ICC, premio di Unioncamere al cortometraggio degli studenti di “Villa Sora”

Pubblichiamo un articolo dal notiziario di “Villa Sora” (Frascati, Roma) sul premio ricevuto dagli studenti della quinta liceo per il cortometraggio “La rara bellezza” da parte di Unioncamere.

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Un progetto di Alternanza scuola lavoro realizzato dagli studenti del Liceo Villa Sora di Frascati che continua a far parlare di sé. “La rara bellezza” è un cortometraggio ideato e curato dagli studenti dell’attuale quinto classico dell’Istituto, una testimonianza preziosa: la certezza che siano i giovani a poterci insegnare in queste occasioni cosa sia l’inclusione. L’Istituto ha proposto, per la classe di una studentessa con la sindrome Elhers Danlos, un percorso multidisciplinare che consentisse non solo la partecipazione della suddetta studentessa ma rendesse tutti i compagni più consapevoli di cosa stesse vivendo, il risultato è un documentario realizzato grazie al prof. Daniele Barillà e i diversi professionisti che hanno deciso di collaborare. Già premiato fuori concorso al Catone Film Festival e al Festival Tulipani di seta nera, martedì 3 dicembre riceverà il premio che la giuria ha deciso di assegnare alla squadra di Villa Sora nell’ambito del concorso “Storie di alternanza”. La cerimonia si svolgerà presso il Tempio della Pace.

Del progetto ne aveva già parlato:

Il Mamilio, il 25 giugno 2018:

“La rara bellezza”: il documentario degli studenti di Villa Sora sulle patologie genetiche rare

‘Se senti un rumore di zoccoli pensa ai cavalli, non alle zebre’. Recita così un detto americano per spingere i medici a non scavare a fondo nella formulazione di una diagnosi, ma le zebre esistono e, guarda caso, i loro passi fanno lo stesso rumore di quelli dei cavalli. Per questo i malati di Ehlers-Danlos si definiscono zebre, sono rari, ma esistono”. Sono queste le parole che Martina, studentessa del III liceo classico di Villa Sora, ha scelto per introdurre il documentario “La rara bellezza”. Un video di trenta minuti circa che raccoglie testimonianze e pareri di medici, fisioterapisti e pazienti alle prese con la sindrome di Ehlers-Danlos. La sindrome comprende una serie di patologie genetiche rare che, a secondo della tipologia, hanno un’incidenza che va da 1/5.000-10.000 a 1/20.000-100.000. Martina è affetta da tale sindrome, da oltre un anno grazie a Villa Sora segue le lezioni online via skype, ma non per questo si è lasciata abbattere e insieme ai compagni di classe, durante il periodo di alternanza-scuola lavoro, ha realizzato un documentario in cui vengono intervistati esperti di patologie rare, della malattia e del suo trattamento.

Si è trattato di un progetto multidisciplinare entusiasmante che Villa Sora ha pensato per i suoi ragazzi a partire, come sempre, dall’umanità che guida le diverse materie e che conferisce senso ad ogni azione educativa della scuola di Don Bosco.  Le discipline coinvolte (non solo prettamente scolastiche) sono state declinate ad altissimo livello per questa iniziativa che ha attraversato le scienze, la medicina, il giornalismo scientifico e la tecnica cinematografica. I ragazzi hanno anche sperimentato professionalmente regia, montaggio e divulgazione. La speciale rete di relazioni che lega Villa Sora al territorio ha permesso ancora una volta un lavoro scolastico di ampio respiro.

Gli studenti  dello storico liceo classico di Frascati hanno avuto un’occasione di crescita umana importante ed hanno non solo conosciuto ma anche compreso dal profondo il vissuto delle malattie rare.  Il tutto è ancora una volta racchiuso nelle parole della giovane Martina: “Alcuni vedono la sindrome come una compagna di stanza indesiderata, altri ancora come un’intrusa, che per anni è rimasta nascosta, studiando le tue debolezze per poi attaccare, una traditrice. La convivenza è una sorta di battaglia campale in cui la vittima ed il carnefice cercano di distruggersi a vicenda nei momenti di fragilità. E per quanto sia difficile, Lei sarà sempre lì, arrendersi non è la soluzione, lottare e sconfiggere la paura del dolore è la chiave”.  Le relazioni umane profonde e la fede sono armi impareggiabili e questa coscienza emerge con una energia penetrante e ricca di vita dal documentario  dei giovani allievi di Villa Sora. Ad accompagnare i ragazzi in questa esperienza scientifica ed educativa sono stati sopratutto Daniele Barillà, docente del liceo nonché di Cinematografia Digitale all’università di Tor Vergata e la prof.ssa Francesca Mastrangeli (docente di scienze naturali), con il coordinamento dei vicepresidi. A settembre la presentazione ufficiale per il pubblico con un evento speciale dedicato.

