Incontro degli incaricati dei prenoviziati salesiani d’Europa

Giovedì 17 ottobre, a Roma, si è svolto l’incontro degli incaricati dei prenoviziati salesiani d’Europa. Tra i partecipanti dell’Ispettoria del Piemonte e Valle d’Aosta, don Fabiano Gheller, Incaricato dell’Animazione Vocazionale ICP.

L’incontro con gli incaricati dei prenoviziati salesiani d’Europa è stata un’occasione ricca di confronto per scambiare buone prassi, valutare gli itinerari comuni e rifocalizzare insieme le mete che questo cammino richiede oggi più che un tempo. Un ricco confronto con i maestri per vedere come arrivano in noviziato e l’opportunità di alcuni percorsi che vengono attuati nel nelle singole ispettorie lungo i mesi del prenoviziato. È stata in fine una buona occasione per valutare insieme l’esperienza estiva dei prenovizi europei che per la prima volta si è svolta dal 1- 16 agosto al Colle Don Bosco per vedere come sia un’esperienza valida nelle sue opportunità.

(Don Fabiano Gheller)

Pastorale Giovanile ILE: iniziata la Scuola di Formazione degli Animatori

Si riporta di seguito l’articolo gentilmente fornito alla nostra Redazione da parte del Delegato della Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Lombardo – Emiliana (ILE), don Paolo Caiani, in merito al debutto della Scuola di Formazione degli Animatori MGS dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice delle Regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino.

SFA – Scuola Formazione Animatori

Sabato 19 e Domenica 20 ottobre si è dato il via alla Scuola Formazione Animatori 2019-2020 dei Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice delle regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino. Buona la partenza con tanto entusiasmo sulla sede di Sesto San Giovanni (MI). Ora aspettiamo il secondo Week end di novembre per accogliere i giovani e i ragazzi a Bologna.

La Scuola Formazione Animatori (SFA) è un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di fornire ai giovani delle realtà salesiane l’opportunità di un percorso formativo capace di lavorare in continuità tra il livello locale e quello ispettoriale. Offre inoltre un cammino che si configura sempre più come Scuola di Formazione di Vita Cristiana nello stile tipicamente salesiano dell’apostolato giovanile. 

Tutto questo nel rispetto dell’interpretazione che si fa del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), vale a dire favorendo il coordinamento tra le dimensioni che lo compongono: Formazione Animatori, Animazione Vocazionale e Animazione Missionaria.

STRUTTURA

La proposta della SFA è di tre weekend all’anno e si svolge su due sedi: Sesto San Giovanni per i giovani di Lombardia e Svizzera e Bologna per i giovani dell’Emilia Romagna e San Marino.

Questo percorso è rivolto ai giovani dalla seconda alla quinta superiore e si struttura su quattro anni: il primo biennio propone laboratori più pratici con lo scopo di acquisire strumenti necessari per l’animazione; il secondo biennio propone invece laboratori focalizzati maggiormente sul percorso di Fede e vita cristiana di ogni singolo ragazzo, concludendosi con la stesura della Regola di Vita. 

Il termine dei due bienni è rappresentato dai riti di passaggio: consegna della Polo MGS a chi ha concluso il secondo anno SFA e consegna della Felpa MGS e dell’attestato a chi ha concluso il quarto anno SFA. Durante il secondo e il quarto anno SFA i ragazzi sono anche chiamati a svolgere un tirocinio pratico che permette loro di mettere in pratica, nelle loro realtà locali, quanto appreso.

Durante il weekend ogni gruppo svolge diversi laboratori preparati e gestiti dai formatori: SDB, FMA, Giovani e Adulti che per significatività e capacità sono ritenuti capaci di trasmettere i contenuti del laboratorio attraverso forme di coinvolgimento che stimolano la partecipazione attiva degli animatori. 

Altre figure educative presenti con il compito di accompagnare ed essere di riferimento per i ragazzi sono gli accompagnatori e i membri delle Equipe. 

