Volontarie di Don Bosco, iniziata l’ottava Assemblea generale: “La missione odierna delle VDB”

Dall’ANS:

È iniziata il 18 luglio a Frascati (Roma) l’ottava Assemblea Generale dell’Istituto Secolare delle Volontarie di Don Bosco (VDB), che avrà come tema: “La missione odierna delle VDB”. Nell’ambito dell’Assemblea Generale sarà eletta una nuova moderatrice mondiale, che seguirà a Olga K, la quale termina il suo mandato dopo due nomine consecutive. Ad eleggere la nuova moderatrice saranno gli 84 membri con diritto di voto.

L’Istituto Secolare delle VDB conta quasi 1200 membri, che si trovano in 60 Paesi del mondo e che vivono la loro consacrazione a Dio attraverso i voti di obbedienza, povertà e castità nella vita quotidiana ordinaria. Non vivono in comunità, ma di solito si riuniscono come “gruppo” una o due volte al mese, per vivere insieme i giorni di raccoglimento e di formazione.

A volte non è facile, per gli altri gruppi della Famiglia Salesiana, comprendere la “consacrazione secolare” delle VDB. Attraverso le semplici parole della Moderatrice Mondiale uscente, Olga K, affidate al magazine trimestrale delle VDB “Crescere”, si può però capire un po’ di più di questo Istituto Secolare. “Voglio che il buon Dio faccia di me e di tutte le mie sorelle un tabernacolo vivente in questo mondo”, ha affermato.

Tutti noi possiamo aiutare le delegate dell’Assemblea Generale con le nostre preghiere. Durante il periodo di preparazione all’Assemblea, l’Istituto ha infatti proposto di supportarle recitando la seguente preghiera:

Dio Trinità Santissima, Padre, Figlio e Spirito Santo:
Il tuo nome è Amore. Con questo Amore infinito, entri nel cuore di ogni persona e nella storia umana.
Dio Trinità Santissima, Dio dell’Amore, benedici la nostra ottava Assemblea Generale.
Guida i nostri passi per scoprire modi nuovi e profondi per offrire al mondo la tua acqua,
l’unica che può placare la nostra sete.
Crediamo che ogni volta che apriamo il nostro cuore per scoprire il volto dei nostri fratelli e sorelle bisognosi,
riceviamo l’acqua fresca del tuo Amore, il coraggio e la gioia di annunciare la tua Parola, come la donna samaritana.
Te lo chiediamo: Rinnova in noi il desiderio del tuo Amore e la sete di te,
affinché possiamo accogliere l’acqua viva che ci offri.
Dacci la forza dello Spirito Santo per diventare acqua di amore per il mondo intero.
Amen.
Maria Ausiliatrice, prega per noi.
San Giovanni Bosco, prega per noi.
Beato Filippo Rinaldi, prega per noi.

Gli Stati Uniti riconsegnano all’Italia una lettera di Don Bosco del 1867

Dall’ANS

L’11 luglio presso l’Ambasciata Americana a Roma si è svolta la cerimonia di riconsegna di due beni culturali di grandissimo valore dagli Stati Uniti all’Italia, frutto di un’operazione congiunta tra FBI (Federal Bureau of Investigation) e Carabinieri. Alla presenza del Generale di Divisione Claudio Vincelli, Comandante della Divisione Unità Specializzate Carabinieri, e del Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), l’Ambasciatore Lewis M. Eisenberg ha restituito due straordinari beni appartenenti al patrimonio culturale italiano: una lettera di san Giovanni Bosco alla Duchessa Agnese Boncompagni Ludovisi, datata 30 luglio 1867, e un mosaico policromo, risalente al I-II secolo d.C., raffigurante il volto di un satiro.

(L’immagine  viene dal Profilo Facebook U.S. Embassy to Italy – Ambasciata Americana a Roma)

Il VIS presenta Cabby, la cabina telefonica che racconta il viaggio dei migranti

La XXª edizione di Territori diVini, la degustazione enosolidale di vini italiani e palestinesi organizzata dal VIS, quest’anno ha ospitato una novità particolare. Infatti, chi ha partecipato alla serata ha trovato nei giardini del complesso Callistiano, Cabby il Telefono Viaggiatore, all’apparenza una semplice cabina telefonica stile inglese a grandezza naturale. In realtà si tratta di un dispositivo multimediale e sollevando il ricevitore potrete ascoltare le storie di viaggio dei migranti direttamente dalla loro voce, oltre che interagire con i diversi contenuti multimediali.