Il nostro giornale scolastico, L’Eco di Villa Sora, il 29 settembre 2018:

Villa Sora: una missione che pone al centro lo studente

Giornata a doppia intensità quella vissuta a “Villa Sora” la scorsa domenica 23 settembre.

Nella Messa domenicale celebrata dal Direttore, Don Marco Aspettati, i docenti e il personale Ata hanno ricevuto il mandato per il corrente anno scolastico, alla presenza di famiglie e studenti.

“Io sono una missione”, tema pastorale dell’anno, è stato il mandato consegnato a tutta la comunità. L’espressione è tratta da Papa Francesco, che nell’Evangelii Gaudium al 273 scrive: «La missione al cuore del popolo non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, non è un’appendice, o un momento tra i tanti dell’esistenza. È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere se stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare. Lì si rivela l’infermiera nell’animo, il maestro nell’animo, il politico nell’animo, quelli che hanno deciso nel profondo di essere con gli altri e per gli altri. Tuttavia, se uno divide da una parte il suo dovere e dall’altra la propria vita privata, tutto diventa grigio e andrà continuamente cercando riconoscimenti o difendendo le proprie esigenze. Smetterà di essere popolo». Su questo proposito salesiani, docenti e personale ata orienteranno i loro passi nell’accompagnare gli studenti nel loro percorso didattico e personale.

Nel pomeriggio nel teatro dell’istituto è stato presentato il documentario realizzato dagli studenti dell’attuale quarto classico per un progetto di alternanza scuola lavoro.  La presenza di una studentessa con la sindrome di Elhers Danlos è stata una ricchezza per la classe che ha vissuto, guidata dal professor Barillà e la prof.ssa Mastrangeli,  un’esperienza di forte sensibilizzazione sul tema dell’inclusione, che ha consentito di cogliere la ricchezza del contatto con un’esperienza di diversità.

“La Rara bellezza” è un progetto di Alternanza scuola lavoro che ha ottenuto risultati eccellenti, premiato fuori concorso dal Catone Film festival, riuscito anche grazie alla spontanea collaborazione di professionisti. Obiettivo principale è stato realizzare un messaggio forte su come la diversità non debba configurarsi come una condizione di esclusione, ma possa essere una ricchezza da condividere.
Le giornalista Sabrina Parisi ha intrecciato un vivace dialogo tra il pubblico presente in sala, gli studenti e i professionisti intervenuti. Sono state illustrate tutte le fasi della progettazione del documentario: dalle riprese, alla stesura dei testi, alle interviste. Appassionati e coinvolgenti gli interventi degli ospiti da Giancarlo Severi, socio dell’associazione Pharmaforesyka, che ha sostenuto l’iniziativa cogliendo la sfida d’un tema così delicato quale quello di una malattia genetica. Così Gennaro Cirillo, ex campione olimpico, che ha appassionato gli studenti in sala presentando il lato resiliente dello sport, citando alcune discipline che consentono di abbattere le barriere di alcune  disabilità. A concludere il prof. Alessandro Bellia, responsabile del servizio scuola in ospedale del Miur, con il suo intervento ha presentato una delle eccellenze del servizio d’istruzione italiano, in crescita per altri settori ma già da molti anni attivo per assicurare a studenti costretti in ospedale uno dei diritti costituzionali: il diritto all’istruzione. Ma l’intervento più coinvolgente e appassionato ha visto come protagoniste Martina, Vanessa e Giorgia le tre ragazze affette dalla sindrome Elhers Danlos. Tre ragazze, tre storie di limiti dovuti ad un corpo che non corrisponde alle energie della loro età, tre esempi di caparbietà, di volontà di superare i limiti e trovare una strada anche se non si vede già tracciata.

L’istituto Don Bosco Ranchibile di Palermo sul “Giornale di Sicilia” per le attività svolte a scuola

Riportiamo un articolo uscito sul Giornale di Sicilia il 22 novembre, nell’inserto GDScuola, sulle attività svolte dall’Istituto Don Bosco – Ranchibile di Palermo.

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Legalità ed inclusione, viaggi all’insegna della conoscenza, robotica e rispetto della natura. Sono soltanto alcune della attività svolte dall’Istituto Don Bosco – Ranchibile e dall’Istituto Comprensivo Antonio Ugo di Palermo e riportate da GDScuola di oggi, l’inserto del Giornale di Sicilia dedicato al mondo della scuola, pubblicato ogni giovedì.

“La diversità ci rende unici” recita la scritta nel murale sulla facciata che accoglie docenti, alunni, genitori e personale dell’istituto comprensivo Antonio Ugo. Un concetto diventato logo delle scuole-polo per l’inclusione, di cui l’istituto del quartiere Noce-Zisa è capofila regionale. Nella scuola, che conta 760 iscritti, c’è una forte presenza di alunni originari dello Sri Lanka e del Bangladesh.