Gli accompagnatori svolgono il ruolo di continuità e accompagnamento degli animatori tra il livello locale e quello ispettoriale, ad esempio stando con loro nei laboratori e nei momenti di gioco.

L’équipe è riferimento per gli animatori che nella stessa sede (Sesto San Giovanni o Bologna) vivono lo stesso anno di SFA. È formata da SDB, FMA e giovani e ha il compito di animare il gruppo affidatole nei momenti specifici all’inizio e alla fine di ogni weekend e di garantire continuità tra i vari laboratori, mettendo in luce l’obiettivo conclusivo di ognuno dei quattro anni SFA. 

OBIETTIVI

Gli obiettivi principali della SFA sono quelli di educare alla Fede cristiana tramite la cura della liturgia e della preghiera, che vuole essere orientata ad esplicitare gli elementi della Spiritualità giovanile Salesiana (SGS), e di formare animatori salesiani capaci di stimolare ed essere di esempio per gli animatori della propria realtà locale. 

Nella SFA si sono identificati quattro temi trasversali che contestualizzano e sintetizzano l’anno di cammino: 

  • I anno: SCELTA. L’animazione è una scelta e una risposta ad una proposta. Diventare animatore non è un passaggio scontato o d’obbligo, ma una scelta che si inserisce in un percorso aperto ad una progressione ed in continuità con il cammino vocazionale personale. 
  • II anno: SPIRITO SALESIANO 

Il secondo anno approfondisce l’identità e le motivazioni dell’animatore salesiano trovando le radici nella storia dell’oratorio di Valdocco e si ispirano a don Bosco. 

  • III anno: RESPONSABILITÀ 

Il servizio ai più piccoli richiama fortemente il tema della responsabilità, intesa come una qualità da sviluppare per essere dei buoni cristiani e onesti cittadini. 

  • IV anno: VOCAZIONE 

L’esperienza del dedicarsi agli altri suscita domande importanti per la propria vita a cui è necessario dedicare tempo e possibilità di confronto.

PRESENZE

Dal 2009 al 2019, 5797 giovani (3865 a Sesto San Giovanni e 1950 a Bologna) hanno partecipato alla Scuola Formazione Animatori, di cui:

  • I anno: 2584 (1757 a Sesto e 827 a Bologna)
  • II anno: 1593 (1064 a Sesto e 529 a Bologna)
  • III anno: 965 (624 a Sesto e 341 a Bologna)
  • IV anno: 655 (420 a Sesto e 235 a Bologna)

RIFLESSIONI

La SFA risulta essere un’occasione positiva sia per i ragazzi che per le realtà locali, nonostante duri da 20 anno e le generazioni siano cambiate. 

I ragazzi infatti, oltre ad acquisire competenze utili al loro essere animatori, possono confrontarsi con coetanei di diverse realtà territoriali e approfondire il loro cammino di Fede arrivando, a conclusione del percorso, a scrivere la Regola di Vita che diventa base e punto di partenza per vivere la propria vita alla luce del Vangelo. 

Il confronto con ragazzi di altre realtà e la possibilità di costruire con questi relazioni autentiche è di grande ricchezza e può giovare alla crescita personale di ognuno.

Investendo in questo percorso, le realtà locali godono di una formazione più ampia per i ragazzi che vi partecipano i quali possono poi diventare esempio per i coetanei e figure di riferimento per i più piccoli. 

Tutto ciò è sostenuto dal carisma di Don Bosco che ancora oggi testimonia che “L’educazione è cosa del Cuore”.

Martina Aragosti

Alessandra Dell’Oglio

Segretarie MGS della ILE

Ispettoria Meridionale, i cammini vocazionali 2020

Dall’Ispettoria Meridionale arriva il calendario dei cammini vocazionali a cura dell’Animatore Vocazionale Ispettoriale, don Federico Mingrone.

Cari confratelli, sono da poco rientrato da Torino dove, con l’Ispettore, il Delegato di PG, il nostro Animatore Missionario e alcuni giovani della nostra Ispettoria, abbiamo partecipato all’Harambèe 2019. Ho avuto modo di constatare in questi giorni come VOCAZIONE e MISSIONE sono davvero due elementi inscindibili dell’unica chiamata. Ho pregato per tutte le comunità della nostra Ispettoria.