Cabby nasce nell’ambito del progetto VIS “Humanitarian Corridors finanziato dal fondo europeo AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund) con capofila la comunità Papa Giovanni XXIII, e il cui scopo è far sì che le persone migranti da Libano ed Etiopia che hanno bisogno di protezione umanitaria possano pienamente godere del diritto di asilo. Gli obiettivi di Humanitarian Corridors sono: tracciare un percorso regolare per i migranti; preparare le comunità ospitanti all’arrivo dei migranti; preparare i migranti pre e post partenza. Tutti passaggi utili all’integrazione futura. Il VIS in questo progetto è maggiormente coinvolto nella formazione che precede la partenza dall’ Etiopia, un Paese in cui è presente e opera dal 1998. Una componente importante del progetto è quella di educazione alla cittadinanza globale e di sensibilizzazione, portato avanti dal VIS anche con attività nelle scuole.

Proprio in questo ultimo segmento di progetto si inserisce Cabby – Telefono Viaggiatore. A settembre molti studenti  lo ritroveranno nelle  scuole, entrandoci e alzando la cornetta potranno ascoltare le voci e le storie di chi ha viaggiato dal proprio Paese d’origine fino in Italia. Gli studenti, tramite Cabby, potranno inoltre interagire con i contenuti multimediali, giocare al quiz, consultare il kit didattico e vedere i video con situazioni precedentemente affrontate da alcuni migranti, il tutto accompagnato dalla loro voce alla cornetta. Cabby quindi non solo viaggerà per le scuole italiane, ma farà viaggiare chi vi entrerà.

“Quale paternità oggi per una maturazione affettiva dei salesiani?”: il corso per i formatori salesiani

Dall’ANS

“Quale paternità oggi per una maturazione affettiva dei salesiani?” è stato lo sfidante titolo di un corso di formazione promosso dalla Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia (CISI) e rivolto ai formatori delle case salesiane delle Ispettorie d’Italia. L’evento, tenutosi a Roma, all’Istituto Salesiano “San Tarcisio”, dal 1° al 3 luglio, ha radunato circa 25 salesiani.

Ogni anno il Settore Formazione della CISI organizza nei primi giorni di luglio un seminario per i formatori salesiani, dedicato ad approfondire alcuni temi specifici. Quest’anno la scelta è stata quella di approfondire il tema della “paternità” dei salesiani, a partire dall’esperienza di paternità vissuta nella propria famiglia, proseguendo poi con quanto sperimentato nelle tappe della formazione iniziale e con lo sguardo proiettato infine sulla paternità educativa che ciascun Figlio spirituale di Don Bosco, di oggi e di domani, è chiamato a vivere con e per i giovani.

Nella prima giornata, guidata da padre Giovanni Salonia, OFMcapp., Responsabile della Scuola di Specializzazione post lauream in Psicoterapia della Gestalt, i partecipanti hanno esaminato il processo del discernimento vocazionale, a partire dalle Scritture e con dei focus specifici sulla maturità affettiva dei religiosi e dei candidati e sulle patologie incompatibili con la vita fraterna.

A coordinare i lavori della seconda giornata è stata invece un laico, il dott. Tonino Solarino, Psicoterapeuta e docente di Pastoral Counseling presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina. Nelle sue riflessioni il dott. Solarino ha parlato di come creare un clima familiare nel discernimento e nell’accompagnamento formativo e di come procedere nella correzione paterna e nella gestione del conflitto nella fase formativa.

Infine, nella terza e ultima giornata, don Silvio Roggia, del Dicastero per la Formazione della Congregazione Salesiana, coadiuvato anche dal salesiano filippino Raymond Callo, Coordinatore della Formazione salesiana nella regione Asia Est – Oceania, ha illustrato i principali risvolti emersi dalla grande ricerca internazionale del 2018 su “Giovani salesiani e accompagnamento” (a cura del Salesiano Coadiutore Marco Bay); e quindi ha indicato alcune piste di lavoro in risposta alla domanda: “Che tipo di fraternità è richiesta dai giovani confratelli?”.

Salesiane Oblate del Sacro Cuore, aperto il Capitolo Generale a Tivoli

Dall’ANS:

Il 6 luglio mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli-Palestrina, ha presieduto la celebrazione eucaristica di apertura del Capitolo Generale XI delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore sul tema “Con Maria, vera oblata, scelte per essere sante e immacolate…inviate nel mondo per essere profezia di gioia, speranza, carità”. I lavori si protrarranno fino al prossimo 28 luglio e costituiscono un prezioso tempo di ricerca, sincera e gioiosa, di ciò che lo Spirito chiede oggi alle Salesiane Oblate del Sacro Cuore per rispondere con fedeltà creativa alla missione di far conoscere agli uomini di oggi l’amore e la salvezza di Gesù.