Non solo integrazione e due studenti spiegano perché la famiglia ha deciso di iscriverli in questo Istituto. “Quando frequentavamo la scuola primaria abbiamo avuto la possibilità di visitare l’Istituto Antonio Ugo e di partecipare al progetto “Code Point” così abbiamo conosciuto la metodologia del coding, uno strumento efficace e divertente per sviluppare il pensiero computazionale. Ogni anno – raccontano – tutta la scuola partecipa alla “Code Week EU”, la settimana europea della programmazione, ovvero un’iniziativa che mira a portare la programmazione e l’alfabetizzazione digitale a tutti in modo divertente e coinvolgente”.

Multiculturalità, apertura e dialogo con Paesi vicini o lontani, a cominciare dal mondo arabo. È l’approccio adottato dall’Istituto Don Bosco, soprattutto nei tre licei, e in particolare in quello delle Scienze umane a indirizzo economico-sociale, nato lo scorso anno, proprio con una vocazione internazionale.

E imparare è anche divertirsi ed è quello che fanno gli studenti del Don Bosco con la super moderna “aula di robotica educativa”. Inaugurata a gennaio scorso, con il taglio del nastro del rettore dell’Università, è il luogo scolastico ideale, il sogno di tutti i ragazzi. Una sala all’avanguardia, dotata di numerosi kit di robotica, dove si inventa, si costruisce e ovviamente si impara, naturalmente.

 

Cnos Scuola e Cnos FAP al Job&Orienta di Verona

Giunto alla 29esima edizione JOB&Orienta è il più grande salone nazionale dell’orientamento, scuola, formazione e lavoro. La mostra-convegno si pone come luogo d’incontro privilegiato tra il visitatore e il mondo del lavoro, della scuola e della formazione, con informazioni ed eventi utili all’orientamento dei giovani.
Il Salone prevede un fitto calendario di appuntamenti culturali tra convegni e dibattiti, incontri e seminari, alla presenza di autorevoli esponenti del mondo dell’economia, della politica e dell’imprenditoria, destinati sia agli addetti ai lavori che ai giovani e alle famiglie. Non mancano, inoltre, laboratorispettacoli e vivaci momenti di animazione per coinvolgere attivamente i visitatori.

La rassegna espositiva si sviluppa nel padiglione 6 e nel padiglione 7: il pad. 6 è dedicato al mondo dell’istruzione, educazione, scuola, formazione docenti, mobilità internazionale e turismo scolastico e il pad. 7 è riservato  a università, accademie, formazione professionale e lavoro. Per organizzare al meglio la tua visita scegli i percorsi espositivi più adatti a te.

In ogni area, il profilo JOBInternational segnala le realtà italiane e straniere che promuovono la mobilità internazionale per lo studio, la formazione e il lavoro, mentre il profilo JOBinGreen mette in evidenza gli espositori che si adoperano per perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Infine, il profilo CreativityJOB valorizza le eccellenze del Made in Italy.

Osservazioni sul DL 126/2019 (cd “salvaprecari”): AGeSC, CdO Opere educative, CNOS/Scuola, CIOFS scuola, FAES, FIDAE, FISM

Si riceve e si inoltra il comunicato stampa dell’AGeSC, CdO Opere educative, CNOS/Scuola, CIOFS scuola, FAES, FIDAE, FISM con le osservazioni relative al DL 126/2019 (cd “salvaprecari”) e all’avvio dell’iter parlamentare di conversione in legge dello stesso decreto.

AGeSC, CdO Opere educative, CNOS/Scuola, CIOFS scuola, FAES, FIDAE, FISM

COMUNICATO STAMPA 6 novembre 2019

Alla luce delle previsioni del DL 126/2019 (cd “salvaprecari”) e dell’avvio dell’iter parlamentare di conversione in legge dello stesso decreto, ritenendo significativa l’intervenuta apertura ai docenti “precari” delle paritarie e ritenendo che si possano fare ulteriori passi avanti, formuliamo alcune osservazioni/richieste.

1) In primo luogo chiediamo che il “concorso ordinario” per i docenti della scuola secondaria di cui al d.lgs. n. 59/2017 (capo II e art. 17), concorso che ha anche valenza abilitante, venga bandito immediatamente. Il recente D.L. n. 126/2019 all’art. 1 prevede che le due procedure (ordinaria e straordinaria) vengano bandite contestualmente entro il 2019. Mentre sulla procedura straordinaria (oggetto del DL) nei prossimi giorni dovranno pronunciarsi sia la Camera sia il Senato (il DL va convertito in legge entro il 30/12/2019), sulla procedura ordinaria il Miur potrebbe sin da ora procedere all’indizione del relativo bando (al fine di ottemperare realmente all’impegno preso di bandirlo entro il 2019). Poiché anche tale procedura concorsuale prevede una possibilità abilitante, ed è aperta a tutti i docenti in possesso dei necessari titoli di studio, come scuole paritarie chiediamo che al più presto venga data ai giovani laureati la possibilità di abilitarsi in base a quelle che sono le norme attuali (d.lgs. n. 59/2017 come modificato dalla legge di bilancio 2019). 