Vi immagino ormai alle prese con l’avvio del nuovo anno pastorale e mi permetto di ricordarvi di inserire nelle vostre programmazioni gli appuntamenti regionali e ispettoriali riguardanti l’ANIMAZIONE VOCAZIONALE.


 GR ADO e GxG (regionali)

Gr ADO: un percorso dove i ragazzi del biennio di scuola superiore sperimentano che Gesù può essere incontrato nelle situazioni più quotidiane: lo studio, il gioco, il servizio, l’amicizia, la famiglia. Vengono guidati a costruire una relazione più solida e personale con Dio attraverso la riflessione, i sacramenti, la preghiera, la conoscenza di sé, le relazioni.
 
GXG: un percorso per i ragazzi del triennio di scuola superiore, adatto a chi vuole approfondire la propria appartenenza alla Chiesa con lo stile salesiano. I giovani “incontreranno” testimoni e si confrontano con i membri dell’equipe nel dialogo personale. Fanno esperienza della vita nella Chiesa, per comprendere come essere protagonisti del proprio futuro 

IL CALENDARIO: 17 novembre 2019; 19 gennaio 2020


GR DISCERNIMENTO (ispettoriali)

Un percorso spirituale per giovani esigenti che offre gli strumenti per un serio discernimento sul proprio futuro. Vengono dati ai giovani elementi per consolidare il loro cammino di vita cristiana.

IL CALENDARIO coincide con alcuni appuntamenti ispettoriali già in calendario: 13-15 dicembre 2019 (Avvento Giovani); 5-8 aprile 2020 (Quaresima Giovani); 22-26 agosto 2020 (Campo Biblico).


 GR SCELTA

Un percorso per giovani intenzionati ad un confronto più diretto e stringente con la specifica vocazione alla vita consacrata salesiana. I giovani sono avviati ad un atteggiamento di ascolto della “voce di Dio” nel quotidiano. Hanno così la possibilità di operare una scelta maggiormente consapevole del sogno del Signore sulla loro esistenza.

IL CALENDARIO: 11-13 ottobre 2019; 15-17 novembre 2019; 13-15 dicembre 2019 (Avvento Giovani); 17-19 gennaio 2020; 21-23 febbraio 2020; 13-15 marzo 2020; 5-8 aprile 2020 (Quaresima Giovani); 15-17 maggio 2020; 1 agosto-4 settembre 2020 (Campo Discernimento).


Fermo la mia attenzione sui Gr Scelta che saranno i primi ad avere inizio a metà ottobre. Il tema scelto ovviamente segue la proposta pastorale di questo anno e il titolo scelto è:

 Le Beatitudini… VOCAZIONE alla Santità #lìdovesei

Durante i weekend a partire dalla lectio divina richiameremo una Beatitudine che nella giornata successiva si proverà a concretizzare attraverso una esperienza/testimonianza di servizio e concluderemo la domenica mattina con un testimone salesiano della beatitudine. Chiediamo al Signore nella preghiera che susciti ancora vocazioni nei nostri ambienti. Siamo temerari, posiamo lo sguardo su qualcuno dei nostri giovani e proponiamo loro un cammino di discernimento, il resto lasciamolo fare a Dio.

 Vi saluto lasciandovi un breve stralcio dal sussidio Buona Stoffa:

“Se poi è vero che i giova­ni hanno diritto ad avere educatori credenti autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenen­za ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discerni­mento, è anche vero che tali caratteristiche – da vede­re come meta più che come realtà pienamente presen­te negli ambienti ecclesiali – sono frutto di un graduale percorso su di sé, in quanto accompagnati. Non potendo condurre altri lì dove non si è stati, è realmente essen­ziale che l’accompagnatore abbia già calcato le strade che altri potrebbero poi percorrere. Non per far ripetere pedissequamente il medesimo percorso, quanto piutto­sto per essere esperti in un possibile itinerario fra i molti proponibili.”

