Carpenè, fondatore della prima Scuola Enologica d’Italia, nonché pioniere nella produzione del Prosecco arrivando a Bisol, Perlage e Zonin 1821.

Una scelta quella del contatto col territorio che il Master Food & wine 4.0 sostiene dalla prima edizione e che dopo il prestigioso riconoscimento internazionale assume ancora più valore.

“La digital trasformation ha cambiato il mondo del lavoro e il Master offre un’offerta formativa per preparare dei manager nell’ambito della comunicazione e del marketing con competenze tecniche e culturali per sostenere lo sviluppo internazionale, digitale e sostenibile delle nostre imprese di eccellenza agroalimentare –  afferma Maria Pia Favaretto, direttrice didattica del Master – tra le novità ci sarà anche un laboratorio tutto dedicato allo storytelling per imparare a narrare la nostra identità territoriale e uno dedicato al Visual storytelling e all’instagram marketing per migliorare l’efficacia dei contenuti visivi”.

Il Master è progettato con formula weekend: le lezioni prevedono due fine-settimana al mese, per un totale di 19 weekend in 12 mesi. L’obiettivo è quello di formare figure professionali in grado di gestire i processi aziendali con le competenze richieste dalle nuove grammatiche e dai nuovi canali della comunicazione: digital marketing, web advertising, social media, content marketing, digital PR, E-commerce, digital storytelling, food system sustainability e neurobranding.

L’offerta formativa è costruita su base esperienziale: Il piano di studi prevede una formazione culturale partecipata e interattiva con docenti prestigiosi, laboratori di digital communication, live experience, testimonianze di imprenditori di successo e studio di casi eccellenti e si conclude con dei periodi direttamente in azienda.

Al Master IUSVE aderiscono oltre 35 realtà imprenditoriali e di ricerca italiane per garantire l’interazione tra formazione e mondo del lavoro, tra le quali Allegrini, Barilla Center for Food and Nutrition, Biasetto, Bibanesi, Bisol, Carpenè Malvolti, Cibus – Fiere di Parma, Consorzio Grana Padano, Consorzio Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene, Consorzio tutela formaggio Asiago, Corrado Benedetti, EcorNaturaSì, Fiorital, Food Editore, Forno d’Asolo, Germinal Bio, Gruppo AIA, Gruppo Bauli, Gruppo Cremonini, Illy Group, Latterie del Montello, Loison, Loredan Gasparini, Luciana Mosconi, Molino e Pastificio Sgambaro, Molino Rossetto, Musei del Cibo della provincia di Parma, Mutti, OrtoRomi, Perlage, Roncadin, Signorvino, Venissa, Zenato, Zonin1821.

52 sono ad oggi i diplomati al Master che oggi ricoprono ruoli importanti all’interno di aziende e società di servizi o che hanno lanciato la loro start up.

Salesiani Nord Est, è nata Radio INE in collaborazione con lo IUSVE Cube Radio

Radio INE è una nuova rubrica dedicata alla vita nell’Ispettoria Salesiana “San Marco” INE di Mestre e realizzata in collaborazione con lo IUSVE Cube Radio.

Rappresenta uno spazio radiofonico dove dialogare con i ragazzi e raccontare insieme all’Ispettore, don Igino Biffi, temi importanti riguardanti la vocazione, la formazione e l’educazione. Il tutto, riassumendo le parti più sentite e condivise della “Lettera dell’Ispettore”, pubblicata ogni 24 del mese nel sito www.salesianinordest.it e inviata a tutti i direttori delle 33 realtà salesiane del Triveneto.

In questa rubrica si parlerà anche di esperienze e attività legate alle opere organizzate dall’equipe della Pastorale Giovanile di Mestre (www.donboscoland.it), cercando di portare di puntata in puntata testimonianze di giovani che hanno preso parte alle diverse attività.

Per ultimo, ma non meno importante, verrà dedicato uno spazio alle news più seguite delle Case Salesiane dell’Ispettoria di Mestre.

La presenza dell’Ispettore, don Igino Biffi, verrà affiancata dalla conduzione della dott.ssa Francesca Bonotto (comunicazione integrata dell’Ispettoria Salesiana “San Marco” INE di Mestre) e da diversi ospiti che si alterneranno di puntata in puntata arricchendo con la loro presenza o la loro voce, il racconto delle attività del mese in Ispettoria.

Alla prima puntata di Radio INE ha preso parte Elisa Ghirardon, studentessa IUSVE, impegnata in un anno di Servizio Civile Nazionale Salesiano presso l’Istituto Superiore Salesiano “San Marco” di Mestre. Sono state, inoltre, menzionate due realtà salesiane, l’Oratorio Salesiano di Schio e l’Istituto Salesiano “Rainerum” di Bolzano, per la capacità di coinvolgimento delle attività con i ragazzi e la particolarità di queste.