2) Sul D.L. n. 126/2019 chiediamo che: – per i docenti con tre anni di servizio nelle paritarie (art. 1 comma 7) sia previsto come necessario il superamento di una sola prova concorsuale (non di due prove, come attualmente previsto ex art.1 comma 9 lettera d) e comma 13 lettera c) ); – sia precisato che tali docenti, nell’anno scolastico in corso al momento della prova, possano essere titolari di un contratto di lavoro a tempo determinato o anche indeterminato (vi sono docenti infatti non abilitati che, viste le norme sul lavoro, sono stati assunti a tempo indeterminato ancorché ancora non abilitati); – venga valutato, al pari di quello prestato presso Istituti Statali e/o paritari anche il servizio svolto presso i centri di formazione professionale, limitatamente ai corsi accreditati dalle Regioni per garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione (tale equiparazione è già stata effettuata in relazione alle graduatorie di terza fascia del personale docente e a precedenti bandi TFA/PAS). 

3) La recente legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2018) ha modificato il d.lgs. n. 59/2017 (sul sistema di formazione iniziale e reclutamento dei docenti). 

In base al riformato art. 5 di tale norma, per partecipare ai concorsi per la assunzione a tempo indeterminato nei ruoli statali i docenti della scuola secondaria devono: 

– essere abilitati, oppure – essere in possesso, congiuntamente, della laurea magistrale, coerente con la classe di concorso richiesta, e di 24 crediti formativi universitari (CFU) nelle discipline psico-pedagogico-didattiche. I vincitori del concorso statale, nel primo anno, devono sostenere e superare un percorso di formazione iniziale e prova (per la conferma in ruolo). Chiediamo che con norma primaria venga riconosciuta formalmente alle scuole secondarie paritarie, ai fini del rispetto dei requisiti richiesti dalla Legge 62/2000, la possibilità di utilizzare (oltre ai docenti abilitati) anche docenti in possesso dei titoli di studio (laurea magistrale e 24 CFU) richiesti oggi dalle norme sopra riportate per poter accedere al concorso per l’assunzione a tempo indeterminato nei ruoli statali. 

4) Il decreto dignità ha ristretto notevolmente la possibilità di ricorrere ai rapporti di lavoro a tempo determinato. Questo sta comportando gravi problemi per il mondo della scuola (anche per il mancato avvio da parte del Miur di adeguate procedure abilitanti e di specializzazione sul sostegno). Chiediamo di prevedere, in norma primaria, la possibilità che i CCNL del settore scuola disciplinino i casi in cui si possa derogare alle regole ordinarie in materia di ricorso ai contratti a termine (in particolare per la assunzione di personale di scuola secondaria non abilitato e di docenti di sostegno non specializzati). 

Roma, 6 novembre 2019 

Giancarlo Frare – Presidente AGeSC
Marco Masi – Presidente CdO Opere Educative
Pietro Mellano – Presidente CNOS Scuola
Marilisa Miotti – Presidente CIOFS scuola
Giovanni Sanfilippo – Delegato per le Relazioni Istituzionali FAES
Virginia Kaladich – Presidente FIDAE
Luigi Morgano – Segretario Nazionale FISM 

Sicilia, gemellaggio delle scuole salesiana con la Cina

Dal notiziario dell’Ispettoria Sicula

Si è conclusa, qualche giorno fa, l’esperienza di gemellaggio che ha portato 22 giovani studenti delle scuole salesiane di Sicilia, Don Bosco Ranchibile di Palermo (per la seconda volta) e San Francesco di Sales di Catania, in Cina, accompagnati dai due animatori pastorali don Arnaldo Riggi e don Paolo Fichera e dalla prof.ssa Cinzia Pennino: due settimane, dall’8 al 23 ottobre, cariche di un’esperienza arricchente tra le città della provincia cinese dello Jiangsu e Shangai.

Nella prima settimana gli studenti hanno vissuto in famiglie cinesi di studenti coetanei della Middle High School di Haimen, che hanno aderito allo scambio interculturale. I ragazzi hanno così potuto vivere la quotidianità della famiglia cinese e dei loro coetanei, apprezzandone le differenze culturali soprattutto a tavola, abbandonando forchette e coltelli e abituandosi all’uso delle bacchette che alla moltitudine dei piatti tipici dai sapori molto diversi dalla cucina mediterranea; ma ciò che è più importante hanno potuto sperimentare l’affetto e l’ospitalità genuina delle famiglie cinesi, che hanno aperto loro le case mostrando come si vive, si studia, si lavora e ci si diverte in Cina.