Con cuore orante,

Don Federico Mingrone, Animatore Vocazionale Ispettoriale

Ispettoria Meridionale, la scoperta della “perla preziosa”: le professioni perpetue di due giovani

Sabato 14 settembre, nella chiesa di S. Giovanni Bosco di Potenza alle ore 18 è stata celebrata la Professione Perpetua di Dritan Bushi e Savino Pecoraro. Sull’esempio di Don Bosco hanno accolto definitivamente la Chiamata del Signore, rispondendo “SÌ” a gran voce: diventeranno, così, suoi amici per sempre e coroneranno finalmente un lungo cammino di fede alla ricerca della loro “perla preziosa”.

Dritan Bushi, proveniente dall’ Albania, inizia il suo cammino nella comunità salesiana all’età di quattordici anni nel convitto, al fine di ottenere una formazione migliore. Successivamente egli decide di intraprendere l’università e al secondo anno ritorna in oratorio come assistente dei convittori. Ne consegue una seria e grande riflessione sul
proprio progetto di vita e ,grazie all’aiuto del direttore salesiano di Scutari, Dritan più deciso che mai prosegue il suo percorso. La sua prima prova vocazionale avviene nel lontano 2011 a Salerno e, nonostante un iniziale disaccordo genitoriale, non demorde. Qui ha modo di fare numerose esperienze e conosce Savino, con il quale instaura un
profondo legame. Successivamente si sposta a Genzano, Caserta e Roma.

Savino Pecoraro, di carattere mite e carismatico, invece, è originario di Potenza. Egli vive un’adolescenza tranquilla ma intensa; la maggior parte del tempo lo trascorre in oratorio, dove si sente a casa. Crescendo, egli sente maturare in sé il desiderio di voler realizzare qualcosa di bello per gli altri, mettendosi a servizio del prossimo; esamina quindi numerosi
mestieri, ma quello che lo alletta di più è proprio diventare salesiano. Egli svolge numerose esperienze in tutto il Sud Italia e riesce ad adottare una nuova filosofia di vita: “essere segno e portatore dell’amore di Dio ai giovani”. Questa missione gli dà la forza e lo stimolo di inseguire e portare a termine il suo obiettivo. Nonostante la lontananza da casa e le continue
prove, anche nel vivere il quotidiano, Savino è riuscito a conoscere meglio sé stesso, grazie anche alle storie di molti giovani che lo hanno segnato profondamente.

Questi due giovani sono un esempio per tutta la nostra grande comunità salesiana e, grazie alla fede e alle loro testimonianze, riescono a dimostrare grande caparbietà nella scelta più importante della loro vita.

Prime Professioni Religiose al Colle Don Bosco: “Fate quello che vi dirà”

Domenica 8 settembre 2019 si sono svolte le prime Professioni Religiose al Colle Don Bosco per 18 giovani Salesiani:

  • Giovanni Maria Andreetta (INE)
  • Fabio Aroldi (ILE)
  • Matteo Maria Aynaudi (ICP)
  • Martin Böing (GER)
  • Melad Elia (GER)
  • Giona Filippo Favrin (ILE)
  • Gilles Françoise-Boieru (FRB)
  • Marco Domenico Gobbato (INE)
  • Fitwi Carlo Maria Grilli Colombo (ILE)
  • Vincent Kergourlay (FRB)
  • Tomas Kivita (ICP)
  • Alessio Moretto (ICP)
  • Alban Pelletier (FRB)
  • Leopoldo Matteo Pinto (IRL)
  • Roberto Pizzulo (ILE)
  • Marco Giuseppe Rossi (ILE)
  • Nicolas Schreiber (FRB)
  • Cătălin Petruț Sociu (INE)

Momenti di gioia e di fede hanno contraddistinto la celebrazione della S.Messa presieduta dal Vicario del Rettor Maggiore, don Francesco Cereda, al quale hanno partecipato con esultanza le famiglie gli amici dei novizi che hanno emesso i loro primi voti.