Menzione particolare merita il team della Cube Radio dello IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona, che guidati dal prof.re Marco Sanavio, direttore dell’emittente radiofonica e del laboratorio multimediale, hanno reso possibile questa nuova esperienza, supportando con professionalità la comunicazione ispettoriale e trasformandola in voce e video rivolta anche ai ragazzi.

Non resta che seguire il sito www.salesianordest.it e le pagine ufficiali dei social network, dell’Ispettoria Salesiana “San Marco” INE di Mestre, per essere sempre aggiornati… e da oggi anche in ascolto!

Francesca Bonotto, Salesiani Nord Est

 

Piemonte, 140 anni della presenza salesiana a San Benigno: quando Don Bosco cercava un posto per il noviziato

Il 5 luglio la Comunità Salesiana di San Benigno celebra i 140 anni della presenza in Canavese. Come Don Bosco sia arrivato in questo piccolo paese a venti chilometri da Torino è una storia che racconta Marco Notario su “Il risveglio popolare” del 4 luglio.

La motivazione della scelta del nostro paesello è stata in partenza curiosa e financo (se vogliamo, nello stile salesiano) umoristica. Tutto nacque da un problema che don Bosco aveva a Valdocco: l’alta presenza di ascritti e professi, cosicché capitava che “taluno manifestasse qualche preoccupazione per un numero sì grande di vesti nere in un medesimo luogo” (Memorie Biografiche , XIII, p. 92). Insomma, era necessario trovare una sede separata, magari in campagna, per tanti “cornaiassi” (termine piuttosto in uso da noi nei riguardi di novizi e seminaristi in talare). L’attenzione cadde su San Benigno. Chi lo desidera può leggersi il capitolo 13 del volume XIV delle ” Memorie Biografiche “.

Sponsor entusiasta fu l’allora parroco cavalier don Antonio Benone, che voleva a tutti i costi don Bosco nella sua parrocchia, e per questo aveva incominciato a fare alcuni piccoli restauri nel palazzo cardinalizio che non era in buone condizioni. Per la verità, c’era ancora di mezzo… un vescovo di Ivrea, monsignor Luigi Moreno. Monsignor Moreno oggi è in odore di santità, ma a quei tempi, chissà perché, ce l’aveva con Don Bosco e si oppose: ” Mai e poi mai permetterò a don Bosco di stabilirsi nella mia diocesi “. Cose di santi. Ciò nonostante don Benone continuò a tessere la sua tela ed ebbe una fortuna: vedere il palazzo cardinalizio dichiarato nel 1877 (Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele II e dal ministro Coppino) monumento nazionale. Il demanio poté cederlo in uso e custodia al Municipio e su questo puntò don Benone per procedere.

Intanto nel 1878 diventava vescovo monsignor Davide Riccardi, altro sant’uomo che però su don Bosco la vedeva diversamente dal predecessore e permise che i Salesiani si prendessero ” pure tutte le facoltà che possono accordarsi da un vescovo cattolico ” (e i Salesiani, a dire il vero, dal dito si presero la mano e il braccio, visto il profluvio di case che poi essi fondarono in Canavese). Il Comune di San Benigno, con delibera del 24 novembre 1878, concedeva il palazzo in subcessione a Don Bosco. La subcessione avvenne tra l’altro – dietro consiglio di quel mangiapreti (ma amico di don Bosco) come il ministro Urbano Rattazzi -, che fece superare le difficoltà burocratiche stabilendo un affitto di lire… 1! Però il sindaco, cav. Giovanni Bobbio, che non era uno sprovveduto, in cambio pose la condizione ” sine qua non ” di un utilizzo di pubblica utilità per il paese, fra cui scuole gratis per i ” giovani comunisti ” (niente di politico: si intendevano i “giovani del Comune”!). Nemmeno don Bosco però era uno sprovveduto e riuscì a inserire l’aggiunta di poter ospitarvi pure il noviziato (e il primo maestro ne sarà don Giulio Barberis). I salesiani arrivarono il 5 luglio 1879.

Ecco il racconto tratto dalle Memorie Biografiche (Vol. XIV, p. 335): “I primi abitatori della casa di San Benigno furono i chierici ascritti dell’anno scolastico 1878-79. Terminati i loro esami al 3 di luglio, mossero il giorno 5 da Torino in numero di cinquanta, facendo a piedi il viaggio (pare addirittura che abbiano guadato a piedi il fiume Malone, ndr). Fino alla nuova residenza per trascorrervi le vacanze estive. Furono accolti festosamente dalle autorità e dalla popolazione”. Finite le vacanze si decise che… i novizi vi rimanessero per l’anno 1879/1880 per l’anno di prova. Don Bosco stesso fu a San Benigno la prima volta il 18 ottobre 1879. E così nacque l’opera salesiana a San Benigno e in Canavese.