Ricchi di tale esperienza,  la seconda settimana è trascorsa tra le città più importanti della provincia, ammirando le bellezze che la Cina ha da offrire. Nanchino e Hangzhou, ex capitali dell’impero cinese, ricche di storia e di paesaggi incantevoli fatti di parchi e grandi laghi; Wuxi e il suo imponente Budda incastonato in un grande parco celebrativo e luogo di culto; e, infine, Shangai con i suo 25 milioni di abitanti e i suoi maestosi grattacieli, il più riconoscibile dei quali è la “perla d’oriente”, la torre di 390 metri. Splendida la serata passata sul battello, ammirando uno dei uno dei panorami moderni più belli e imponenti del mondo.

Questa bella esperienza ha dato la possibilità agli studenti di conoscere e sperimentare una cultura tanto differente dalla propria, arricchendosi e maturando un’ottima capacità di adattamento; inoltre hanno stretto nuove relazioni, sperimentando diversi modi di vivere e osservando un paese in continua evoluzione ed espansione economica.

I ragazzi sono tornati a casa di certo soddisfatti per l’esperienza e con un bagaglio culturale e umano di certo più arricchito, in attesa di Luglio 2020, quando i loro “gemelli Cinesi” verranno in Sicilia e potranno così ricambiare l’ospitalità ricevuta.

Scuola, comunicato stampa sul decreto legge “Salva precari”

Riportiamo il comunicato stampa sul decreto legge “salva precari” a firma di:
GIANCARLO FRARE – Presidente AGeSC
MARCO MASI – Presidente CdO Opere Educative
PIETRO MELLANO – Presidente CNOS Scuola
MARILISA MIOTTI – Presidente CIOFS scuola
GIOVANNI SANFILIPPO – Delegato per le Relazioni Istituzionali FAES
VIRGINIA KALADICH – Presidente FIDAE
LUIGI MORGANO – Segretario Nazionale FISM

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Il decreto-legge salva precari, approvato il 10 ottobre, autorizza il Miur a bandire un concorso straordinario abilitante per l’assunzione di 24.000 docenti nella scuola secondaria statale di I e II
grado per l’anno scolastico 2020/2021. Nonostante le ben note necessità delle scuole paritarie, che la legge 62/2000 obbliga ad avvalersi di docenti abilitati (pena la chiusura), riconosciute anche nel testo dell’intesa firmata lo scorso 11 giugno dal precedente Governo, lo Stato, cui spetta il diritto-dovere di abilitare i docenti, ha deciso di non includere nel concorso i docenti non abilitati che insegnano nelle paritarie. Ribadiamo: non se ne comprendono le ragioni!

Tale scelta, che contrasta palesemente con i principi e le finalità della succitata Legge di Parità scolastica, parrebbe manifestare una deliberata volontà di danneggiare il comparto delle scuole non statali, rendendo ancora più difficoltosa la possibilità per le famiglie di esercitare la libertà di educazione già prevista dalla nostra Costituzione. Va a ledere, inoltre, i diritti dei lavoratori delle scuole paritarie, che risultano pesantemente discriminati rispetto ai colleghi delle scuole statali. Non capiamo per quale ragione, i tanti giovani insegnanti che con grande entusiasmo e passione si
stanno dedicando alla formazione delle nuove generazioni nelle scuole paritarie, debbano essere considerati (in barba alla definizione “paritaria”) lavoratori di serie B! Eppure essi rappresentano una straordinaria risorsa per l’intera scuola italiana e per il Paese.

Le scriventi associazioni chiedono pertanto al Ministro Fioramonti che sia urgentemente convocato un tavolo di confronto sul tema, che permetta di chiarire le ragioni di tale gravissima esclusione e di cercare soluzioni condivise, per il bene dei lavoratori, degli alunni, delle loro famiglie e dell’intero sistema di istruzione nazionale.

Roma, 15 ottobre 2019

 

Salesiani Lombardia-Emilia: gli studenti intervistano il Prefetto di Brescia, ex allievo di Messina

Nell’Ispettoria Lombardo-Emiliana, per il progetto di alternanza scuola-lavoro, si svolge un corso di comunicazione sociale durante il quale gli studenti intervistano dei personaggi.
Riportiamo qui l’intervista fatta al Prefetto di Brescia, Attilio Visconti, ex allievo della scuola salesiana di Messina.

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Oggi abbiamo avuto modo di intervistare il prefetto di Brescia sig. Attilio Visconti, chiedendogli del suo passato salesiano e del rapporto che è rimasto tra lui e l’Istituto di Don Bosco.

D: Quali furono le motivazioni che la spinsero, all’epoca, a frequentare una scuola Salesiana?