Lungo tutta la giornata hanno riecheggiato così le parole del Vangelo scelte per questo importante evento: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5).

Rivivi l’evento:

 

Prime professioni a Genzano, presiede la celebrazione don Stefano Martoglio

 

“Mi ami più di costoro?”

(Gv 21,15)
Chiesa della Santissima Trinità, Genzano – 8 settembre 2019 – ore 10.30.

“Con un profondo senso di gratitudine al Signore e un cuore pieno di gioia, ci stiamo finalmente avvicinando al culmine del noviziato di quest’anno: la prima professione religiosa”: il noviziato internazionale di Genzano si prepara alla celebrazione di domenica 8 settembre (ore 10.30, parrocchia Santissima Trinità), presieduta da don Stefano Martoglio, durante la quale emetteranno la prima professione religiosa undici giovani.

Prime Professioni Religiose – Colle Don Bosco 8 settembre 2019

“Fate quello che vi dirà”

(Gv 2,5)
Basilica del Colle Don Bosco 8 settembre 2019 – ore 15.00.

Riconoscenti al Padre, la Società di San Francesco di Sales e la Comunità del Noviziato annunciano con gioia le Prime Professioni Religiose:

  • Giovanni Maria Andreetta (INE)
  • Fabio Aroldi (ILE)
  • Matteo Maria Aynaudi (ICP)
  • Martin Böing (GER)
  • Melad Elia (GER)
  • Giona Filippo Favrin (ILE)
  • Gilles Françoise-Boieru (FRB)
  • Marco Domenico Gobbato (INE)
  • Fitwi Carlo Maria Grilli Colombo (ILE)
  • Vincent Kergourlay (FRB)
  • Tomas Kivita (ICP)
  • Alessio Moretto (ICP)
  • Alban Pelletier (FRB)
  • Leopoldo Matteo Pinto (IRL)
  • Roberto Pizzulo (ILE)
  • Marco Giuseppe Rossi (ILE)
  • Nicolas Schreiber (FRB)
  • Cătălin Petruț Sociu (INE)

Forum Internazionale dei Giovani e cammino post-sinodale: la parola a don Rossano Sala

Si è svolto l’XI Forum Internazionale dei Giovani dal 18 al 22 giugno tra Roma e Ciampino, con la partecipazione di circa 250 giovani di tutto il mondo e in rappresentanza di tanti movimenti e associazioni ecclesiali. Si riporta l’articolo pubblicato oggi dall’Agenzia d’Informazione Salesiana (ANS) e il video-commento di don Rossano Sala.

(ANS – Roma) – “Un momento d’incontro, comunione e sinodalità… Che è andato a dare compimento alla riunione Pre-sinodale dei giovani del marzo 2018”. Con queste chiavi di lettura don Rossano Sala, SDB, Segretario Speciale per il Sinodo dei Vescovi del 2018, interpreta l’XI Forum Internazionale dei Giovani, svoltosi dal 18 al 22 giugno tra Roma e Ciampino, con la partecipazione di circa 250 giovani di tutto il mondo e in rappresentanza di tanti movimenti e associazioni ecclesiali.

Don Sala, può raccontarci cos’è successo in quei giorni?

Abbiamo vissuto tre ampi momenti di riflessione. La prima giornata è stata dedicata al cammino sinodale, con particolare attenzione al metodo utilizzato: perché il Sinodo sui Giovani c’insegna in primo luogo uno stile di camminare, di dare la parola a tutti, di ascoltare.

La seconda giornata, poi, è stata dedicata all’Esortazione Apostolica Christus Vivit, affinché ciascun giovane e Chiesa particolare potesse conoscerla e farla propria.

E nella terza giornata abbiamo ragionato sul grande tema della ricezione, la fase più delicata di questo cammino Post-sinodale: come inaugurare nuovi cammini, nuovi itinerari, nuove prospettive?