Festeggiamenti Colle don Bosco – 15 e 16 agosto

In data 15 e 16 agosto 2019, al Colle don Bosco ed a Castelnuovo don Bosco, avranno luogo i festeggiamenti per l’Assunzione della Beata Vergine Maria ed il compleanno di San Giovanni Bosco. Ecco qui di seguito il calendario degli eventi per i due giorni:

Giovedì 15 agosto – Assunzione della Beata Vergine Maria:

  • Ore 11.00 Santa Messa;
  • Presiede don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore;
  • Presso la chiesa Madonna del Castello – Castelnuovo don Bosco.

Con affidamento dei nostri giovani.

Venerdì 16 agosto – Compleanno di San Giovanni Bosco:

  • Ore 11.00 Santa Messa;
  • Presiede don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore;
  • Presso la Basilica di San Giovanni Bosco  Colle don Bosco.

Con la presenza dei novizi del Colle don Bosco e di tutti i prenovizi di Europa.

 

La storia di Fatima, giovane figlia di migranti e della sua rinascita grazie all’incontro con Don Bosco

Su “La voce e il tempo” del 30/06/2019 viene riportata la storia di Fatima, giovane musulmana studentessa del CNOS Fap di Valdocco, raccontata da un’insegnante. Una storia di migrazione, di accoglienza, di difficile integrazione e poi, con la scuola, di rinascita.

“La nostra vita è come un viaggio, una strada ora in salita, ora in discesa, tortuosa o dritta”. È il titolo di un tema assegnato a Fatima S. durante questo anno scolastico e non poteva essere più calzante, perché la sua vita è un viaggio e non certo turistico…

Ho incontrato Fatima presso una biblioteca civica torinese, dove svolgo servizio di volontariato per insegnare l’italiano agli stranieri e mentre le davo una mano nello studio ho conosciuto la sua tormentata storia di figlia di migranti. Il primo viaggio l’ha portata a Torino dal Marocco, suo paese di origine, dove ha frequentato per due anni la scuola elementare. Poi nuovamente in Marocco, dove è rimasta per sette anni con il rammarico di lasciare Torino, la scuola, i compagni e le maestre con cui si trovava bene, cosa facile quando si è bambini . Nel 2017 un terzo viaggio, ancora per motivi di lavoro del padre, l’ha riportata a Torino: tutto più è stato difficile, una strada in salita e piena di sassi. Si iscrive presso un istituto tecnico solo con una connazionale sua vicina di casa (se casa si può definire una stanza a piano terra, ex bottega, senza riscaldamento e con i servizi nel cortile, dove Fatima viveva con la sua numerosa famiglia). Presto si è resa conto che quella scuola scelta era troppo difficile a partire dalla lingua e anche farsi degli amici era diventato difficile. Era isolata, alcuni compagni le dicevano di tornarsene al suo paese: si sentiva morire dentro, senza più fiducia in se stessa, perdente. Poi l’incontro in biblioteca dove ho capito che il problema non era solo la lingua ma la ricostruzione di un sé smarrito ed insieme abbiamo iniziato un percorso di conoscenza.

La solidarietà e l’empatia ci aiutano ad allargare i nostri orizzonti; confrontarci con lingue e  culture nuove, ci cambia interiormente ed è proprio quello che mi è capitato con Fatima. Ho iniziato ad ascoltarla e lei si è sentita accolta, è riuscita a dire ciò che provava e parlare delle sue paure. Insieme abbiamo deciso di scegliere una scuola più adatta a lei ed Fatima si è iscritta ad una corso di formazione professionale salesiana presso il Cnos-Fap di Valdocco di Torino. E a Fatima si è aperto un mondo. Lo stile educativo di don Bosco è stato per lei, ragazza musulmana, terapeutico sotto tutti i punti di vista. Ha iniziato il primo anno con speranze e paure, poi le speranze sono diventate certezze e la paura è scomparsa. Ha conosciuto professori che hanno saputo accoglierla, guardando oltre le sue reali difficoltà e quello di dare conoscenze, ma introdurre cambiamenti migliorativi, attraverso la complessità, come attenzione a tutto l’essere umano e l’ascolto sensibile, basato sull’empatia per ottenere il cambiamento.

Fatima si è impegnata molto nel cercare di migliorarsi ed ha raggiunto nei giorni scorsi il traguardo della qualifica. Ora la sua strada è più facile, ci sono meno salite ed ha imparato a guardare al futuro con fiducia ed anch’io sono cresciuta con lei.

Rosarina Spolettini, insegnante