R: Le ragioni sono legate al fatto che, essendo figlio di un Generale dei Carabinieri, mio papà fu trasferito da Roma a Messina e preferì consigliarmi la frequentazione della scuola Salesiana sul fermo convincimento che mi avrebbe aiutato moltissimo ad inserirmi nella nuova realtà. Credo che tale consiglio paterno fosse legato al fatto che mio padre visse per oltre 30 anni a Torino e conoscesse bene la realtà Salesiana e la sua vicinanza al mondo giovanile

D: Quale fu la prima impressione di quella realtà per lei che proveniva da una frequentazione scolastica diversa e per giunta da una metropoli come Roma?

R: Fui immediatamente colpito dal grande affiatamento che notai tra i miei nuovi compagni che non era esclusivo, o meglio respingente, ma che suonava come un invito di gruppo ad entrare a far parte di quella realtà senza alcun timore o timidezza. Insomma, mi sentii subito a mio agio nell’Istituto.

D: Ma con il passare dei mesi ha confermato queste sensazioni iniziali e, sopratutto, quale altra considerazione ha potuto aggiungere a supporto della sua scelta di frequentare un Istituto Salesiano?

R: Tre cose, mi ricordo, mi segnarono nei primi mesi di frequentazione e che porto sempre con me e che fanno parte del mio “zaino della vita” tra le cose care. La prima: i dieci minuti di preghiera mattutina nella Chiesa dell’Istituto S.Luigi di Messina insieme a tutti gli studenti di tutte le classi. Sembra poco ma, oltre a ricevere un beneficio morale che ti accompagnava per tutta la giornata ed a cui con il tempo ho attribuito un altissimo valore, era un modo per stare tutti assieme, studenti di tutte le età accomunati da un gesto comune, la preghiera, dopo la quale eravamo davvero tutti uguali.

La seconda: i miei insegnanti che, diversamente da quelli romani erano a nostra disposizione tutto il giorno; in qualsiasi momento erano presente fisicamente e professionalmente, partecipi direttamente delle nostre difficoltà come delle guide di riferimento nel difficile viaggio dell’apprendimento e della maturazione. Una sicurezza che ancora oggi rimpiango.

Infine la terza: lo sport, o meglio, il calcio, per me lo sport degli sport, che nel campo dell’Istituto S.Luigi ci vede protagonisti in appassionanti tornei, in allenamenti pomeridiani, nell’organizzazione di “sfide” accesissime ma parimenti corrette tra le varie classi. Il calcio rappresentò in quel periodo della mia vita, lo sfogo ideale dopo lo studio; l’occasione per cementare amicizie che a distanza di 40 anni sono ancora fortissime; il collante tra me, appena arrivato, e chi c’era prime di me creando in pochissimo tempo uno spirito di appartenenza che è quotidianamente vivo e di cui vado orgoglioso.

D: In conclusione consiglierebbe ai giovani questa scelta?

R: L’ho fatto. L’ho fatto con mio figlio che purtroppo, come me, ha dovuto “subire” le conseguenze della mia professione che mi vede girare per l’Italia, come era per mio padre. Gli ho raccontato delle mie esperienze e dell’aiuto morale e materiale che i “ragazzi di Don Giovanni Bosco” mi avevano dato e di come i dispiaceri per aver lasciato un ambiente nel quale ero già inseritissimo erano stati velocemente confortati da un ambiente accogliente, leale, spontaneo e sincero in ogni manifestazione. E tutto ciò a beneficio della mia crescita e della mia maturazione. Oggi, a distanza di 40, e con un mondo radicalmente mutato, credo con ancora più forza che questa scelta sia la più corretta, poiché gli Istituti Salesiani sono davvero in grado di garantire la formazione di un giovane in una società multietnica, inclusiva, fondata sulle pubbliche relazioni e bisognosa della riscoperta di valori fondanti quali l’amore per il prossimo, il culto della famiglia come cellula base della società, l’apprendimento che si traduce in istruzione e cultura, la cura del fisico a sostegno della mente votato al bene della solidarietà.

Queste le parole del Prefetto Attilio Visconti, che si sono rivelate molto positive e gentili nei confronti dell’Istituto Salesiano, in cui spera che anche il proprio figlio Antonio possa collezionare bei ricordi ed esperienze.

CNOS Scuola, firmato l’appello al Miur per l’abilitazione degli insegnanti delle scuole paritarie

Riportiamo il comunicato stampa del 2/10/2019 a firma di Virginia Kaladich – Presidente FIDAE;  Marco Masi – Presidente CdO Opere Educative;  Pietro Mellano – Presidente CNOS Scuola;  Marilisa Miotti – Presidente CIOFS scuola; Giovanni Sanfilippo – Delegato per le Relazioni Istituzionali FAES per chiedere l’abilitazione dei docenti che insegnano nelle scuole paritarie. 