L’Imperatore del Giappone conferisce l’Ordine del Sol Levante al card. Raffaele Farina

Il salesiano card. Raffaele Farina, archivista e bibliotecario emerito della Chiesa, è stato insignito dell’Ordine del Sol Levante, stella d’oro e d’argento, conferito dall’Imperatore del Giappone, durante una cerimonia che si è svolta il 27 giugno nell’Ambasciata giapponese presso la Santa Sede.

Lo riporta l’ANS:

Erano presenti per l’occasione l’Ambasciatore Yoshio Matthew Nakamura e la Signora Ambasciatrice Reiko Nakamura; la dott.ssa Teruyo Shimasaki, consigliere e Membri dell’Ambasciata; il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernandez Artime; don Francesco Cereda, suo Vicario; mons. Piero Marini, già Maestro delle Cerimonie Pontificie; e il neo-vescovo salesiano mons. Alberto Lorenzelli, vescovo ausiliare di Santiago del Cile.

Il card. Farina è stato premiato per il suo “contributo al rafforzamento dei rapporti amichevoli tra Giappone e Santa Sede”. E tra le motivazioni specifiche dell’onorificenza viene specificata la sua preziosa opera in favore del “riordino dei documenti storici del periodo Edo raccolti dal missionario salesiano don Mario Marega”, relativi cioè al periodo di proibizione del cristianesimo nella regione giapponese di Bungo.

È nel “periodo Edo” (1603-1868), infatti, che la famiglia Tokugawa raggiunse la fase di massimo potere politico-militare, la quale corrispose ad una politica di isolamento durante la quale si assistette a vere e proprie carneficine di cristiani, soprattutto nell’area di Nagasaki.

Il riordino di quei documenti è di grandissimo valore, perché permette di inquadrare la presenza cristiana in Giappone sin dalle origini (il più antico testo tra gli oltre 10.000 raccolti da don Marega riporta addirittura l’arrivo del cristianesimo in Giappone, nel 1549) e poi nei periodi dei “kakure kirishitan” (Cristiani nascosti).

Nel suo discorso di ringraziamento per il conferimento di una così pregiata onorificenza, il card. Raffaele Farina ha elencato diversi episodi che lo hanno legato al mondo della cultura nipponica e ha parlato di alcuni importanti personalità giapponesi con cui negli anni ha sviluppato relazioni sempre più strette – tra cui, in primis, il comm. Tatsuro Takatsu, grande benefattore dell’Università Pontificia Salesiana.

Inoltre, ha citato anche quanto disse già nel 2013, alla presenza dell’Imperatore del Giappone, in occasione del Centenario della Sophia Univiersity di Tokio: “Ho passato la mia vita nella docenza e soprattutto nella direzione di una Università; mi sono occupato di Biblioteche e Archivi, ma anche di Istituzioni culturali, l’ambiente dove si opera la felice sintesi tra scienza e arte, tra ricerca della verità e della bellezza. Ho sperimentato così come la scienza, il sapere, la cultura, l’arte costituiscono un ponte tra le diverse culture, le religioni, le nazioni: un ponte di amicizia e di pace che aiuta i popoli a capirsi, aiutarsi a vicenda e a rendere la convivenza internazionale più umana.

In questo contesto vorrei dirvi che sono felice di essere qui con voi e di confessarvi con semplicità e sincerità che io amo il Giappone e ammiro i Giapponesi.

Roma, mons. Enrico Dal Covolo ha ordinato diaconi dieci salesiani provenienti da 4 continenti

Sabato 22 giugno, nella Basilica del Sacro Cuore a Roma, mons. Enrico dal Covolo, SDB, ha ordinato diaconi 10 salesiani di 9 Paesi e 4 continenti. Presente l’arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, SDB, nunzio apostolico in Grecia.

Siria, a Damasco iniziano i lavori per un nuovo centro giovanile

Da ANS

In Siria l’inizio dell’estate vede i Salesiani di Damasco e i loro collaboratori impegnati a realizzare i primi passi della creazione del nuovo centro che sorgerà nella periferia della città, nel quartiere di Jaramana, dopo che nello scorso mese di gennaio è stato finalizzato l’acquisto del terreno.

Al momento sono in corso i lavori di recinzione del terreno e di creazione della strada di accesso. Nei prossimi mesi si procederà alla preparazione, pulizia e livellamento del terreno, e contemporaneamente, con il supporto di una squadra di progettisti, verrà redatto il progetto architettonico, che includerà il centro giovanile/oratorio, il cortile, la casa della comunità, la chiesa e un centro di formazione professionale.