Sabato mattina, infine, il Papa ci ha accolti in udienza, ha salutato, stringendogli la mano, tutti i giovani, uno ad uno; e ha anche presentato i temi delle tre prossime Giornate Mondiali della Gioventù (GMG), scanditi dal verbo “Alzati”, in una prospettiva di Risurrezione e di consapevolezza di quello che i giovani possono dire e possono dare al mondo e alla Chiesa.

Quali sono le principali prospettive su cui lavorare ora?

Faccio riferimento alle tre parole emerse dal cammino sinodale: in primo luogo “Sinodalità”. La grande richiesta dei giovani alla Chiesa è che sappia vivere e lavorare insieme, che sia un segno luminoso di fraternità. I giovani ci hanno ricordato che la comunione è la prima e più importante forma di evangelizzazione.

La seconda parola è “Vocazione”. Ognuno è chiamato a dare la sua parte, in ottica missionaria. La grande domanda che Papa Francesco pone a tutti i giovani non è “Chi sono io?”, o “Cosa posso fare per essere felice?”; ma “Per chi sono io?”, “Chi devo rendere felice per essere felice?”.

E la terza è “Discernimento”. Papa Francesco non ci offre soluzioni preconfezionate, ma chiede ai giovani di mettersi davanti al Signore in una dinamica contemplativa ed entusiasmante, in cui tutti siamo soggetti attivi.

Cosa significa tutto questo per la Famiglia Salesiana?

Intanto voglio dire che a quest’incontro c’erano, sì, alcune persone del mondo salesiano, poi c’era Carina, la rappresentante del Movimento Giovanile Salesiano… Ma soprattutto c’erano tanti giovani che hanno manifestato in quei giorni una simpatia, una conoscenza e uno stile salesiano.

Poi, per un salesiano, significa principalmente fare dei giovani dei compagni di viaggio. Non i giovani come recettori, come destinatari, ma come protagonisti della Pastorale. Don Bosco, d’altra parte, ha sempre creduto nei giovani: basta vedere l’atto di fondazione della Congregazione, che è stato firmato da ragazzi di 14-15 anni. La Chiesa oggi ci chiede un rinnovato entusiasmo per ripartire da lì.

Guardando al Capitolo Generale, oltre che al cammino sinodale, quali Salesiani per i giovani di oggi?

Un salesiano, innanzitutto, che abbia fiducia nei giovani; che sappia mettersi in discussione di fronte alla sfide del nostro tempo, in una rinnovata laboriosità culturale; e che sia cosciente della sua vocazione specifica verso i giovani più piccoli e più poveri.

Su ANSChannel è disponibile il video integrale dell’intervista a don Rossano Sala (anche con sottotitoli in spagnolo).

RMG – Seminario di studio su “Accompagnamento Salesiano e Affettività”

Un Seminario di studio su “Accompagnamento Salesiano e Affettività” promosso dal Dicastero per la Pastorale Giovanile. SI riporta l’articolo pubblicato oggi dall’Agenzia d’Informazione Salesiana (ANS).

(ANS – Roma) – Dal 25 al 29 novembre 2019 al “Sacro Cuore” di Roma si terrà un Seminario di studio su “Accompagnamento Salesiano e Affettività” promosso dal Dicastero per la Pastorale Giovanile. Si tratta dell’ultima tappa di un percorso di animazione della Congregazione sul tema dell’Accompagnamento Salesiano.

Tra il 2010 e il 2013, infatti, il Dicastero per la Pastorale Giovanile ha organizzato una serie di quattro seminari, dal 2010 al 2013, sul tema della direzione spirituale. Gli atti di questa serie di seminari sono stati poi raccolti nella pubblicazione “Accompagnamento spirituale. Itinerario pedagogico spirituale in chiave salesiana al servizio dei giovani”.

Nel 2016, inoltre, lo stesso Dicastero ha promosso un Seminario di studio intitolato “Accompagnare la vita di preghiera”.