Il 1° ottobre è stata stipulata una nuova intesa tra il Miur e le OOSS della scuola in materia di reclutamento e abilitazione del personale docente. A differenza di quanto previsto nell’analoga intesa stipulata l’11 giugno scorso, il nuovo accordo esclude i docenti “precari” che insegnano nelle paritarie dalla partecipazione alle procedure riservate di abilitazione.

È una esclusione particolarmente grave, dato che l’esigenza è stata esplicitamente posta più volte e non se ne comprendono le ragioni. Siccome il sistema ordinario (“concorso pubblico” con valore anche abilitante previsto dalla legge 145/2018) non viene avviato, perché le OOSS vogliono che parta prima la procedura riservata ai precari, chiediamo che a tale procedura possano partecipare anche i docenti non abilitati che insegnano nelle paritarie. Negli ultimi 10 anni infatti di tutte le riforme approvate in materia (Tfa, Fit, concorsi abilitanti…) sono state applicate solo le fasi transitorie riservate ai precari. Nessuna riforma organica ha mai visto la luce. La norma vigente (legge 62/2000) obbliga le scuole paritarie ad utilizzare docenti abilitati, ma lo Stato, cui spetta il dovere/diritto di abilitare i docenti, non avvia i percorsi che possano permettere ai giovani laureati di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria.

Chiediamo pertanto che il Miur attivi al più presto i percorsi abilitanti ordinari e che Governo e Parlamento, nell’approvare le regole dei percorsi riservati (visto che occorre un Decreto Legge e che per la Costituzione lo stesso deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri e convertito dal Parlamento), prevedano l’accesso alle medesime anche ai docenti che lavorano nelle 2200 scuole secondarie paritarie. Ben venga, infine, un ripensamento organico dei percorsi strutturali di abilitazione (come auspica l’intesa firmata ieri) che permetta ai giovani laureati di sapere con certezza quali sono le strade da seguire per poter essere riconosciuti come docenti.

Progetto ecologia a Sesto San Giovanni: materiali compostabili nella mensa e borraccia di alluminio per l’acqua

A Sesto San Giovanni, alle Opere Sociali Don Bosco, con il nuovo anno scolastico è partito il “Progetto ecologia”.

Come attestano gli studiosi più insigni e come ci testimoniano nella pratica i cambiamenti climatici che riguardano ogni parte del Pianeta, la SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE è un argomento ormai ineludibile per i governi, le aziende, i singoli cittadini. La Chiesa Cattolica, con la sua Dottrina Sociale, è stata sempre in prima fila a sostenere e promuovere la salvaguardia del Creato.

Lo stesso Papa Francesco, col suo magistero, ricorda che: «La coscienza della gravità della crisi culturale ed ecologica deve tradursi in nuove abitudini […]. Nei Paesi che dovrebbero produrre i maggiori cambiamenti di abitudini di consumo, i giovani hanno una nuova sensibilità ecologica e uno spirito generoso, e alcuni di loro lottano in modo ammirevole per la difesa dell’ambiente, ma sono cresciuti in un contesto di altissimo consumo e di benessere che rende difficile la maturazione di altre abitudini. Per questo ci troviamo davanti ad una sfida educativa» (lettera enciclica, Laudato si’, 24 maggio 2015, n. 209).

I Salesiani, che, sull’esempio di San Giovanni Bosco, fanno della questione educativa il perno e il fine della propria missione apostolica, non possono esimersi dal raccogliere tale sfida, concretizzandola in iniziative che vedano i giovani come protagonisti. È così che all’interno delle Opere Sociali Don Bosco, è nato un progetto molto importante e significativo:

  • La borraccia in alluminio: all’ingresso del nuovo anno scolastico tutti gli allievi iscritti alle Opere Sociali Don Bosco, grazie anche al contributo di Genesi Ristorazione, riceveranno in omaggio una borraccia di 0,75 l in alluminio realizzata da A.p.E. Social Wear. L’invito rivolto ai ragazzi sarà quello di imparare a utilizzarla il più possibile per ridurre sino ad eliminare il consumo di plastica e di contenitori monouso;
  • La mensa con materiali compostabili: a partire da settembre gli allievi, i docenti e i dipendenti troveranno un nuovo gestore della mensa scolastica. Le Opere Sociali Don Bosco infatti hanno voluto compiere un importante passo stringendo un accordo con Genesi Ristorazione (www.genesiristorazione.it) che, oltre alla forte propensione alla qualità del servizio e del prodotto offerto, garantisce una fornitura di materiali interamente compostabili (non solo biodegradabili), in modo che i rifiuti possano in breve tempo (meno di tre mesi) tramutarsi in una risorsa (compost fertilizzante). In tal modo gli utenti della mensa, e in particolar modo i giovani, saranno sensibilizzati (anche tramite apposite comunicazioni e iniziative didattiche) a differenziare in modo utile e intelligente i rifiuti di ogni genere.
  • La felpa OSDB: infine, come ogni “college” che si rispetti, le Opere Sociali Don Bosco avranno la propria felpa: interamente di cotone organico, sarà realizzata da A.p.E. Social Wear (www.apesocialwear.com) brand di moda etica e sostenibile che, in ogni sua produzione, lancia messaggi positivi, ed ha una lunga esperienza di servizio della pastorale (oratori, parrocchie…) un po’ in tutta Italia. Un marchio che veste bene e fa del bene, favorendo l’occupazione di persone “svantaggiate” e riservando parte del proprio ricavato a iniziative di solidarietà e di beneficienza. La felpa sarà prenotabile e acquistabile nei canali e nelle modalità che saranno indicate sul sito www.salesianisesto.it Anche questo variegato progetto di attenzione all’ambiente attesta come le Opere Sociali Don Bosco (che hanno felicemente e recentemente varcato la soglia dei 70 anni) confermino di voler essere una “SCUOLA APERTA AL FUTURO PER LA CRESCITA DELLA PERSONA”!

Ispettoria Meridionale, l’ispettore don Angelo Santorsola dà il benvenuto agli studenti

San Giovanni Bosco ha sempre avuto a cuore l’educazione dei giovani: quella umana, spirituale e professionale. Una mente e un cuore istruiti sono in grado di decifrare i codici del mondo e di offrire ad esso una risposta adeguata, coerente e personale.  Il desiderio guida dell’agire della Congregazione Salesiana, ovvero preparare alla vita dei “buoni cristiani e onesti cittadini”, ancora oggi muove i suoi sistemi scolastici sempre di più inseriti nei contesti territoriale per rispondere propositivamente alle sfide socio-culturali e ai bisogni urgenti e mutevoli delle nuove generazioni. L’Ispettoria Salesiana Meridionale (IME), a tal proposito, dispone di tre Istituti scolastici paritari che ogni giorno, da tempo immemore, perpetuano lo stile pedagogico del santo fondatore nel Mezzogiorno italiano: l’Istituto “Sacro Cuore di Maria” a Caserta (Ce); l’Istituto “Sacro Cuore di Gesù” nel quartiere napoletano del Vomero (Na); l’Istituto “Beato Michele Rua” a Soverato (Cz). In rete con altre agenzie territoriali, questi Istituti paritari, offrono a tutti i ragazzi di età scolare la possibilità di scegliere un percorso formativo adeguato alle linee guida ministeriali nazionali.  L’offerta formativa è varia e si articola in:

  • Scuola Primaria e Secondaria di I°grado;
  • Liceo Classico;
  • Liceo Scientifico;  
  • Liceo Scientifico Sportivo;  
  • Istituto Tecnico-Commerciale.

A ciascun percorso formativo si affianca la possibilità di fare esperienza di scuola “integrale”, vissuta cioè a 360°, in cui al centro vi è non solo il sapere ma anche e soprattutto la scoperta del sé e la cura delle relazioni, nonché una libera educazione alla fede. È scuola viva e vivace questa salesiana, in cui le attività curricolari di studio ed extra-curricolari sportive, informatiche, linguistiche, di volontariato sociale, di scambi culturali, si intrecciano in percorsi ponderati e “cuciti” su misura. Al ritorno tra i banchi, i dati di monitoraggio del nuovo anno scolastico 2019/2020 parlano chiaro:

  • 1.110 alunni iscritti nei tre Istituti;
  • 109 docenti salesiani in servizio.

Sono numeri che dimostrano quanto oggi le famiglie continuino a desiderare il meglio per la formazione dei loro figli, prediligendo l’approccio pedagogico di don Bosco che è attento, mediante un corpo docenti in primis educatore e poi dispensatore di conoscenza, allo sviluppo sinergico delle capacità razionali (“la ragione”), affettive (“l’amorevolezza”) e spirituali (“la religione”). Alla vigilia della prima campanella dell’anno scolastico, un pensiero augurale di “buon inizio” giunge dall’Ispettore Don Angelo Santorsola, l’attuale “don Bosco del sud”. Ha sempre a cuore le realtà scolastiche Ispettoriali e oggi vuole farsi vicino a tutti gli alunni con queste parole incoraggianti (guarda il contenuto completo nel video in basso):

“Benvenuti a Casa!” Si, amici miei, perché la Scuola salesiana, la scuola di don Bosco, vuole essere innanzitutto una casa dove tutti si sentano accolti e dove il calore dello stile di famiglia possa aiutare a vivere lo studio come piacere per crescere culturalmente e dove le relazioni umane abilitino a fare dell’ordinario quotidiano qualcosa di straordinario! Allora…benvenuti a casa!”