I salesiani accompagnano e servono la comunità cristiana a Damasco dal 1992, con particolare attenzione all’educazione dei giovani e dei bambini. Tale presenza è diventata ancora più significativa, nelle estreme difficoltà, a partire dal 2012, ed oggi circa 1.200 minori prendono regolarmente parte alle attività del centro.

E tuttavia per molte persone oggi raggiungere il centro salesiano è molto problematico: il viaggio richiede tempo e comporta spesso rischi per la sicurezza, mentre la distanza fisica dalle famiglie rende difficile per i salesiani la loro opera di sostegno umano e solidale a chi ha bisogno di maggiore aiuto.

Con la creazione del nuovo centro nel quartiere di Jaramana, i salesiani saranno in grado di amplificare il loro contributo allo sviluppo sociale, spirituale ed educativo della comunità cattolica di Damasco e di tutta la cittadinanza.

“Un ringraziamento speciale va ai nostri benefattori che stanno sostenendo lo sforzo dell’Ispettoria MOR nel raccogliere risorse a favore di quest’opera, e alla Nunziatura Apostolica in Siria, che ha recentemente formalizzato il suo supporto all’iniziativa in una significativa lettera; invochiamo poi sempre la Provvidenza, perché continui a portare il suo prezioso aiuto nel raccogliere le risorse ancora necessarie per il terreno e per avviare finalmente le prossime fasi” concludono i Salesiani della Siria.

Tutta l’Ispettoria del Medio Oriente (MOR) continua a pregare perché la pace torni finalmente e stabilmente in Siria, e che questo progetto possa giungere presto a termine ed essere motivo di gioia per le migliaia dei bambini e dei giovani che ogni giorno prendono parte alle attività nel centro di Damasco, e per quelli che ne potranno beneficiare in futuro.

Il Papa ai missionari digitali: Dire le cose con tenerezza

Il 13 giugno, a Madrid, si è svolta la Giornata di “iMission” per la formazione gratuita dei missionari digitali di lingua spagnola. Per l’occasione, il Papa ha registrato un breve videomessaggio che è stato diffuso sull’account Twitter degli organizzatori dell’evento invitandoli a “compromettersi” nell’evangelizzazione attraverso la tenerezza. Un messaggio che coinvolge tutti.

Il servizio di Vatican News – Gabriella Ceraso

Evangelizzazione del continente digitale: è questo il cuore dell’interesse di ” iMission” un’associazione senza scopo di lucro che riunisce persone e istituzioni cattoliche che lavorano su questo tema sin dal 2012 con l’obiettivo di creare una rete di missionari impegnati in internet e di dar loro una formazione sistematica.

A  Madrid si è svolta la Giornata per la formazione gratuita dei missionari digitali di lingua spagnola, cui ha partecipato con un saluto inviato tramite un videomessaggio su Twitter, anche Papa Francesco. Il suo innanzitutto è stato un incoraggiamento:

La prossimità, fondamento dell’annuncio 

“Avanti!” ha detto e ripetuto a tutti i presenti il Papa, entrando quindi nel merito del suo messaggio dedicato alle modalità della comunicazione.

“Il problema che abbiamo oggi non è tanto quello che dici o quello che non dici, ma come”. Ci sono parole che possono essere dette – spiega Francesco – “all’interno di un laboratorio totalmente asettico e inutile”; parole dette “a distanza”, non di “grande utilità” e che forse “ispirano qualcosa”. Ma l’importante è “dire le cose con prossimità, con vicinanza”:

E quando si è in grado di dire le cose con vicinanza e con “prossimità” si esprime la tenerezza. La tenerezza di una carezza, la tenerezza di uno sguardo sereno e semplice. La tenerezza di una parola di incoraggiamento, la tenerezza dell’accompagnare chi resta indietro. La tenerezza di chi soffre gli effetti di questa civiltà dello scarto. Non abbiate paura della tenerezzaLa tenerezza nobilita, la tenerezza è il linguaggio di Dio.

Con la tenerezza costruirete il futuro

Così infatti, ricorda il Papa, si presenta il “Padre” “al popolo d’Israele, come “un Padre che porta in braccio il suo bambino. Si presenta con un’immagine di tenerezza”. Quindi rimarca:

Non abbiate paura della tenerezza, andate avanti! Impegnatevi con il cuore, allora sì che andrete a “dire” cose di verità, ma non cose asettiche, non cose solo dichiaratorie, non cose di compromesso, ma cose che costruiscono il futuro. 

E così il Papa chiude il suo videomessaggio con la benedizione e affidando i nuovi missionari digitali al cuore di Maria.