Alla luce delle indicazioni provenienti dai Sinodi sulla famiglia e sui giovani, e delle riflessioni promosse dalla Congregazione con il Congresso Internazionale su Pastorale Giovanile e Famiglia, il prossimo Seminario di Studio guarderà dunque all’accompagnamento dei giovani con riferimento al tema dell’affettività e dell’educazione all’amore.

Il Seminario si rivolge a Salesiani e laici impegnati nell’accompagnamento personale dei giovani e a quanti hanno un’esperienza concreta nell’educazione dell’affettività dei giovani nella Pastorale Giovanile Salesiana. L’incontro sarà articolato in quattro moduli: studio delle sfide antropologiche, culturali e sociali nel campo dell’educazione all’amore; caratteristiche della persona che accompagna i giovani nel cammino dell’educazione all’amore e nel discernimento; le sfide affettive che i giovani incontrano oggi nel loro cammino di crescita integrale; il contributo del carisma salesiano nei processi di educazione all’amore, a partire dallo studio delle fonti su San Francesco di Sales.

Ogni giornata sarà dedicata all’approfondimento di un modulo. Ogni giorno al mattino sarà offerta una lectio divina e una relazione principale sul tema, con un tempo appropriato per la riflessione personale e il confronto in gruppi linguistici. Nella prima sessione del pomeriggio di ogni giornata, i partecipanti potranno presentare i frutti del loro confronto nei gruppi di lavoro e dialogare con i relatori del Seminario. L’ultima sessione di ogni giornata sarà dedicata all’approfondimento, in forma laboratoriale e sotto la guida di esperti, di alcune tematiche specifiche in linea con gli obiettivi del Seminario: omosessualità e teoria del “gender”, affettività e famiglia, educazione sessuale integrale, “transformative learning”.

La metodologia proposta, pertanto, intende favorire il coinvolgimento attivo dei partecipanti e la produzione di materiale di supporto alla riflessione e all’educazione dei giovani con riferimento ai temi dell’affettività e dell’amore.

Il Dicastero per la Pastorale Giovanile è in grado di offrire la partecipazione al Seminario. Per l’alloggio e la sistemazione a Roma, si rinvia all’iniziativa dei partecipanti.

Per registrarsi al Seminario occorre compilare l’apposito formulario

 

 

Animazione Vocazionale, con tre video si ripercorrono gli incontri che hanno cambiato la vita di Don Bosco

Santo Viaggio, Se un birbante e Va’ per la città sono i tre video prodotti dalla Ime Comunicazione per l’ufficio di Animazione Vocazionale.

Nel primo, si narra l’incontro di Don Bosco con Domenico Savio, “un evento dello Spirito”, avvenuto ai Becchi il 2 ottobre del 1854. La “buona stoffa”, il Santo viaggio di Domenico Savio che “non trattiene su di sé lo sguardo di Don Bosco”, ma ha un amore per Gesù che gli fa prendere sul serio l’adolescenza: io sono la stoffa, lei ne sia il sarto.

In Se un birbante, invece,  la storia di Michele Magone: 13 anni, senza lavoro, senza genitori, senza speranze. “Chi mi aiuterà a cambiare, a sognare, a provare una vita diversa?”, chiede a Don Bosco. Il 17 ottobre 1857, è a Valdocco, con Don Bosco che lo chiama “mio caro”, è prezioso a qualcuno: “Sono disposto a fare quello che volete, ma vorrei studiare”. Eccolo il cambiamento, il Michele di prima lascia spazio a quello libero di essere fino alla fine se stesso.

Va’ per la città  e guardati attorno: Don Bosco giovane prete, davanti a sé la vita e il cuore bruciato dal desiderio di spenderla tutta per il Signore e gli uomini. 1841, autunno: Va’ la città e guardati attorno, poche parole di fuoco che profumano di Vangelo. Don Cafasso, il prete “della forca”, invita Don Bosco a scoprire per strada quel desiderio che gli brucia il cuore. “Il Signore è qui”; gli dice: Don Bosco parte dalle carceri, l’impatto per lui è devastante, turbe di ragazzi abbandonati e tristi. Li riconosce: sono loro, quelli del “sogno”.